Il governatore della Bank of England: assicuratori, pensate al cambiamento climatico

Quello che ci riserva in futuro l’ambiente, dice Mark Carney, pone nuove sfide alle compagnie. “Aumentano i livelli di rischio e la difficoltà di prevederli. Servono nuovi modelli”

Pubblicato il 01 Ott 2015

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Il Governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, lancia l’allarme sulla tragedia che si profila all’orizzonte a causa del cambiamenti climatici in atto, rispetto ai quali non è per niente ottimista.

Parlando al cospetto di uno dei mercati assicurativi più importanti al mondo, il Lloyds di Londra, Carney esprime le sue preoccupazioni senza minimizzare cosa ci attende e richiamando il mondo assicurativo e finanziario a guardare al lungo termine.

“Il cambiamento climatico è la tragedia dell’orizzonte. Non abbiamo bisogno di un esercito di analisti per dirci che gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici saranno avvertiti oltre gli orizzonti tradizionali per la maggior parte degli attori e impone un costo per le generazioni future che la generazione attuale non ha alcun incentivo diretto a risolvere”.

Il cambiamento climatico porterà importanti implicazioni al settore assicurativo, in quello finanziario ed economico generale, portando a un calo del tenore di vita, secondo il Governatore, a meno che i Paesi leader a livello mondiale facciano di più per assicurare che le loro aziende siano più green e, nel caso delle assicurazioni, comincino a prendere in esame nuovi modelli di business e metodi per la valutazione del rischio.

“Mentre il settore assicurativo è ben posizionato per adattarsi ai cambiamenti climatici nel breve termine, il loro atteggiamento potrebbe in futuro porre nuovi interrogativi alla società, tra cui, quello di nazionalizzare il rischio”.

Quello che ci riserva il clima in futuro è l’aumento della frequenza e della gravità di eventi meteorologici estremi; più forti ondate di caldo; l’intensificazione della siccità; un maggior numero di tempeste, uragani, tornado, alluvioni. Tutti eventi che portano a gravi perdite in termini di vite umane, ma anche economici.

Le assicurazioni sono più direttamente esposte a tali perdite. “Gli assicuratori sono quindi tra quelli con maggiore stimolo per comprendere e affrontare il cambiamento climatico a breve termine.- afferma Carney – Le vostre motivazioni sono affilate dalla preoccupazione commerciale come capitalisti e da considerazioni morali come cittadini globali. E la risposta è la punta di diamante della comprensione e della gestione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico”.

Ma più avanti, aumentando i livelli di rischio e la difficile prevedibilità degli stessi, ci potrebbero essere nuove sfide imposte alle assicurazioni.

Le riflessioni del Governatore si soffermano sul miglioramento della modellazione del rischio, che può trarre beneficio dalla condivisione delle conoscenze, dall’utilizzo dei dati e di nuove tecnologie, dal parere di esperti. I nuovi modelli di business si dovranno estendere a nuovi mercati oggi non coperti e considerare i nuovi rischi che vengono alla ribalta.

Non ultimo il richiamo di Carney alle compagnie assicurative quali attori che operano nel mercato mondiale degli investimenti, responsabili, quindi anche di influenzare l’economia e le politiche globali: ambientali sulle loro finanze e rivedere il propri portafogli d’ investimenti, riducendo al minimo la loro partecipazione in settori e aziende ad alto tasso di emissioni.

A questo proposito, il Governatore intende promuovere la creazione di una task force (Climate Disclosure Task Force), indirizzata a proporre degli standard e delle modalità attraverso le quali tutte le società possano dichiarare trasparentemente il proprio livello di emissioni. Obiettivo finale è capire la reale dimensione del problema inquinamento. Di questo si discuterà anche all’interno del prossimo G20 sul clima, a Parigi il prossimo dicembre.

A questo indirizzo il discorso integrale di Carney, in video.

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