Poste Italiane, perché ha pagato 700 milioni per la fintech LIS

PAGAMENTI DIGITALI

La più grande acquisizione della storia di Poste è fintech: che cosa farà con LIS, pagata 700 milioni



LIS, piattaforma acquisita da IGT, è ora di Poste italiane In gioco c’è la leadership nel mercato dei pagamenti e dei servizi digitali, in competizione diretta con operatori più consolidati come Nexi e più giovani come Mooney. La testa d’ariete sarà PostePay, che svilupperà nuovi prodotti per le PMI

15 Set 2022


Matteo Del Fante, amministratore delegato Poste Italiane

Adesso LIS è di Poste Italiane. L’acquisizione della società di pagamenti digitali del gruppo IGT (International Game Technology, ex Lottomatica) è stata perfezionata e il gruppo guidato da Matteo Del Fante è pronto ad affrontare la guerra dei pagamenti digitali, dove si sono già posizionati operatori come Nexi e il più giovane Mooney. È una scelta strategica, perché ricorda lo stesso CEO si tratta della più rilevante operazione finanziaria di acquisizione nella storia di Poste italiane, ” a testimonianza dell’impegno profuso a rafforzare la nostra presenza nel settore dei pagamenti in rapida crescita”.

Quindi la più grande azienda italiana (per numero di dipendenti) consolida la sua strategia di innovazione: la scorsa primavera ha investito 27 milioni di dollari sull’unicorno del buy now pay later Scalapay. Adesso, per accelerare sul fronte dei pagamenti, mette sul piatto una cifra mai impegnata per un’acquisizione: 700 milioni di euro. La rete di LIS, che ha 5milioni di visite al giorno, in una prima sarà anche da buttadentro verso gli uffici postali, dice il CEO Del Fante.

Matteo Del Fante, AD Poste Italiane, su acquisizione LIS

L’acquisizione era stata annunciata la scorsa primavera ed è stata adesso perfezionata: cominciano quindi le operazioni di integrazione della rete di LIS nel grande universo di Poste italiane, che ha fatto l’acquisizione attraverso PostePay, la società dedicata appunto ai pagamenti. Sarà probabilmente più facile del previsto, visto che LIS è stata per lungo tempo un partner commerciale di Poste, che utilizza una sua piattaforma proprietaria che può contare su una rete di circa 54.000 punti vendita convenzionati e offre numerosi  servizi tra i quali il pagamento di bollettini, carte di pagamento prepagate, ricariche di telefonia e vouchers, nonché soluzioni per esercenti ed imprese. Fornisce inoltre una gestione integrata di tutte le attività di back-office del punto di vendita e dei servizi di pagamento e commerciali erogati ai clienti. Sono numeri e servizi molto simili a quelli di SisalPay, la società che fondendosi con Banca Cinque di Intesa San Sanpaolo, ha dato vita a Mooney che è uno dei principali concorrenti della nuova PostePay con dentro LIS.

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Poste ha acquisito una società che è già in utile: nel 2021 LIS ha generato un fatturato lordo di €228 milioni ed un EBITDA di €40 milioni e, nel primo semestre del 2022, un fatturato lordo di €132 milioni ed un EBITDA (+16% anno su anno) di €24 milioni. L’obiettivo è chiaro e dichiarato: “Rafforzare il posizionamento di PostePay come azienda leader nel settore paytech (neologismo creato da Nexi, l’altro grande concorrente sul mercato, ndr) e contribuendo ulteriormente all’attuazione della nostra strategia omnicanale”, dice ancora Del Fante, che aggiunge: “Il pieno controllo della piattaforma proprietaria di LIS unito all’internalizzazione del know-how tecnologico, ci consentirà di avanzare ulteriormente nell’attuazione della nostra strategia omnicanale e nell’ambito delle soluzioni di pagamento”.

In gioco quindi c’è la leadership nel mercato dei pagamenti, soprattutto digitali in una strategia omnicanale, che è uno degli ingredienti del piano “24SI” di Poste Italiane. PostePay, che gestisce 28,3 milioni di carte di pagamento e circa 10 milioni di portafogli digitali al 30 giugno 2022, farà leva sul know-how tecnologico di LIS per ampliare la propria offerta di prodotti e rafforzare le soluzioni dedicate alle Piccole e Medie Imprese.