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10 previsioni fintech per il 2019, n.9: la crisi del mobile payment e l’avanzata dei POS



Il mobile payment di nuova generazione acquisice i clienti con i bassi costi e la semplicità di utilizzo, per poi guadagnare da un’offerta integrata e verticale. I settori dove il cambiamento è più visibile sono proprio le app fintech ed il loro contrario, i POS nei negozi fisici, sempre meno solo hardware di pagamento…

di Stefano L. Tresca

04 Mar 2019


I pagamenti da smartphone (Mobile Payment) sono stati a lungo il cavallo di battaglia delle startup bancarie.

Due unicorni Inglesi – le startup con una valutazione superiore ad 1 miliardo di dollari – sono nati come sistemi di pagamento su smartphone.

Transferwise – fondata da due Estoni residenti a Londra, Kristo Kaarmann e Taavet Hinrikus – permette di inviare denaro velocemente e senza costi di cambio valuta.

Il sistema funziona anche su un normale computer, ma visto l’utilizzo massiccio tra i giovani Europei, è diventata un’app utilizzata prevalentemente sugli smartphone o attraverso la carta di debito prepagata – anche quest’ultima gestibile dal cellulare.

Revolut – fondata sempre a Londra da Nikolay Storonsky (Università di Mosca) e Vlad Yatsenko (Università di Kiev, Ucraina) – permette di spendere denaro in oltre 140 valute, senza costi di cambio valuta, grazie ad un’app e ad una carta prepagata.

Il servizio di base delle due startup è diventato molto simile, così come quello offerto da N26Monzo, Tide (per i conti aziendali), Klarna, e molte altre.

Questo non vuol dire che le startup di pagamento sono in crisi, esattamente il contrario. Delle sei startup elencate, ben cinque sono unicorni, con una valutazione complessiva di oltre $9.7 miliardi.

Il cavallo di battaglia dei pagamenti è diventato un cavallo di troia.

Il mobile payment di nuova generazione acquisice i clienti con i bassi costi e la semplicità di utilizzo, per poi guadagnare da un’offerta integrata e verticale.

I settori dove il cambiamento è più visibile sono proprio le app fintech ed il loro esatto opposto: i POS nei negozi fisici.

I POS si trasformano da hardware di pagamento a sistemi che gestiscono l’intera vita del business, compresi i clienti.

Toast – una startup nata nel 2012 – ha raccolto $115 milioni solo negli ultimi mesi.

Toast si è specializzata nei ristoranti. Ha sostituito la vecchia cassa con un sistema integrato che può gestire gli ordini, il magazzino, la cucina, i clienti, i programmi loyalty, le analisi di mercato, e persino gli ordini self-service.

Tutto rigorosamente ed esclusivamente focalizzato sui ristoranti.

Moka – una startup nata a Jakarta, Indonesia – ha raccolto $24 milioni in un unico round di investimento.

Moka ha una intera linea di POS per barbieri e parrucchiere. Il business è completamente focalizzato sui piccoli negozi, soprattutto caffe e barbieri.

Moka – una startup Indonesiana che produce POS per barbieri – ha raccolto $24 milioni di investimenti

 

Bread offre dei POS che – oltre ad accettare pagamenti – prestano denaro. Bread ha raccolto $60 milioni solo negli ultimi mesi.

Le app di pagamento diventano multi-servizio (ma su un mercato verticale)

Revolut è nata come un’app collegata ad una carta di debito con oltre 140 valute.

Un servizio del genere ha attirato in massa due tipi di clienti:

1. I giovani che viaggiano o vivono all’estero;

2. Le loro mamme, che vengono regolarmente in aiuto dei figli all’estero (soprattutto in Italia), o che ricevono una parte del suo stipendio.

Una mamma Italiana – con il conto in Euro – con un figlio a Londra – che spende in sterline – può risparmiare centinaia di Euro al mese in costi di cambio valuta. In più il denaro arriva immediatamente con un click.

