INNOVAZIONE & SOSTENIBILITÀ

Come semplificare l’ESG per portare CO2 offset e carbon accounting nelle imprese

Per aggirare le classiche barriere alla sostenibilità in ambito aziendale l’alleato cruciale è solo uno: la tecnologia. Soltanto in questo modo è possibile misurare e ridurre il proprio impatto sull’ecosistema, partire da CO2 offset e carbon accounting. Ne parliamo con Stefano Pozzato, Corporate Partnership Manager di GFP

Pubblicato il 13 Nov 2023

Immagine di Black Salmon da Shutterstock

Inutile negarlo: la sostenibilità è diventata un tema cruciale, che le aziende di tutti i settori e dimensioni non possono trascurare. Anche perché esistono molteplici benefici che dovrebbero spingere le imprese a interessarsi del proprio impatto sull’ambiente e sulla società. Gli esempi non mancano di certo: è ormai chiaro che l’adozione di pratiche sostenibili può aiutare un’organizzazione a ridurre i propri costi operativi. Il caso classico è quello dell’energia: l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie rinnovabili possono contribuire a ridurre i costi delle bollette e garantire una maggiore sicurezza negli approvvigionamenti.

Quest’ultimo punto è legato a uno dei grandi vantaggi di un approccio fondato sui criteri ESG, ovvero la gestione del rischio: la sostenibilità supporta le imprese nel governare meglio i rischi associati alle variazioni dei prezzi delle materie prime, così come ai cambiamenti dovuti alla crisi climatica e al mercato. Non va poi dimenticato che la sostenibilità amplifica il vantaggio competitivo, dal momento che i consumatori sono sempre più attenti all’impatto ambientale delle aziende, e che un numero crescente di operatori finanziari tende a privilegiare quei fornitori che rispettano determinati standard ambientali e sociali.

Infine, non si può dimenticare la crescente pressione normativa in tal senso: particolarmente rilevante a livello europeo è l’introduzione della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), destinata nei prossimi anni ad ampliare notevolmente il perimetro di aziende coinvolte nella redazione del bilancio di sostenibilità.

Gli ostacoli a un approccio sostenibile

Ciò non toglie che ancora oggi le imprese possano trovare delle difficoltà a intraprendere un serio percorso di sostenibilità, rischiando invece di cadere nella trappola del green washing, ovvero di un impegno ambientale più che altro sbandierato a parole e poco concretizzato nei fatti. Le ragioni possono essere diverse: anzitutto, la scarsa conoscenza delle pratiche ESG e delle loro implicazioni, seguita poi dalla carenza di competenze interne capaci di implementare una strategia ESG efficace. Parallelamente, occorre considerare anche una certa resistenza al cambiamento da parte del management o del personale, spesso legata a investimenti iniziali ritenuti eccessivamente onerosi.

C’è però un ostacolo molto spesso sottovalutato: la valutazione dell’impatto ambientale, sociale e di governance è molto diversa dalla classica analisi dei dati economici e può dunque risultare particolarmente complessa. In questo senso, la mancanza di standardizzazione e di dati affidabili può rendere difficile la misurazione e la comunicazione dei risultati ottenuti. Difficoltà che, a sua volta, può rallentare gli investimenti da parte dei vertici aziendali.

La misurabilità della sostenibilità è proprio al centro della strategia di Green Future Project. Come racconta Stefano Pozzato, Corporate Partnership Manager, “siamo una climate tech startup nata nel 2020 con lo scopo di fornire ad aziende e individui la possibilità di investire e finanziare le migliori soluzioni climatiche a livello globale, monitorando in tempo reale l’impatto generato. In particolare, Green Future Project è al fianco delle imprese per migliorare le performance ESG e definire il piano di sostenibilità e decarbonizzazione, offrendo loro le competenze e gli strumenti per raggiungere questi obiettivi”.

