AUTO E SOFTWARE

Chip shortage, General Motors e Ford puntano all’auto-produzione

Contro la carenza di chip, General Motors e Ford corrono ai ripari: la prima scommettendo sul co-sviluppo di computer chip con diversi produttori, la seconda attraverso un accordo strategico con l’americana GlobalFoundries

Pubblicato il 23 Nov 2021

Photo by Cristiano Firmani on Unsplash

I chip continuano a scarseggiare, e General Motors e Ford corrono ai ripari: le due case automobilistiche vogliono porre fine alla “carestia” che ha nell’ultimo anno limitato la produzione di autovetture entrando direttamente nel settore dei semiconduttori.

Ford ha delineato un accordo strategico con GlobalFoundries Inc, produttore con sede negli Stati Uniti, un patto che potrebbe eventualmente portare alla produzione congiunta di chip negli States.

GM sta invece stipulando accordi con alcuni dei più grandi nomi del settore come Qualcomm Inc. e NXP Semiconductors NV, per co-sviluppare e produrre computer chip.

Chip shortage, la crisi di un’industria automotive sempre più software

Oggi l’industria automotive sta diventando sempre più dipendente dal software. Uno scenario che si trova a fare i conti con l’attuale situazione di chip shortage, la carenza globale di microchip, che sta mettendo in ginocchio la produzione di veicoli e causando una vera e propria crisi del comparto.

La carenza di semiconduttori ha infatti affossato in tutto il settore mandando all’aria la produzione di milioni di veicoli pianificati quest’anno. Per dare un’idea della portata del fenomeno, a settembre Toyota ha annunciato un taglio del 40% della produzione, ad agosto Stellantintis e Volkswagen hanno dovuto fermare alcuni degli impianti.

In questo contesto si colloca la mossa di GM e Ford, un’inversione di tendenza rispetto alla tradizione decennale dell’industria automobilistica di delegare la produzione di componenti chiave a fornitori esterni. Continua così a rafforzarsi la collaborazione tra il settore automotive e quello della tecnologia, che sempre più lavorano – e lavoreranno – in sinergia per affrontare le sfide e realizzare nuovi prodotti sempre più integrati e automatizzati.

I progetti di Ford per i chip

Ford in particolare procede su questa strada, portando in-house parte del lavoro di sviluppo dei chip con l’intenzione, stando alle dichiarazioni, di potenziare alcune caratteristiche del veicolo – come le capacità di guida automatizzata o i sistemi di batterie per i veicoli elettrici – oltre a migliorare le forniture di chip a breve termine e potenzialmente evitare future carenze.

Non sarà un’operazione facile: progettare semiconduttori è una disciplina delicata, e già prima della pandemia c’era una carenza di ingegneri qualificati. Ford si troverà a competere nella ricerca di talenti non solo contro aziende di produzione chip come Intel e Nvidia Corp., ma anche big tech come Amazon e Apple, che stanno progettando sempre più chip in-house.

In ogni caso, l’alleanza con GlobalFoundries dovrebbe migliorare le capacità tecniche della casa automobilistica, espandendo al contempo la futura produzione di chip negli Stati Uniti per il settore automobilistico in generale.

I progetti di General Motors per i chip

General Motors, d’altra parte, sta lavorando con diverse aziende di semiconduttori come parte di una strategia più ampia per ridurre le complessità nei processi e migliorare i margini.

Suo obiettivo è anche ridurre del 95% il numero di microprocessori unici necessari per il funzionamento di veicoli sempre più complessi e tecnologici. Per riuscire nell’intento, prevede di co-sviluppare assieme ai nuovi partner tre principali categorie di chip da utilizzare per buona parte dei suoi progetti: chip che sarà possibile realizzare in volumi più elevati, migliore qualità, e con una produzione più prevedibile.

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