La sostenibilità in banca? Passa anche dalle stampanti: il caso BCC Brescia-Epson | Economyup

ECONOMIA CIRCOLARE

La sostenibilità in banca? Passa anche dalle stampanti: il caso BCC Brescia-Epson



Le stampanti rappresentano circa il 10% dell’energia totale consumata negli uffici, oltre a produrre una considerevole quantità di rifiuti. BCC Brescia ha scelto di affrontare questo problema, sostituendo tutte le sue stampanti con i modelli ecosostenibili inkjet di Epson. Ce lo racconta l’IT Manager Claudio Podavini

20 Ott 2020


È cresciuta molto negli ultimi anni la sensibilità ai temi di sostenibilità, economia circolare ed ESG. In Italia come in Europa, l’impegno a diventare più “green” è un driver sempre più importante per aziende e istituzioni. Le banche non fanno eccezione.

Le stampanti sono un elemento spesso trascurato negli sforzi di efficientamento energetico, eppure, secondo un’indagine commissionata da Epson nel 2018, rappresentano circa il 10% dell’energia totale consumata negli uffici, oltre a produrre una considerevole quantità di rifiuti.

Banca di Credito Cooperativo di Brescia ha scelto di affrontare questo problema, sostituendo tutte le sue stampanti con i nuovi modelli ecosostenibili inkjet di Epson.

Economyup ha intervistato Claudio Podavini, IT manager della banca dal 1997, che durante i suoi oltre 20 anni di esperienza ha seguito e guidato l’innovazione tecnologica dell’istituto di credito, per parlarci di questo progetto.

BBC Brescia, l’impegno di una banca storica per la sostenibilità

Banca di Credito Cooperativo di Brescia è una banca locale dalla lunga tradizione, con alle spalle ben 117 anni di storia. Fortemente radicata nel territorio, conta 60 filiali e circa 85mila clienti, con un patrimonio netto pari a 268 milioni di euro, che la colloca tra le prime 10 Bcc in Italia.

Con un indice di solidità CET1 pari al 24,80%, è considerata una delle banche più solide d’Italia, oltre ad essere tra le poche banche italiane ad aver sempre chiuso il proprio bilancio in utile.

BCC Brescia, afferma Podavini, ha sempre acquistato strumenti e tecnologie prestando attenzione all’innovazione e alla sostenibilità energetica, senza trascurare quindi impatto ambientale e consumi. In particolare, la banca svolge regolari controlli per lo sfruttamento efficiente delle risorse tecnologiche: è da questa attenzione che è nata la scelta di sostituire le proprie stampanti obsolete con modelli più eco-friendly.

Perché la banca ha scelto le stampanti inkjet Epson?

In un’ottica di efficientamento energetico e riduzione degli scarti, BCC Brescia ha scelto Epson come fornitore per sostituire con modelli inkjet sia le vecchie stampanti ad aghi utilizzate negli sportelli di cassa, sia gradualmente tutte le stampanti laser negli uffici.

Le stampanti inkjet, dette anche a getto d’inchiostro, utilizzano sacche d’inchiostro al posto dei tradizionali toner delle stampanti laser. Venendo meno il bisogno di fondere il toner sulla carta, la nuova tecnologia permette di abbattere i consumi, nonché di ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e di scarti: anziché rulli e fusori da cambiare periodicamente e toner da smaltire, il rifiuto si riduce a sacche e flaconi che occupano pochissimo spazio e possono essere stoccate facilmente per essere smaltite.

Secondo un’indagine del 2015, rispetto alle stampanti e ai multifunzione laser, alcuni modelli di stampanti inkjet sono in grado di ridurre il consumo di energia sino al 96% (quasi 50 kWh) e di abbattere i rifiuti prodotti fino al 99% (80 kilogrammi).

 

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Come ha avuto origine la decisione di sostituire le stampanti con alternative più sostenibili?

Il progetto, racconta Podavini, ha avuto la sua genesi 5 anni fa, nascendo dalla necessità di eliminare le vecchie stampanti ad aghi in dotazione agli sportelli di cassa delle filiali.

