Il movimento Yolo Ecomomy, you only live once: cambiare vita, lavoro e...competenze - Economyup

RESKILLING / UPSKILLING

Il movimento Yolo Ecomomy, you only live once: cambiare vita, lavoro e…competenze



Dopo un anno di distacco dall’ufficio, negli Usa cresce il movimento Yolo Economy, ispirato a un acronimo del rapper Drake. Si vive una volta sola e quindi aumenta la propensione al rischio, si lascia il lavoro che non piace. In questo scenario coltivare le competenze diventa fondamentale per non restare fuori dal mercato

di Francesca Contardi

23 Giu 2021


Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

Dopo un anno passato davanti ai PC, a fare video-call tra una seduta di ginnastica online e il pane fatto in casa, qualcosa è scattato nella mente di molti dipendenti. Non solo il distacco dalla vita aziendale è diventato più marcato, ma il fatto di essere rimasti chiusi tra quattro mura per mesi e mesi, senza poter fare nulla (o quasi), ha alzato la propensione al rischio delle persone e ha spinto alcuni a voler cambiare lavoro o a opporsi a scelte aziendali non sempre condivisibili. Ne sono un esempio le proteste di moltissimi lavoratori nei confronti di un eventuale rientro in ufficio nei prossimi mesi.

Negli Stati Uniti, questa situazione sta generando un movimento che ha preso il nome di Yolo Economy. È il movimento del “you only live once” che potremmo tradurre con il nostro “si vive una volta sola”. Il nome deriva da un acronimo del rapper Drake e poi è stato utilizzato da alcuni trader per operazioni ad alto rischio in borsa.

Oggi, invece, viene usato per indicare una generazione di dipendenti, manager e dirigenti che ha deciso di godersi la vita il più possibile. Si tratta di un’attitudine, un modo di approcciarsi alla vita e al lavoro soprattutto dopo questi mesi trascorsi tra pandemia, lutti e chiusure in casa che hanno impattato duramente sulla psicologia delle persone.

Ho iniziato ad accorgermi di questo cambio parlando con clienti e candidati. Mi sono sentita dire da persone che avrebbero preso il rischio di lasciare il proprio lavoro, nonostante il momento in Italia non sia dei migliori per poter ritornare alla propria terra di origine. Ho incontrato molti ragazzi alla ricerca del primo impiego che hanno rifiutato alcune proposte in attesa del lavoro giusto, nel posto che loro ritengono giusto. Situazioni inimmaginabili fino a poco tempo fa.

Questo tema si lega anche alla necessità di fare reskilling per non correre il rischio di rimanere bloccati in una certa situazione professionale. Diventa inevitabile, quindi, orientarsi verso quelle competenze che in Italia sono sempre più difficili da trovare. Ci sono ottime opportunità nel mondo digitale (piuttosto scontato), ma anche per chi si occupa di creazione di contenuti o di sviluppo del business anche a distanza. Sono tutti settori che oggi permettono di poter svolgere un lavoro piacevole e di poterlo fare con i ritmi desiderati e praticamente da ovunque.

Secondo alcune ricerche americane i primi ad abbracciare la filosofia Yolo sono stati i giovani intorno ai 30 anni, ma questo approccio si adatta benissimo a coloro che devono accudire i figli e che magari hanno la necessità di lavorare con orari flessibili o a persone più grandi che si vogliano rimettere in discussione.

I numeri confermano questo trend in crescita: secondo una recente ricerca di Microsoft sui trend del lavoro, infatti, più del 40% dei lavoratori ha manifestato l’intenzione di cambiare il proprio posto di lavoro. Come mai? Abbiamo tutti passato un anno complicato e molti si sono posti la domanda se quello che stanno facendo sia ciò che li rende davvero felici. Chiaramente la crisi e la pandemia non sono ancora passate e molte persone non possono, anche per motivi economici, lasciare il proprio lavoro, ma chi si trova in quei settori che stanno affrontando difficoltà a reperire dipendenti (non sono IT, anche il comparto medicale/ospedaliero, la logistica o la supply chain) avrà la possibilità di fare scelte decisive per la propria carriera.

La Yolo Economy ha, naturalmente, avuto un impatto notevole anche sulle aziende che stanno mettendo in atto quanto possibile per trattenere i talenti all’interno delle loro strutture. E la flessibilità al lavoro è certamente considerata ormai imprescindibile per molte risorse.

 

Francesca Contardi

È founder e managing director di EasyHunters, prima società di ricerca e selezione con un Digital Operating Process