Biotech, un po' d'Italia nella quotazione al Nasdaq di Proteostasis Therapeutics | Economyup
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Three-Comma Club

Biotech, un po’ d’Italia nella quotazione al Nasdaq di Proteostasis Therapeutics

07 Apr 2016

Tra le figure chiave della società, che sta sviluppando una cura per la fibrosi cistica, ci sono tre manager, tre donne, formate in Italia, che nel 2006 hanno quotato alla Borsa di Zurigo uno spinoff italiano: Simona Varani, Marija Zecevic e Meenu Chhabra. E due non hanno abbandonato completamente il mercato italiano…

Il primo trimestre 2016 di Borsa è da dimenticare. L’indice Nasdaq dei titoli biotech ha perso circa il 22%. Certo, era salito molto.

Senza andare troppo indietro chi avesse investito nel settore a inizio del 2013 avrebbe ancora oggi il doppio dei propri soldi. Chi avesse investito nell’indice generale avrebbe guadagnato la metà.

Vedere nuove quotazioni in questo periodo è cosa rara. Alcune eccezioni fanno Unicorno, vedi Editas, che ora volteggia verso 1,5B$ di valore, un Unicorno e mezzo! E non un “mezzo unicorno” che pur basterebbe dalle nostre parti.

Pensare di trovare un po’ di Italia del biotech in questo scenario pare impossibile. E invece…

Lo scorso 11 febbraio si è quotata sul Nasdaq Proteostasis Therapeutics Inc (“PTI”)

Tre manager chiave, tutte quote rosa, hanno fatto il miracolo: Simona Varani, Marija Zecevic e Meenu Chhabra. Tutte e tre avevano già lavorato in Bioxell, spin-off italianissimo della farmaceutica Roche. Insieme avevano già vissuto la quotazione alla borsa di Zurigo nel 2006.

Simona e Marija sono ancora in Italia con la loro boutique di consulenza nel settore, Zebra Ventures. Marija, in particolare, si occupa anche del Business Development di PTI e ha seguito tappa per tappa tutto il road show pre quotazione: roba da primarie americane, con tre stati al giorno, cinque presentazioni, auto e aerei ma almeno nessun bambino da baciare per la foto di rito. Meenu ricopre la carica di CEO di PTI, in Bioxell era Chief Business Officer.

PTI sviluppa farmaci per la cura della fibrosi cistica, una malattia rara ma relativamente comune in Italia, con circa 5000 pazienti.  

La quotazione è avvenuta a 8$ per azione, in questi giorni tratta sopra i 9$. La capitalizzazione viaggia oltre 180M$. Non ancora di diritto nel Three-Comma Club ma “work in progress” grazie ad alleanze con alcune delle più grandi big biotech al mondo, come Biogen.

Il trio si è formato in Italia, ha fatto IPO nel mondo; due non hanno ancora abbandonato lo stivale. Aspettiamo la prossima storia di quotazione, magari con scienza e un po’ di investitori italiani.