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Open Innovation in Practice

Engie, come integrare Corporate Venture Capital e Ricerca e Sviluppo

di Alessandra Luksch

31 Mar 2017

Il primo produttore indipendente di energia al mondo ha investito finora 40 milioni di euro in una decina di startup. «Ma ci sono stati anche importanti cambiamenti organizzativi», dice Cristina Tomassini, Head Of Innovation & Marketing in Italia. La funzione R&D di gruppo è stata incorporata nella Direzione Innovazione

Cristina Tomassini, Head of Innovation & Marketing di ENGIE Italy
ENGIE è il primo produttore indipendente di energia elettrica nel mondo, il primo operatore per rete di distribuzione in Europa e il primo fornitore di servizi per l’efficienza energetica nel mondo. ENGIE impiega 154.950 collaboratori ed è presente in 70 Paesi.

ENGIE in Italia, con oltre 2.600 dipendenti in più di 50 uffici sull’intero territorio nazionale, è il primo operatore nei servizi energetici, il secondo nella vendita del gas (mercato all’ingrosso), quarto nella produzione di elettricità.

A livello di Gruppo l’Open Innovation è partita nel 2014, mentre in Italia la Funzione Innovazione è nata a inizio 2016 con l’unione delle due anime dell’azienda: l’anima del provider energetico e l’anima del provider di servizi energetici. «Tutte le utility stanno affrontando oggi il tema di reinventare profondamente il mestiere dell’energia. Per fare ciò ENGIE si affida anche allo scouting di startup attraverso un Corporate Venture Capital e facendo sistema con le country; questo permette di accedere a risorse e di accompagnare i progetti con startup, processi altrimenti difficili da gestire in ogni singola country», spiega Cristina Tomassini, Head of Innovation & Marketing di ENGIE Italy.

Ad oggi ENGIE ha investito circa 40 milioni di Euro del fondo complessivo di 140 milioni, destinati a una decina di startup; alcune di esse sono state individuate tramite call4ideas, incubatori o progetti come Startup Intelligence del Politecnico di Milano, che adesso rappresentano veri e propri partner d’innovazione dell’azienda.

In particolare, ENGIE investe seriamente sul digitale per offrire soluzioni integrate che non vanno solo nella direzione della riduzione del prezzo, ma anche nel minor consumo di energia (quindi efficienza energetica). Un esempio dell’investimento del Gruppo è anche l’accordo con Accenture, per sviluppare soluzioni innovative che saranno disponibili a breve anche sul mercato italiano.

«A questa trasformazione si affiancano importanti cambiamenti organizzativi», spiega Tomassini. «In primis la nostra funzione R&D di Gruppo, che vanta ben 11 centri di ricerca, è stata incorporata nella Direzione Innovazione; anch’essa si è aperta alle startup, ed è anzi il primo attore che analizza le startup e partecipa ai processi di due diligence. I nostri ENGIE Lab vengono chiamati per le due diligence per investimenti da parte del CVC e per valutare eventuali call for project. Gli ENGIE Lab di Gruppo sono attivi a beneficio di tutte le country, avvicinando notevolmente la ricerca al business e supportando azioni e cultura di Open Innovation».

Un altro esempio è la creazione in Cile di una new-co dedicata espressamente all’innovazione, per accelerare l’innovazione approfittando di una struttura leggera, rispetto ad un sistema più strutturato. «Si tratta di un progetto estremamente disruptive per ENGIE, un prototipo che permette di eliminare oneri di reporting e oneri dovuti al rispetto di alcune procedure eccessivamente strutturate, che a volte possono rappresentare un freno per l’innovazione. Mi auguro di vedere presto i risultati, per replicare altrove questo modello», conclude la Manager.

Alessandra Luksch

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