Mosconi (Jolla): come creare un nuovo tablet in crowdfunding | Economyup
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La videointervista

Mosconi (Jolla): come creare un nuovo tablet in crowdfunding

18 Mar 2015

Il cofondatore della società finlandese composta da alcuni ex dipendenti di Nokia ha lanciato su Indiegogo una campagna per realizzare un dispositivo basato su un nuovo sistema operativo, Sailfish OS. E in poche settimane ha ottenuto due milioni di dollari. Ecco di che cosa si tratta e come funziona

Intervista (prima parte)

 

Reduce dall’esperienza estremamente positiva del Mobile World Congress 2015, Stefano Mosconi — cofondatore di Jolla, la società finlandese composta da alcuni ex dipendenti di Nokia — intervistato da EconomyUp, non nasconde la propria soddisfazione per il premio ricevuto dal “Tablet Jolla” come miglior tablet del congresso. «È un premio che ci ha riempito d’orgoglio — afferma Stefano — perché un’azienda di cento persone che riesce a vincere un premio del genere combattendo contro colossi di altre dimensioni è qualcosa di cui io stesso non avevo mai sentito parlare». Il premio in questione è stato assegnato dal sito “Trusted Review”, che organizza la manifestazione barcellonese. Oltre ai premi tradizionali assegnati dalla GSM Association, ogni anno vengono scelti alcuni tra i migliori dispositivi presentati alla manifestazione, e questa volta è toccato al tablet Jolla aggiudicarsi il premio come miglior tablet presentato nell’edizione 2015.

Intervista (seconda parte)

Un progetto, quello del tablet, pensato per coinvolgere fin da subito la maggior parte dei fan di Jolla, i quali hanno risposto benissimo. La campagna di crowdfunding realizzata da Stefano e soci a sostegno della realizzazione del dispositivo, sulla piattaforma Indiegogo, ha raggiunto in poche settimane quota due milioni di dollari, una cifra che è andata ben al di là delle attese previste dalla società finlandese.

Intervista (terza parte)

Intervista (quarta parte)

Quello su cui Jolla sta in realtà scommettendo è il sistema operativo Sailfish OS, «quello che volevamo mostrare noi è che la compagnia è il software — continua Mosconi — un sistema operativo che poteva scalare su dimensioni differenti, quindi da uno smartphone a un tablet, su risoluzioni differenti e su piattaforme differenti». E Il futuro? Sembra che la vera scommessa di Jolla sia quella di far girare il proprio sistema operativo su altri dispositivi hardware e, perché no, aprire una sede della società nella Silicon Valley.
 

Ecco come funziona il nuovo tablet:

 

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