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LA GUIDA

Libra Facebook: cos’è, come funziona e cosa aspettarsi dalla criptovaluta di cui tutti parlano



Il 18 giugno 2019 Mark Zuckerberg ha annunciato Libra, la cryptocurrency di Facebook. Sarà governata dalla Libra Association (composta da aziende, associazioni non profit, startup) e debutterà nel 2020. Obiettivo: fornire servizi bancari a 1,7 miliardi di “unbanked”. Ecco tutto quello che c’è da sapere (dubbi compresi)

di Luciana Maci

3 giorni fa


Libra, la criptovaluta lanciata da Facebook a giugno 2019, promette di rivoluzionare l’universo dei pagamenti e delle transazioni finanziarie già a partire dal prossimo anno.  Una novità che ha suscitato plauso e consensi, ma anche dubbi, critiche e richieste di chiarimento da parte di istituzioni e privati.

“Vogliamo rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come accade con le nostre app per condividere messaggi e foto” ha scritto il fondatore e CEO Mark Zuckerberg il 18 giugno 2019 in un post sul social network con cui ha dato  la notizia e fornito ulteriori dettagli. Il progetto, che dovrebbe decollare nel 2020, non si limita a dar vita a una nuova criptovaluta ma prevede lo sviluppo di un intero ecosistema: un’infrastruttura finanziaria globale accessibile a miliardi di persone. L’iniziativa è governata dalla Libra Association, una associazione non profit basata a Ginevra, di cui al momento fanno parte 28 membri tra aziende, organizzazioni non profit e istituzioni accademiche internazionali, ma l’obiettivo è arrivare a 100 membri entro l’anno. Intanto però, dopo l’annuncio ufficiale, Libra è finita sotto pressione da più parti, in particolare per la questione relativa alla sua regolamentazione. Nella prima settimana di luglio  la Federal Reserve americana ha dichiarato che i piani per creare una valuta digitale da parte di Facebook “non possono andare avanti” sino a quando non verrà fatta chiarezza su tutti gli aspetti controversi. L’azienda ha inizialmente risposto di contare su un dialogo costruttivo. Poi, all’inizio di agosto, Mark Zuckerberg, in un post, ha fatto una sorta di marcia indietro, avvisando che  Libra e la sussidiaria Calibra potrebbero subire dei ritardi notevoli o addirittura non essere mai lanciatiUna tattica per contrastare pressioni e critiche che gli piovono addosso da più parti da quando ha annunciato la criptovaluta di Facebook? O un autentico dietro-front?

Una cosa è certa: tutte le banche vogliono vederci chiaro. Il 16 settembre i rappresentanti di U.S. Federal Reserve, Bank of England e altre 24 banche centrali hanno incontrato alcuni esponenti del progetto Libra nella città svizzera di Basilea per discutere della modalità di funzionamento della blockchain che regolerà la circolazione della criptovaluta e gli obiettivi perseguiti,

CHE COS’È UNA CRIPTOVALUTA

La valuta è un sistema monetario comunemente usato per lo scambio di beni e servizi, che quindi possiede un valore. Le criptovalute possono essere definite come valute digitali che sono rese sicure attraverso un processo di crittografia. Attualmente nel mondo ci sono almeno 2.238 criptovalute: tra le più note Bitcoin ed Ethereum. Le crytpocurrencies più conosciute sono basate sulla blockchain, tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Libra sarà basata sulla blockchain.

CHE COS’È LIBRA, LA CRIPTOVALUTA DI FACEBOOK

Il 18 giugno 2019, con un post su Facebook, il fondatore e CEO del social network, Mark Zuckerberg, ha lanciato la nuova valuta chiamata Libra e contestualmente l’omonima associazione non profit insieme con altre 28 organizzazioni internazionali sparse per il mondo. La notizia era stata anticipata la settimana precedente, ma già da tempo, almeno da un paio di anni, il colosso di Internet stava lavorando all’operazione. Nell’ultimo anno e mezzo Facebook ha avuto un rapporto altalenante con le criptovalute. Da una parte ha mostrato interesse, facendo anche trapelare notizie su possibili acquisizioni in questo ambito (ad esempio, Coinbase, nota società di scambio di criptovalute). Dall’altra parte le pubblicità delle valute digitali sono state spesso bloccate e proibite sulle sue piattaforme per lunghi periodi.

