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Opportunità

“I big data sono il futuro del turismo: noi li usiamo così”

05 Set 2014

Travel Appeal è una startup che analizza big data relativi al settore turistico: recensioni, prezzi, informazioni dai social network. Il fondatore Mirko Lalli: “Il nostro software fornisce strumenti predittivi grazie a un algoritmo che valuta le potenzialità dei territori. E c’è una grande banca interessata al nostro sistema per per capire come erogare il credito in certe aree”

Il futuro del turismo è nell’analisi dei big data. Un esempio arriva dai comparatori come Skyscanner o Kayak, che vivono di queste grandi masse di informazioni, esaminando però solo alcuni “settori”. Provate invece a pensare a un sistema che sfrutta big data relativi al turismo a 360 gradi: dalle recensioni dei viaggiatori, ai prezzi degli hotel, fino alla geolocalizzazione o ai post e alle foto sui social. E pensate alle ricadute sull’economia del settore. 

“I turisti, come tutti, sono produttori consapevoli e inconsapevoli di big data e tracce digitali. Un’analisi strutturata di questi dati può fornire strumenti predittivi. In Italia abbiamo i numeri sull’andamento del turismo con mesi di ritardo: quelli sugli arrivi di quest’anno si sapranno l’anno prossimo. Averli in tempo reale permette di agire tempestivamente, trovare i correttivi, studiare le serie storiche e sapere cosa può succedere in futuro”.

A dirlo è Mirko Lalli, fondatore di Travel Appeal, una startup digitale che fonda il suo lavoro proprio sui big data. Nata a gennaio in pancia a H-Farm (che è subito entrata in società al 40% con un investimento pre-seed di 250 mila euro), Travel Appeal ha l’obiettivo di aiutare le aziende e i territori a disegnare esperienze coinvolgenti, a facilitare la promozione e la valorizzazione dell’offerta turistica, culturale ed enogastronomica.  

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Travel Appeal può misurare l’appeal turistico di una destinazione per avere un indice standardizzato, un numero e una scala di riferimento del settore travel: “Abbiamo sviluppato un algoritmo di undici microvariabili che valutano informazioni offline e online e generano un punteggio grazie al quale si possono comparare destinazioni, hotel, ristoranti, attrazioni e servizi”. 

Il software misura il sentiment (il passaparola relativo alla destinazione) con un motore semantico e la reputation (analisi di commenti e recensioni in tutti i canali, come Tripadvisor, che contengono giudizi e sensazioni da parte degli utenti). “Questi vengono misurati anche da grandi competitor internazionali come ReviewPro e TrustYou. Noi proseguiamo con la misurazione dell’ecosistema digitale della destinazione (per esempio i siti degli hotel o tutti i siti che fanno parte di un territorio) perché è il primo step di ingresso a una meta. I siti, se fatti male, potrebbero anche far cambiare idea”.

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Infine il sistema valuta la bontà delle piattaforme e dei canali social e quella dei contenuti (come sono scritti, piano editoriale, coerenza dei contenuti, bilanciamento tra foto video testo). A fine settembre, Lalli e gli altri dieci soci, insieme a H-Farm, presenteranno ufficialmente lo strumento. “La versione che uscirà tra due settimane – prosegue –  è per albergatori e amministrazioni, non dà solamente i dati ma fornisce anche consigli. Il concetto è semplice: ti faccio la tac e ti dico quali medicine prendere. Alcune cose, come per esempio la content curation, si potranno fare direttamente con lo strumento”. 

Ma le potenzialità di Travel Appeal sono ancora più ampie: “Ci ha contattato uno dei due gruppi bancari maggiori d’Italia. Vorrebbero usare il nostro sistema per fare una valutazione economica delle potenzialità turistiche di un territorio e capire come erogare il credito. Stiamo negoziando un accordo”. 

Non solo: grazie alla realizzazione del nuovo strumento “Travel Appeal Social Big Data”, sarà possibile mappare e misurare tutte le dimensioni che concorrono alla costruzione dell’appeal turistico e al monitoraggio dell’immagine digitale delle sei città finaliste candidate Capitali Europee della Cultura 2019 (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena). Travel Appeal sta lavorando anche per analizzare i social big data relativi a Expo 2015. Ed è in partenza un accordo con Sap, che userà la valutazione dei big data in formula predittiva sulla sua tecnologia. 

  • AllaDolceVita

    L’analisi dei “gradi dati” ha senso quando questi provengono da fonti INDIPENDENTI ED AFFIDABILI.
    L’idea potrebbe essere valente, ma affidare il “sentiment” sulle recensioni di Tripadvisor significa inserire una VARIABILE FALSA.
    ….oramai lo sanno anche i sassi che NESSUNO al mondo è in grado di distinguere recensioni genuine da quelle FALSE POSITIVEe FALSE NEGATIVE ….
    Si ricorda a questi “innovatori del turismo” che Expedia ha posseduto Tripadvisor er che tutt’ora ha “grande influenza” ( CONFLITTO DI INTERESSI CHE SOLO CHI E’ COLLUSO NON VUOLE VEDERE ) e che ci sono migliaia di agenzie di “marketing turistico” che VENDONO pacchetti di recensionipositive e negative….ma di quali DATI vogliamo parlare?!?!
    ….e per finire una domanda a questi innovatori: avete mai provato a cercare una sede legale EUROPEA di Tripadvisor? Avete mai constatato una paryita IVA europea? Le due domande ineriscono la visibilità GIURIDICA e FISCALE.
    Provate a costruire qc di utile , ma non sulla sabbia in riva al mare… 🙂

  • Mauro Parilli

    Sono d’accordo. Sempre più noi come esperti di Marketing Turistico e territoriale dovremmo avvalerci di questi strumenti. Condivido pure il commento di cui alla dolce vita, tuttavia io sono un esperto di Marketing (da non confondere con la vendita ne con i professionisti del turismo) con al mio attivo molti Paesi come la Francia, Vienna, i caraibi, ora Taiwan, Cina, ecc. per cui fare turismo è una cosa complessa che non può certamente risolversi in un algoritmo avendo più variabili di uno sbarco sulla luna. In Italia questo non si è capito per cui si va altrove. Bravi comunque.

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