CDP, aspettando un vertice che lavori per lo sviluppo del vc italiano | Economyup
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

THREE-COMMA CLUB

CDP, aspettando un vertice che lavori per lo sviluppo del vc italiano

di Pierluigi Paracchi

25 Giu 2018

Il 28 giugno è prevista un’assemblea per l’approvazione del bilancio dalla quale potrebbe non uscire il nuovo amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti. E intanto circola il nome di un candidato che ha approvato il finanziamento di un fondo francese criticato dal ministro Di Maio. La partita è aperta.

Vinte le elezioni, c’è da prendere il potere. Sono giorni che si assiste al balletto per la nomina del CEO di CDP (la Cassa Depositi e Presiti). Il 28 giugno è prevista l’assemblea per il rinnovo delle cariche, assemblea già slittata alcune volte. Ebbene, è di queste ore un’altra fumata nera. Ovvero, i tecnici del Ministero dell’Economia pare stiano lavorando fino a notte fonda per individuare il cavillo che permetta ai soci di CDP – Governo e Fondazioni bancarie – di approvare il bilancio, come d’obbligo, ma di lascare aperta l’assemblea – aggiornandola? – per prendersi altri 45 giorni per la nomina dei nuovi vertici.

IL RUOLO DI CDP PER IL VENTURE CAPITAL

La CDP è chiave per avviare finalmente il settore del Venture Capital in Italia e per tutte le start-up innovative. CDP è anche azionista di maggioranza relativa del Fondo Italiano di Investimento (FII). In Francia l’omonimo di FII è BPI. Se la Francia ha investimenti in imprese innovative quasi dieci volte l’Italia, lo deve alla grandiosa azione di sostegno di BPI. I VC francesi e le start-up francesi hanno al loro fianco un alleato ricco e disponibile.

CHE COSA FA LA BPI IN FRANCIA

In preparazione del Tech Forum Life Sciences Ambrosetti – Assobiotec, abbiamo invitato BPI e un imprenditore francese di successo (grazie a BPI) per cercare di apprendere la formula magica. BPI, ci hanno detto, sostiene tutti, tutti, i fondi di VC francesi, basta che investano in Francia (se sono VC stranieri devono apportare risorse in Francia) e non abbiano sedi in paradisi fiscali. Su oltre 600 start-up biotech francesi, più di 400 sono state supportate da BPI.

CHI È IL CANDIDATO SCANNAPIECO

Da quanto si legge, pare che vertici uscenti di CDP abbiamo fatto miracoli in vari settori, peccato sia mancata la bacchetta magica su VC e Innovazione.  Torniamo ai vertici che generano vertigini. Uno dei nomi che circola con più insistenza quale candidato alla poltronissima di Amministratore Delegato di CDP è quello di Dario Scannapieco . Questi è attualmente in carica come Vice Presidente della Banca Europea degli Investimenti ed è anche Presidente del Fondo Europeo del Investimenti (FEI). Uno degli italiani che ha fatto un gran carriera in EU.

Il FEI è proprio quell’alleato di CDP nella piattaforma ITAtech, ovvero, quei 200 milioni di euro, 100 cadauno ta CDP e FEI, che a fine del 2016 avrebbero dovuto far partire gli spin-off hi-tech delle università italiane e che per ora ha scaricato a terra in una sola start-up appena 100mila euro. ITAtech è anche quella piattaforma che ha anche annunciato un investimento in un fondo di VC francese che forse partirà per fine anno. Di recente l’attuale Presidente di CDP ha dichiarato in un convegno che “CDP ha dato un pre-commitment” al fondo francese.

QUEL POST DEL MINISTRO DI MAIO

Ora, come conciliare l’ottimo Scannapieco che abilmente presiede quel FEI che approvò l’investimento di ITAtech nel fondo di VC francese con:

  1. il post su Facebook di Luigi Di Maio del 8 febbraio scorso:
    “Con il Movimento 5 Stelle al governo non succederà più che una società come la CDP, partecipata per più dell’80’% dallo Stato, eroghi attraverso una controllata, ITAtech, fondi per decine di milioni di euro ad una società di Venture Capital francese, Sofinnova, senza alcuna spiegazione. L’Italia non è una colonia francese e deve tornare a curare il proprio interesse nazionale. Con la nostra Banca pubblica di investimento finanzieremo le imprese e le start-up italiane per ricostruire quel tessuto industriale innovativo che è andato perduto negli ultimi anni”;
  2. l’esposto alla Corte dei Conti del Senatore 5 Stelle Elio Lannutti sempre su ITAtech, dove si chiede all’organo amministrativo perché e con quali criteri sia stato scelto un partner francese per la gestione di buona parte del fondo ITAtech

Chi deciderà, governerà!

Pierluigi Paracchi

Pierluigi Paracchi è cofondatore di Genenta Science, startup che sviluppa terapie geniche antitumorali. È stato fondatore e CEO di Quantica SGR, fondo VC che ha investito nella biotech EOS, poi…

Articoli correlati