Il punto di svolta è stato un gesto di Zuckerberg passato quasi sotto silenzio dai media: a gennaio 2018 ha acquisito una licenza in Irlanda per offrire prestiti personali ai suoi 2,07 miliardi di utenti. Poi negli ultimi sei mesi l’interesse è diventato gradualmente più concreto con varie indiscrezioni sull’emissione di una possibile criptovaluta da parte di Facebook. Fino all’annuncio ufficiale.

QUI TUTTE LE TAPPE CHE HANNO PORTATO ALL’ANNUNCIO DI LIBRA

Facebook è dunque entrata ufficialmente nel mondo dei pagamenti, più precisamente in quello delle criptovalute. L’obiettivo dichiarato è fornire accesso al sistema finanziario ai circa 1,7 miliardi di adulti “unbanked” presenti oggi nel mondo, cioè tutti quelli che sono sprovvisti di un conto corrente bancario o analoghi servizi.

PERCHÉ FACEBOOK HA SCELTO IL NOME LIBRA?

In molti si sono chiesti perché Zuckerberg abbia chiamato la sua valuta digitale Libra. Nella Treccani si legge che libra, derivante dal latino, significa bilancia, in senso proprio e figurato (come simbolo cioè della giustizia). In astrologia la bilancia è sinonimo di equilibro ed equità. Nella variante fonetica e grafica “libbra” sta a significare unità di massa e peso e moneta. Il dizionario Garzanti specifica che libbra è l’unità di peso già usata dai greci e dai romani, poi impiegata in Italia nel medioevo (con valore di 300 g circa) e in altri paesi (Spagna, Francia, Germania); più a lungo nei paesi anglosassoni, con valore di 454 grammi.

CHI SONO I MEMBRI FONDATORI DI LIBRA

Tre sono gli elementi chiave del progetto Libra: l’associazione di attori che la governa, la blockchain su cui si regge e la criptovaluta con cui viene utilizzata. Libra è insomma un ecosistema non monolitico, che mette insieme per la prima volta società, associazioni e investitori di diversi settori. Per quanto riguarda l’associazione che governa il progetto, si chiama Libra Association ed è una non profit basata a Ginevra, di cui al momento fanno parte 28 membri tra aziende, organizzazioni non profit e multilaterali, istituzioni accademiche da tutto il mondo.

Queste organizzazioni aderiscono all’associazione partecipando attivamente al network Libra, eseguendo un nodo di convalida sulla rete e servendo nella governance in cambio di ricompense generate da commissioni sulle transazioni, commissioni su conversioni e interessi sui depositi.

I membri fondatori che lavoreranno per lo sviluppo, la diffusione e l’accettazione della nuova cryptocurrency sono:

–Settore Pagamenti: Mastercard, PayPal, PayU (Naspers’ fintech arm), Stripe, Visa

–Settore Technology and marketplaces: Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft, MercadoPago, Spotify AB, Uber Technologies, Inc.

–Settore Telecomunicazioni: Iliad, Vodafone Group

–Settore Blockchain: Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Inc., Xapo Holdings Limited

–Settore Venture Capital: Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures

–Non profit and multilateral organizations, and academic institutions: Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps, Women’s World Banking

Nel White Paper diffuso al momento della comunicazione della notizia, la Libra Association ha annunciato di voler raggiungere i 100 membri entro il lancio previsto per la seconda metà del 2020.

