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Il finanziamento

Jolla, la startup in crisi che riceve 12 milioni di dollari

03 Mag 2016

La società finlandese nata da un team di fuoriusciti di Nokia (tra cui l’italiano Stefano Mosconi) ha raccolto nuovi fondi da dicembre ad oggi. Li userà per proseguire nello sviluppo del sistema operativo Sailfish e portare a termine il Jolla Tablet. Ma anche per superare le recenti difficoltà finanziarie

Stefano Mosconi, co-founder di Jolla
Non navigava in ottime acque (finanziarie), ma negli ultimi mesi è riuscita a raccogliere 12 milioni di dollari e conta perciò di potenziare lo sviluppo del prodotto, almeno fino alla fine dell’anno: si tratta di Jolla, società finlandese sviluppatrice di un sistema operativo aperto per mobile, finita sotto i riflettori in passato sopratutto perché è nata da un gruppo di fuoriusciti di Nokia (tra i quali l’italiano Stefano Mosconi) e si è fatta portatrice di una sfida: proseguire un progetto lasciato cadere dal colosso della telefonia cellulare e sviluppare un sistema operativo per dispositivi mobili in un ambiente pieno di aggueriti competitor.

Ora Jolla annuncia che da dicembre ad oggi ha raccolto l’ingente cifra da investitori che per il momento non intende rivelare. Si è così assicurata, si legge in un comunicato, i  fondi necessari per assumere nuovi sviluppatori software e rafforzare lo sviluppo del prodotto in vista di progetti futuri.

Cosa fa Jolla – Jolla è nata Finlandia da un gruppo di ex dipendenti di Nokia, fino a pochi anni fa indiscusso leader del mercato dei telefoni cellulari. Prima dell’alleanza con Microsoft, Nokia aveva pensato di affrontare la difficile fase post-Symbian investendo nello sviluppo di MeeGo, sistema operativo open source basato sul Linux che però aveva portato alla realizzazione di un unico dispositivo equipaggiato con questo software (Nokia N9). Ad ottobre 2011, mentre Nokia presentava in anteprima mondiale il suo primo telefono cellulare basato su Windows, Antti Saarnio, Jussi Hurmola, Sami Pienimäki, Stefano Mosconi e Marc Dillon hanno fondato Jolla per portare avanti il progetto MeeGo, ritenendolo troppo importante per essere abbandonato. Per costituire la società, i fuoriusciti del progetto MeeGo hanno usato fondi provenienti dal programma “Nokia Bridge“, che permetteva di supportare startup fondate da ex dipendenti Nokia. Nokia ha versato ai dipendenti 25.000 euro, ma non ha ceduto nessun diritto o brevetto.

Jolla ha poi lanciato su Indiegogo, una delle più note piattaforme internazionali di crowdfunding, una campagna di raccolta fondi per finanziare la realizzazione di un dispositivo basato sul nuovo sistema operativo Sailfish OS. In poche settimane ha ottenuto due milioni di dollari. 

A marzo 2015 il “Tablet Jolla” è stato premiato come miglior tablet del Mobile World Congress 2015 di Barcellona.

In questa video-intervista il co-founder Stefano Mosconi spiega come funziona il tablet e quali sono le strategie aziendali di Jolla. “Siamo pieni di orgoglio — affermò all’epoca  Mosconi— perché un’azienda di cento persone che riesce a vincere un premio del genere combattendo contro colossi di ben altre dimensioni è qualcosa di cui io stesso non avevo mai sentito parlare”.

Jolla, tuttavia, ha dovuto affrontare difficoltà finanziarie a partire dallo scorso autunno. In un comunicato, il presidente del board Antti Saarnio ha detto che i nuovi investimenti sono sufficienti per proseguire con le operazioni fino alla fine dell’anno e che sono in vista ulteriori round di finanziamento.

Il denaro fresco renderà possibile per Jolla proseguire nello sviluppo di Sailfish OS, ma anche estendere le collaborazioni sulle licenze e portare a termine il progetto del Jolla Tablet.

A questo proposito Jolla ha fatto sapere che sarà in grado di fornire solo un piccolo numero di tablet ai suoi finanziatori sulla piattaforma Indiegogo, perciò rimborserà tutti gli altri che non potranno averlo. I rimborsi saranno suddivi in due tranche a causa di problemi finanziari. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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