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Come la Francia è diventata il nuovo punto di accesso europeo dei capitali per le startup

Mentre prima i soldi del venture capital arrivavano in Europa via Londra, oggi lo fanno via Parigi. Come è stato possibile questo cambiamento? Grazie a una forte e stabile volontà politica. Ecco quali sono stati i momenti chiave di questa evoluzione del sistema francese e le cose da migliorare

Pubblicato il 11 Gen 2022

Photo by Anthony Choren on Unsplash

“Sette anni fa in Francia l’unica risposta (onesta) da dare a chi ti chiedeva cosa dovesse fare per fare una startup era: Prendi un biglietto dell’Eurostar per Londra”. Così esordisce Nicolas Brien, Chairman di EuraTechnologies e già CEO di France Digitale. “Oggi invece puoi dirgli il contrario. Mentre prima i soldi del venture capital arrivavano in Europa via Londra, oggi lo fanno via Parigi. Deal come quelli fatti da SoftBank in Swile, Sorare, 360learning… non sarebbero stati possibili anche solo quattro anni fa. Sarebbero passati da Londra”.

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Francia, hub europeo delle startup: come è stato possibile?

Grazie ad una forte volontà politica – avviata da Hollande e continuata da Macron (senza discontinuità alcuna, segnala Brien, fatto non banale nel mondo della politica) – di supportare l’avvio e la crescita dell’ecosistema delle startup. Una analoga spinta politica non c’è stata, per esempio, in Germania (al riguardo rimando alla interessantissima conversazione dello scorso maggio con Thomas Sattelberger, parlamentare tedesco). Nicolas rivela come sia stato colpito dall’affermazione di uno startupper tedesco che nel commentare positivamente i numeri della scena berlinese: “Immaginatevi cosa saremmo potuti essere se avessimo avuto un governo come quello francese”.

Mind the Chat with Nicolas Brien (EuraTechnologies)

Mind the Chat with Nicolas Brien (EuraTechnologies)

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Durante la Mind the Chat registrata all’Opening dello Scaleup Summit a Parigi a dicembre, io e Marco Marinucci (BTW è la prima intervista a due che facciamo) abbiamo chiesto a Nicolas Brien quali secondo lui fossero stati i momenti chiave per l’evoluzione del sistema francese.

I momenti chiave dell’evoluzione del sistema francese delle startup

  • La creazione tra il 2010 e 2011 di BPI, che di fatto ha sopperito con denaro pubblico l’assenza del venture capital
  • La Villani strategy, che ha disegnato una strategia nazionale sull’Artificial Intelligence cercando di creare un link tra ricerca e imprenditorialità;
  • L’investimento di Kering in Vestiaire Collective, che date le dimensioni – il 5% dell’equity della scaleup  – e la valutazione – oltre il miliardo di euro – potrebbe segnare un cambio di passo del coinvolgimento delle grandi imprese francesi nell’ecosistema startup.

Che cosa c’è da migliorare?

  • Il public procurement – che in Francia e in Europa in genere a differenza di altri paesi– è molto timido nel sostenere l’universo delle startup.
  • Gli incentivi al seed capital che nel Regno Unito hanno funzionato (lo Small Enterprise Investment Scheme ha difatto offerto ingenti benefici fiscali ai business angelse privati che investono in startups).

Ultima raccomandazione di Nicolas (che sottoscrivo):
Let’s stop talking about valuation, let’s talk about purpose”.
L’Europa è matura a sufficienza per costruire una propria via alle startup, senza necessariamente fare copia incolla del modello statunitense.

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Alberto Onetti
Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.

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