Le condizioni richieste per diventare membri devono essere almeno due su tre delle seguenti:

**Valore: Più di 1 miliardo di dollari di Market Value o più di 500 milioni di dollari di saldi di conti di clienti.

**Scala: Raggiungere più di 20 milioni di persone per anno, in più nazioni.

**Sostenibilità: Essere riconosciuti come Top-100 da associazioni terze o media nell’ambito della sostenibilità (ad esempio da Interbrand Global 100,  Fortune 500, the S&P Global 1200, the FTSE Eurotop 300)

I Funding Members saranno remunerati per il lavoro svolto. Avranno infatti diritto al Libra Investment Token, un secondo token della piattaforma, legato ai rendimenti dai titoli conservati dalla Libra Reserve. Apparentemente sembra che Facebook abbia lavorato per oltre un anno a un progetto del quale poi ha condiviso sia la governance che i potenziali ricavi con altri attori. Nel White Paper si parla anche dell’obiettivo futuro di aprire ulteriormente la rete andando addirittura a renderla totalmente permessionless, modificando di conseguenza anche quel meccanismo di remunerazione oggi previsto. Tuttavia non figurano tra i partner né Apple, né Google, né Amazon, né Microsoft e non è neppure presente nessuna banca. Tutte le informazioni tecniche possono essere reperite sul sito www.libra.org.

LIBRA DI FACEBOOK: COME FUNZIONA E COME SI EFFETTUERANNO I PAGAMENTI

CHE COS’È E COME FUNZIONERÀ IL WALLET CALIBRA

Libra non è l’unica entità che è stata rivelata al mondo nella giornata del 18 giugno. È stata infatti ufficialmente presentata anche Calibra, una società direttamente controllata da Facebook. Calibra è il primo wallet disponibile per gestire la nuova criptovaluta ed effettuare transazioni tramite questa moneta digitale. La sua prerogativa è semplificare la user experience rispetto alla complessa gestione delle chiavi private e chiavi pubbliche che è invece normalmente prevista in tutte le piattaforme Blockchain, Libra compresa.

I wallet, come spiegano in questo articolo Valeria Portale e Jacopo Fracassi, sono largamente utilizzati da tutti i possessori di criptovalute e sarà interessante vedere se altri wallet integreranno la possibilità di effettuare transazioni tramite Libra. Calibra tuttavia sarà sicuramente l’unico tool ad essere perfettamente integrato con Whatsapp e Messenger, le principali piattaforme di messagistica gestite da Facebook, rendendo così lo scambio di denaro semplice come inviare una foto.

Calibra avrà anche il ruolo di assicurare il rispetto delle normative AML (Anti Money Laundering, Antiriciclaggio) e di effettuare il KYC degli utenti ( “Know your customer”, processo di riconoscimento utilizzato dalle aziende per verificare l’identità dei propri clienti) nel rispetto delle normative vigenti. Potrà inoltre aprire nuovi scenari per la gestione dell’identità digitale, abilitando potenzialmente un pulsante di “sign in with Facebook” evoluto e utilizzabile non solo per la registrazione su siti, ma anche per l’accesso a servizi che richiedono il KYC come quelli finanziari o assicurativi.

QUANDO FACEBOOK RENDERÀ LIBRA DISPONIBILE PER TUTTI?

Nel post pubblicato su Facebook il 18 giugno Zuckerberg afferma di aver  intenzione di varare Libra nel 2020. Per procedere con questa iniziativa, spiega, Facebook sta lanciando una sussidiaria indipendente, chiamata Calibra, che creerà i servizi dedicati a inviare, spendere e conservare Libra, a partire da un digital wallet che sarà disponibile su WhatsApp e Messenger e, il prossimo anno (cioè nel 2020), come app a se stante.

Zuckerberg promette che, dall’inizio, il costo del servizio sarà basso o nullo. In seguito conta di offrire molteplici servizi: pagare le bollette con un clic, pagare il caffè attraverso la scannerizzazione di un codice o un mezzo pubblico senza contanti né carte.