Rispetto ad una banca tradizionale, che offre servizi a qualunque tipo di cliente, Revolut ha potuto creare dei servizi estremamente dedicati alla sua base clienti.

– Ad esempio, se il cliente ha scelto una carta senza costi di cambio valuta, probabilmente viaggia. Se viaggia, ha bisogno di una assicurazione per le spese mediche.

Uno dei primi servizi extra lanciato da Revolut è stata proprio l’assicurazione medica per chi viaggia.

Un click sull’app in aereoporto, e per £1 al giorno si è assicurati per spese mediche fino a £15 milioni.

Un click sull’app quando si torna dal viaggio, e il pagamento all’assicurazione è interrotto.

– La carta di debito diventa una tessera per accedere alle lounge degli aereoporti.

– Mentre la chat sull’app diventa un consierge che aiuta a prenotare aerei ed alberghi (solo per la versione di Revolut a pagamento)

– L’utente vuole passare due mesi con lo zaino in Thailandia? L’app permette di creare un budget per il prossimo viaggio.

Tutte le volte che si usa la carta, la spesa viene arrotondata per eccesso, e la differenza viene accumulata in un conto separato e dedicato al prossimo viaggio. Per ogni Latte Grande da Starbucks ($3.65), Revolut carica una spesa di $4 e deposita 35 centesimi nel conto “Thailandia”.

Alcuni sono servizi minori, che possono sembrare quasi ridicoli, ma sono particolarmente attraenti per questa specifica base clienti.

Altri hanno un impatto estremamente importante sul mondo bancario tradizionale.

Con un click è possibile aprire un conto in dollari, con tanto di routing number (l’IBAN Americano), per farsi pagare come freelance dalle aziende americane.

Con un altro click è possibile aprire un conto in Euro con un IBAN, o un conto in sterline con il suo sort code. Sulla stessa app è possibile portare con se decine di conti bancari in decine di valute.

Non c’è bisogno di andare in filiale nè di riempire documenti. L’identificazione del cliente è stata già fatta dall’operatore telefonico prima che l’app venga installata.

In un mondo globale dove lo stato sociale è morto, ed il lavoro sicuro è quasi completamente sparito, centinaia di milioni di giovani si spostano ogni anno verso lavori online e freelance.

I clienti più giovani sono abituati a portare i tasca una banca, l’assicurazione medica, un salvadanaio per i sogni, la possibilità di chiedere prestiti, e persino un assistente consierge che prenota aerei ed hotel.

Tutti questi servizi spesso hanno lo stesso obiettivo: accedere al risparmio dei clienti, soprattutto dei millennial.

Il mobile payment non offre più guadagni attraenti ma per le startup non è un problema. Il servizio da cavallo di battaglia, diventa cavallo di troia.

Le startup si preparano a spostare 3 trilioni di dollari fuori dalle banche tradizionali e dentro le loro app.

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Questo articolo è parte della serie “10 Previsioni Fintech per il 2019”. Puoi leggere ogni articolo autonomamente su EconomyUp:

  1. La blockchain crescerà come Internet negli anni ’90
  2. Gli investimenti fintech cresceranno sia in Occidente sia in Oriente (ma per motivi opposti)
  3. Le banche rischiano di perdere il 30% dei millennial
  4. La crisi globale in arrivo e la soluzione dei Mega-Round
  5. Multe da $8 miliardi alle banche ed opportunità di lavoro nel RegTech
  6. L’anno dell’attacco alle banche
  7. Milioni di investimenti immobiliari saranno spostati sulla blockchain
  8. Il matrimonio tra Intelligenza Artificiale e Fintech
  9. La crisi del mobile payment

Stefano L. Tresca

Vive dal 2010 a Londra dove è membro fondatore di Level39, il più grande acceleratore al mondo di startup fintech. Il suo ultimo libro è "Future Cities", Amazon bestseller.