Gruppo Enercom: la concretezza applicata all’Open Innovation

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Gruppo Enercom: la concretezza applicata all’Open Innovation



Il gruppo energetico, racconta la presidente Cristina Crotti, ha intrapreso da anni un percorso di Open Innovation a 360 gradi, raggiungendo risultati importanti dal punto di vista culturale. E non solo

di Gianluigi Torchiani

02 Nov 2021


Cristina Crotti, presidente del Gruppo Enercom

Perché un gruppo energetico con decine di anni di storia alle spalle, centinaia di dipendenti e un business diversificato, a un certo punto della sua storia decide di mettersi in discussione, ripensare la cultura aziendale e avere a che fare con realtà di dimensioni più piccole? Perché, in una parola, decide di fare Open Innovation?

Cristina Crotti, presidente del Gruppo Enercom, una realtà italiana con 180 milioni di euro di ricavi annui e quasi 300 dipendenti, ha ben chiari i motivi alla base di questa scelta: “Le esperienze che abbiamo intrapreso mi fanno pensare che l’Open Innovation permetta di guardare all’esterno per trovare delle modalità che possano migliorare i processi e la proposizione aziendale, portando sicuramente una crescita da un punto di vista culturale. Credo inoltre che l’Open Innovation sia una grandissima opportunità di aprire la propria mente ed entrare in contatto con tipologie di ragionamento e conoscenze che, difficilmente, si potrebbero catturare guardando soltanto al proprio interno. Lo scambio è amplificato anche dal confronto generazionale, dal momento che le startup sono in genere guidate da persone giovani e visionarie. Paliamo insomma di idee, stimoli e progetti che in una struttura più tradizionale e strutturata come la nostra sarebbero più difficili da trovare”.

Gruppo Enercom: dalla call per startup all’Innovation Manager

Non a caso, in questi ultimi anni il Gruppo Enercom ha investito notevoli risorse sull’innovazione: ad esempio organizzando due edizioni di Innovation2Live, call per startup alla ricerca di nuove idee e progetti, una delle quali portata avanti nel bel mezzo della pandemia e delle restrizioni del lockdown. Il gruppo ha poi avviato altre collaborazioni con realtà italiane attive nel mondo dell’innovazione (Osservatori, Smau), senza dimenticare il fronte interno: è stato attivato un vero e proprio Laboratorio delle Idee, che consente di raccogliere le idee innovative e le potenzialità inespresse dei dipendenti e collaboratori. Il Gruppo Enercom si è così poi dotato internamente di un Innovation Manager, per coordinare questa carica d’innovazione.

“Abbiamo sentito l’esigenza di avere un Innovation Manager interno perché il coordinamento e la gestione di tutte le diverse opportunità con cui entravamo in contatto stava iniziando a diventare un’attività complessa, che richiedeva una figura dedicata. Ma che non agisse in modo sterile: l’Innovation Manager di Enercom parte sempre da un’analisi delle esigenze di processo e di prodotto interne, cercando di valorizzare quello di innovativo che si incontra all’esterno per portarlo poi al nostro interno. Ampliando così sempre di più la cultura dell’innovazione”.

Open Innovation, motore concreto del cambiamento

Il gruppo Enercom ha ben chiaro anche quali possano essere gli ambiti in cui l’Open Innovation possa portare un contributo concreto, al di là della contaminazione culturale: innanzitutto l’obiettivo è di arrivare con questo approccio a un miglioramento di processi interni, ottenendo al contempo un innalzamento del livello dei servizi ai clienti. L’Open Innovation può portare anche delle novità tecnologiche vere e proprie, che possono naturalmente interessare un gruppo attivo nella produzione e distribuzione di un bene come l’energia. Ultimo, ma non certo meno importante, è il tema della sostenibilità: le idee innovative possono permettere di utilizzare meno risorse per compiere la stessa attività o, comunque, ridurre l’impatto ambientale.

Il tema della sostenibilità è ovviamente connesso alla transizione energetica: la decarbonizzazione del mondo energy, infatti, interessa inevitabilmente tutti gli attori del mondo energy: “Il tema della transizione energetica deve essere approcciato nel modo corretto. Non occorre fare della propaganda ma, piuttosto, portare a casa delle azioni concrete. Il nostro punto di vista è che anche dalla piccole cose si possono ottenere dei risultati utili per sostenere la sostenibilità dell’energetica. Ovviamente, tenendo ben presente che i cambiamenti nel settore non dipendono soltanto dalle nostre scelte o dalle nostre politiche in materia di Open Innovation. Un buon esempio in tal senso è la nostra nuova sede, la fabbrica Enercom, che sarà un ambiente totalmente sostenibile, provvisto di recupero acque e autonomia energetica e che, soprattutto, sarà pensato come un ambiente di lavoro a disposizione anche del territorio”.

Il rapporto con le startup

L’esperienza di questi anni ha permesso a Gruppo Enercom di comprendere come l’approccio dell’Open Innovation non abbia soltanto aspetti positivi, ma sia un percorso che può essere caratterizzato anche da difficoltà e insuccessi, in particolare relativamente al rapporto con le startup: “Il tema vero è che in questi casi ci sono due soggetti di natura diversa che devono imparare a colloquiare e a capirsi. Nella prima call, ad esempio, avevamo selezionato il progetto promettente di una startup, che però è rimasto in standby per diverso tempo, tanto che soltanto adesso stiamo riprendendo i rapporti commerciali. Probabilmente, nonostante lo spirito innovativo, questa giovane azienda non erano ancora pronta a relazionarsi con una realtà come la nostra. Nella seconda call, infatti, siamo andati a cercare delle scale up, proprio per tentare di rimediare a questo aspetto. Abbiamo trovato diverse realtà interessanti, con alcune di loro abbiamo avviato dei progetti, con altre abbiamo incontrato alcune difficoltà. In generale sono convinto che le startup debbano avere la giusta dimensione del valore di quello che hanno in mano, cercando di restare un po’ con i piedi per terra. Per quanto riguarda le possibili resistenze al nostro interno, è chiaro che in azienda serve entusiasmo e diponibilità per gestire situazioni e idee nuove: non posso giurare che tutti i nostri 300 dipendenti siano allineati sull’innovazione, però posso dire che buona parte di quelli nelle posizioni di vertice lo sono. Il Laboratorio delle Idee è un’opportunità di allargare l’ingaggio, che permette di accrescere interesse aziendale sull’innovazione”, spiega la presidente del Gruppo Enercom.

I progetti per il futuro

Per il futuro, gli obiettivi del gruppo sul fronte dell’Open Innovation sono molteplici: “Progetti ne abbiamo sempre tanti, sicuramente vorremmo imparare a essere sempre più efficaci ed efficienti, crediamo che il cammino intrapreso sinora valga ancora la pena di essere percorso. Saremo sempre più attenti ai temi della sostenibilità e transizione energetica, magari in maniera più strutturata, proprio perché vogliamo fare qualcosa di concreto. Con l’iniziativa Innnovation2live promossa insieme al Gruppo Digital360 ci poniamo l’obiettivo diventare un punto di riferimento nel mondo energy”.

Gianluigi Torchiani

Giornalista, mi occupo da tredici anni di tecnologia per le imprese ed energia. Scrivo per Digital360.