ESEMPI DI AMBITI APPLICATIVI DI LIBRA IN ITALIA E NEL MONDO

È ancora presto per capire nel dettaglio le applicazioni pratiche di Libra nella nostra vita quotidiana. Tuttavia è prevedibile che la nuova moneta sarà usata dagli utenti per interagire con i negozi virtuali, per invio di denaro e in futuro dovrebbe includere anche altri servizi finanziari. Facebook punta inoltre a collaborare con i moderni player del settore finanziario, come testimonia la presenza all’interno dell’associazione non profit delle più importanti multinazionali nell’ambito dei pagamenti quali Mastercard, PayPal, Stripe e Visa. Tra i membri fondatori c’è anche Uber: questo fa pensare che, nei Paesi dove è presente il servizio di ride-hailing, si potranno pagare le corse con Libra. Idem per la concorrente Lyft. La presenza di Booking tra i Founding Members porta a ipotizzare che si potranno eseguire prenotazioni di alberghi o altro tramite la criptovaluta di facebook. Magari anche in Italia. Ma è necessario attendere ancora un po’ di tempo per i particolari sull’utilizzo di Libra.

LIBRA: ANALOGIE E DIFFERENZE CON LE ALTRE CRIPTOVALUTE

Libra di Facebook è una criptovaluta. Ma di criptovalute al mondo attualmente se ne contano almeno 2.238. Quali sono le particolarità della moneta digitale che verrà emessa a partire dal 2020 dal social network di Mark Zuckerberg? Spiega Fabio Pezzotti, Fondatore, Amministratore Delegato e Presidente di ICONIUM Blockchain Ventures: “Se si va a considerare il grado di decentralizzazione, nel caso del progetto Libra questo è limitato se lo si paragona ad infrastrutture permissionless e open-source come Bitcoin ed Ethereum con miners o nodi dell’ordine di migliaia, e infatti i requisiti minimi imposti dall’associazione sono molto restrittivi (ad esempio minimo $10 milioni di investimento) e possono essere soddisfatti solo da poche organizzazioni nel mondo. In altre parole, a differenza di Bitcoin, Libra sarà una piattaforma permissioned. Ciascuno dei membri della Libra Association deterrà un nodo validatore. Nelle piattaforme permissionless come Bitcoin ed Ethereum, chiunque può partecipare al processo di validazione, mentre in Libra i validatori saranno decine di grandi aziende internazionali“.

Per quanto riguarda la blockchain utilizzata, Facebook ha prima acquisito l’intero team della startup ChainSpace, per sviluppare una blockchain in grado di supportare 1000 transazioni al secondo e creare un nuovo linguaggio di programmazione noto come “Move” per sviluppare su di essa. La sicurezza è uno dei principi chiave su cui è sviluppato tale linguaggio, con il quale sarà possibile creare nuovi asset, logiche e applicazioni di finanza decentralizzata su Libra.

La criptovaluta Libra è garantita da un paniere di valute legali (per ora Euro, USD, GBP, Yen) che le consentirà di avere un valore stabile nel tempo e di permettere a consumatori e merchant di oltrepassare i rischi di volatilità che oggi sfavoriscono le criptovalute come mezzo di pagamento. Non vi sarà nessun tipo di politica monetaria, è possibile generare nuovi Libra depositando moneta legale e viceversa è possibile bruciare Libra prelevando moneta legale.

“L’arrivo di Libra potrebbe smarcare definitivamente la differenza creatasi tra le criptovalute e le forme digitale private di trasferimento di valore – sottolinea Andrea Ferrero, cofounder di Young Platform – L’ingresso di Facebook all’interno del mercato ha sicuramente attirato l’attenzione di molti addetti ai lavori e non. Finalmente ognuno di questi asset sta trovando la sua posizione all’interno del mercato: Bitcoin un bene rifugio attraente dal punto di vista speculativo, Libra una moneta per effettuare pagamenti e chissà quali altri progetti  in un mercato in continua espansione”.

Wallmart competerà con Libra con una sua valuta digitale?

Intanto, dal mondo del retail, arriva una possibile, futura criptovaluta che potrebbe entrare in concorrenza con Libra. Walmart,  tra le più importanti catene di negozi per la vendita al dettaglio di tutto il mondo,  ha registrato un brevetto per la creazione di una stablecoin ancorata al dollaro americano. Se ciò avvenisse, si troverebbe a competere con Libra di Facebook. A inizio agosto 2019 gli addetti della catena statunitense hanno depositato presso l’ufficio United States Patent and Trademark Office un report intitolato System and Method for Digital Currency Via Blockchain. Il documento spiega le modalità di creazione di una criptovaluta, in questo caso di una stablecoin, e sottolinea che potrebbe essere utilizzata per pagare generi alimentari.