I vecchi macchinari, storicamente in dotazioni alle banche perché permettevano di stampare su copie carbone, così da fornire i documenti in duplice copia (uno da conservare in banca ed uno da consegnare al cliente), erano ormai stati resi obsoleti dalla tecnologia. Allo stesso tempo, tuttavia, la banca non voleva adottare stampanti laser, sia per i consumi energetici elevati, sia per la tendenza a scaldarsi, rendendo l’ambiente insalubre per i piccoli sportelli dove gli addetti vi avrebbero lavorato sempre a fianco.

L’iniziale ricerca di modelli a getto d’inchiostro adatti, tuttavia, non aveva dato molti frutti: ai tempi nessuna macchina sul mercato corrispondeva ai requisiti necessari.

È stato un anno e mezzo dopo che BCC Brescia ha trovato tra le proposte Epson strumenti adeguati e ha così potuto procedere alla sostituzione in blocco delle 120-130 macchine ad aghi degli sportelli di cassa con stampanti inkjet Epson.

Dagli sportelli agli uffici: perché la banca sta cambiando tutte le stampanti?

Ad un anno di distanza dall’adozione delle stampanti inkjet per gli sportelli, avendo avuto modo di apprezzarne i vantaggi, la banca ha deciso di sostituire anche i modelli laser usati negli uffici – sia quelle personali in dotazione alle scrivanie, sia le grandi multifunzione per stampe formato A3 a disposizione delle filiali.

Per non dismettere in un colpo centinaia di macchine ancora perfettamente funzionanti, è così cominciata la graduale sostituzione delle stampanti a mano a mano che andavano in disuso, al ritmo di circa 50 all’anno.

Podavini stima che il processo di sostituzione sia al momento a circa 1/5 del totale e dovrebbe vedere il suo completamento nel corso di 5 anni.

Qual è stato l’impatto del Covid?

L’arrivo della pandemia coronavirus ha dato senz’altro una spinta all’innovazione della banca, sottolineando necessità che, con le nuove misure di smartworking e distanziamento sociale, sono diventate imprescindibili.

Di pari passo all’adozione di nuovi monitor con telecamera per le web conference e all’aggiornamento del portale internet per permettere di prendere appuntamenti online, la scelta di sostituire le stampanti in comune con nuovi modelli ad uso personale Epson si è rivelata una misura particolarmente importante.

È quindi stato accelerato il processo di sostituzione delle grandi multifunzione con stampanti personali Epson, già rimpiazzate in 3 filiali. Oltre a facilitare l’adesione alle misure anti-contagio, eliminando il rischio di assembramenti e code, e ai benefici in termini di impatto ambientale, questo provvedimento ha permesso un aumento di produttività e di riduzione dei tempi – e risolto la scomoda necessità di abbandonare momentaneamente il cliente per andare a recuperare le stampe in un’altra stanza.

Quali sono i risultati ottenuti dalla banca con l’adozione delle stampanti ecologiche Epson?

L’iter di sostituzione delle stampanti laser negli uffici, premette Podavini, è cominciato da un anno e mezzo, ed ancora risulta difficile quantificare con precisione i risultati. Tuttavia, le prime stime risultano promettenti e un sondaggio interno ha confermato che il personale ha apprezzato il cambiamento, anche grazie alla doppia funzione degli strumenti Epson di stampante e scanner, cruciale per la transizione verso i documenti in formato digitale.

Tra i principali vantaggi individuati, si rilevano la riduzione dei consumi e l’abbattimento dei rifiuti da smaltire. Le sacche di inchiostro ad alta capacità usate per le stampanti inkjet Epson supportano, secondo le stime comunicate da Epson, in media 50mila pagine in bianco e nero e sino a 20mila a colori, assicurando un’altissima autonomia e minimi fermi-macchina.

La sostituzione dei multifunzione ha inoltre eliminato la necessità di complessi e dispendiosi contratti di manutenzione. Infine, conclude Podavini, è stato molto apprezzato il continuo supporto e la professionalità del team Epson.