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Come fare carbon accounting con il digitale

Tra i servizi offerti, Green Future Project punta a rendere semplice e concreto il carbon accounting, ovvero quel processo che consiste nel misurare e quantificare le emissioni di gas serra associate alle attività umane. “La contabilità del carbonio, in particolare, coinvolge la raccolta puntuale di dati sul consumo di energia, sui processi di produzione, sui trasporti e su altre attività che generano emissioni di gas serra. Ancora oggi, purtroppo, molte aziende gestiscono passivamente questi parametri: in particolare, la rendicontazione della domanda energetica viene spesso effettuata solo alla fine dell’anno, rendendo così difficile attuare interventi di efficientamento”, sottolinea Pozzato.

Concetto alla base del software di Energy Management & Carbon Footprint, realizzato in collaborazione con il partner strategico Pilio, che consente di calcolare le emissioni di carbonio aziendali Scope 1, 2 e 3 e monitorare proattivamente il consumo energetico per mitigare i costi e ridurre così l’impronta di carbonio. Difatti, come riporta Pozzato, la piattaforma abilita sia il controllo in tempo reale dei consumi energetici che la conversione dei dati raccolti in emissioni di CO2 equivalenti, fornendo così una visione chiara e immediata della situazione aziendale.

Questa caratteristica consente alle imprese di individuare anomalie ed effettuare interventi di ottimizzazione in modo tempestivo. La piattaforma può anche tracciare l’energia rinnovabile prodotta internamente ed esternamente, nonché acquisire i dati relativi alla ricarica dei veicoli elettrici e interfacciarsi con i sistemi gestionali per fornire informazioni utili sulle emissioni. “In altre parole, il sistema copre gli aspetti chiave legati a monitoraggio energetico, carbon footprint e alla rendicontazione non finanziaria, semplificando così un processo che altrimenti richiederebbe diversi fornitori”, evidenzia Pozzato.

Il ruolo del CO2 offset

Oltre alla misurazione puntuale delle emissioni, un’altra attività chiave da mettere in campo in azienda è il CO2 offset, ovvero la compensazione delle emissioni di anidride carbonica. A questo scopo i progetti di CO2 offset spesso coinvolgono iniziative di sviluppo sostenibile, come la creazione di fonti di energia rinnovabile, la protezione delle foreste o l’accesso all’acqua potabile: progetti, dunque, che possono migliorare sensibilmente la qualità della vita delle persone e contribuire alla lotta contro la povertà.

Il CO2 offset è centrale per ridurre l’impatto ambientale delle emissioni di anidride carbonica generate dalle attività umane. “In particolare, le aziende vi possono ricorrere quando non è possibile tagliare immediatamente le proprie emissioni, per limiti tecnici o economici. In questo senso Green Future Project permette di accedere facilmente ad un’ampia gamma di progetti certificati e di alta qualità”, puntualizza Pozzato.

Un caso esemplificativo per Pozzato è la collaborazione svolta con la World Baseball Softball Confederation (WBSC), l’organizzazione internazionale di baseball e softball che conta ben 198 federazioni nazionali e 12 membri associati in 138 paesi. La WBSC stava cercando una soluzione per dimostrare come lo sport potesse abbracciare la sostenibilità e contribuire attivamente alla lotta contro la crisi climatica in corso. L’obiettivo principale era quello di misurare le emissioni generate in un anno e trovare modalità efficaci e immediati per avere un impatto positivo sull’ecosistema.

Green Future Project ha pertanto calcolato l’impronta di carbonio di WBSC per il periodo 2021-2022 seguendo lo standard internazionale per la misurazione e il reporting dei gas serra (GHG Protocol). Parallelamente, l’organizzazione ha scelto di investire in progetti ambientali ad alto impatto aderendo alla Climate Positive Subscription, un abbonamento che permette di compensare parte della CO2 emessa attraverso la produzione di energia pulita dal parco eolico di Tamil Nadu in India, nonché di supportare la protezione delle foreste nella Riserva di Canandè e nella riserva Narupa in Ecuador e la piantagione di alberi di mangrovia nel sito di Marovolavo in Madagascar.

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Gianluigi Torchiani
Gianluigi Torchiani

Giornalista, mi occupo da tredici anni di tecnologia per le imprese ed energia. Scrivo per Digital360.

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