I VANTAGGI (E SVANTAGGI) DI LIBRA PER GLI UTENTI

Come detto, le persone che non hanno attualmente accesso ai servizi finanziari (i cosiddetti “unbanked”) potranno finalmente pagare e scambiarsi denaro in modo facile e veloce. I Paesi in via di sviluppo sono già stati terreno di simili sperimentazioni. Non a caso, nel giorno del debutto del sito dell’associazione Libra su Internet, la foto in primo piano era quella di una donna africana. In particolare proprio l’Africa è ormai da oltre un decennio un grande laboratorio per le nuove tecnologie. L’impatto della telefonia mobile sul trasferimento dei soldi ha cambiato le dinamiche. Qui è nato e ha funzionato da subito un sistema come Mpesa che essenzialmente consente di pagare merci e servizi, trasferire denaro e accreditare stipendi attraverso le ricariche del cellulare. Guardacaso Mpesa è nato nel 2007 sulla rete mobile di Safaricom, una società affiliata di Vodafone. E Vodafone è tra i membri fondatori della Libra Association. Altri vantaggi offerti da Libra: i (promessi) bassi costi per le transazioni e un’interfaccia che dovrebbe essere chiara e facile da usare. Inoltre la Libra Association assicura il controllo sulla sua valuta in modo che sia stabile, a differenza di altre cryptocurrencies come i Bitcoin.

Tra le criticità nell’uso di Libra potrebbero esserci le questioni legate alla privacy. Nella pagina dedicata alla privacy  sul sito di Calibra, è scritto che, se gli utenti daranno il consenso, Facebook o altre terze parti potranno accedere ai dati relativi alle transazioni finanziarie degli utenti stessi. È un punto critico per il regolatore e per la fiducia dei consumatori, perciò sarà necessario attendere i prossimi mesi per capire meglio come evolverà la questione.

LIBRA: PREOCCUPAZIONI PER PRIVACY E RICICLAGGIO, l’altolà della Federal Reserve

Dal giorno dell’annuncio ufficiale, Libra è finita sempre più sotto pressione. A inizio luglio 2019 Jerome Powell, chairman della Federal Reserve americana, ha dichiarato che i piani per costruire una valuta digitale da parte di Facebook “non possono andare avanti” sino a quando non verrà fatta chiarezza su tutti gli aspetti controversi. “Libra solleva serie preoccupazioni riguardo la privacy, il riciclaggio di denaro sporco, la protezione dei consumatori e la stabilità finanziaria”, ha detto Powell davanti al Comitato dei servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. “Non penso – ha aggiunto – che il progetto possa andare avanti” senza affrontare tali preoccupazioni. La reazione di Facebook non si è fatta attendere. Una portavoce dell’azienda spiega che Facebook “è molto allineata con il presidente sulla necessità di un discorso pubblico. Questo è il motivo per cui insieme agli altri 27 membri fondatori dell’Associazione Libra abbiamo fatto questo annuncio con largo anticipo, così da poter intraprendere un discorso costruttivo e ottenere feedback”.

Contro Libra si è schierato lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A luglio ha twittato: “Non sono un fan di bitcoin e altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla. Similmente Libra, la ‘moneta virtuale’ di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre compagnie vogliono diventare una banca devono ottenere un nuovo documento di autorizzazione bancaria ed essere soggetti a tutte le regole bancarie, come le altre banche, sia nazionali che internazionali”.

Pressato e finito sotto accusa da più parti ancora prima di cominciare, in un post su Faceboo Mark Zuckerberg ha fatto una sorta di marcia indietro, avvisando che  Libra e la sussidiaria Calibra potrebbero subire dei ritardi notevoli o addirittura non essere mai lanciati. “L’accettazione da parte del mercato di una valuta di questo tipo è un qualcosa di incerto” ha scritto. “Pertanto non possiamo garantire che Libra e i prodotti ad essa associati saranno resi disponibili in breve tempo, né tantomeno che lo saranno. Non abbiamo esperienza con le valute digitali o con la tecnologia blockchain e ciò potrebbe influire negativamente sulla nostra capacità di commercializzare con successo questa tipologia di prodotti e servizi”. Tuttavia il numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dichiarato che la società si impegnerà al massimo per poter rispondere a tutte le domande dei regolatori e degli esperti di questo settore.

CHE COSA SIGNIFICA PER LE BANCHE L’AVVENTO DI LIBRA

Come accennato sopra, tutte le banche del mondo vogliono vederci chiaro sulla nuova criptovaluta. Per questo il 16 settembre è stato organizzato un incontro a Basilea (Svizzera) presieduto dal francese Benoît Coeuré, dal 2011 membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea. Al tavolo i rappresentanti di U.S. Federal Reserve, Bank of England e altre banche centrali.

In particolare il CPMI era composto da 28 banche, tra cui le banche centrali di USA (Federal Reserve Bank di New York), Cina (PBoC), eurozona (BCE), Giappone (BoJ), Gran Bretagna (Bank of England), Svizzera (Swiss National Bank). Era la prima volta che i responsabili del progetto Libra incontravano i rappresentanti delle banche centrali, sebbene in passato vi fossero già stati dei contatti ma solamente con singole banche.

Libra ha fatto sapere che, per parte sua, il confronto con autorità e istituzioni è da ritenersi positivo: uno step necessario in vista del lancio previsto per il prossimo anno, essenziale al fine di raccogliere feedback ed eventualmente aggiustare il tiro prima del debutto.

Di fatto, Facebook è già diventato una banca. Solo in Italia, per esempio, Mark Zuckerberg può teoricamente decidere di offrire conti correnti e prestiti a 31 milioni di italiani iscritti a Facebook. Per mettere questi numeri nella giusta prospettiva, sottolinea in questo articolo Stefano Tresca, basta ricordare che Banca Intesa, il più grosso gruppo bancario italiano, ha 11,1 milioni di clienti. Nessuno di questi utilizza l’app della banca 5 o 10 volte al giorno come un utente medio di Facebook.

Molte banche internazionali e italiane si rendono perfettamente conto che il mercato è cambiato. Alcune hanno iniziato a sviluppare operazioni di open banking, altre stanno rafforzando il rapporto con i clienti più tradizionali. Ma è chiaro che l’ingresso di Facebook imprimerà una forte accelerazione al processo di trasformazione digitale che sta avvenendo in questo come in moltissimi altri settori. È vero che le banche sono già sopravvissute a crisi epocali ed è molto probabile che sopravvivano anche a questa. Tuttavia, annota ancora Tresca, questo ottimismo va riservato al sistema bancario nel suo complesso, non ai singoli operatori. La crisi del 2008 ha causato la bancarotta di Lehman Brothers, la quarta banca di investimento più grande degli Stati Uniti. Nel 2009 sono fallite 140 banche solo negli USA. Quando Facebook entrerà a tempo pieno nel mercato bancario, seguita eventualmente da un altro colosso come Amazon che si sta attrezzando allo scopo, andrà inevitabilmente a colpire le banche. Così come avrà un impatto pesante sulle varie startup nate negli ultimi anni che sono legate al mondo della finanza (fintech).

“Le banche – osserva Valeria Portale – non devono temere di essere già sconfitte dall’avanzata di criptovalute come quella di Facebook. Ma non possono certamente stare a guardare, perché gli equilibri potrebbero mutare velocemente. Questo potrà avvenire sia per effetto della normativa, con la PSD2 che già apre la porta a nuovi attori che, previa autorizzazione del consumatore, potranno appoggiarsi ai conti correnti per avviare un pagamento, sia per l’evoluzione delle abitudini dei consumatori, che tra i più giovani si affideranno sempre più ad attori non tradizionali per la gestione dei pagamenti”.

Paradossalmente forse è proprio questo il momento migliore per le banche tradizionali per innovare ed iniziare a creare alleanze con il mondo delle startup e delle realtà innovative.

(Articolo aggiornato al 16/09/2019)

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale