Remodule, storia della startup che recupera le batterie dismesse delle auto elettriche | Economyup

ECONOMIA CIRCOLARE

Remodule, storia della startup che recupera le batterie dismesse delle auto elettriche



Fondata da un team di giovani under 25, Remodule è una startup che ha ideato un sistema per il riutilizzo di batterie elettriche per auto, con il quale si è aggiudicata il Premio Speciale Repower per l’Innovazione 2020. Ecco com’è nata e come funziona l’alternativa allo smaltimento

di Maura Valentini

13 Gen 2021


Remodule, il team

Creata da un team di giovani sotto i 25 anni, Remodule è una startup che ha ideato un sistema per il riutilizzo di batterie elettriche per auto, con il quale si è aggiudicata il Premio Speciale Repower per l’Innovazione, nell’ambito del Premio Gaetano Marzotto 2031, uno dei più significativi a livello europeo per il mondo dell’innovazione.

A detta di Fabio Bocchiola, country manager della filiale italiana di Repower, “Quest’anno la scelta è caduta su una startup molto in linea con due nostre linee di business, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica. Remodule ci ha colpito per la strategia lungimirante e per la capacità di lavorare su un problema così delicato ed attuale, come quello dello smaltimento delle batterie.”

Remodule, la startup che riutilizza le batterie per auto elettrica

Remodule nasce nel 2019, a Modena. Il suo team è composto da ragazzi sotto i 25 anni: Michele Franceschetti (CEO), Marco Mostarda e Luca Dallara, laureati in Advanced Automotive Engineering, Antonio Andreacchio e Alice Altomonte, laureati in Management e Business Consulting.

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L’idea è quella di creare un sistema che garantisce e certifica il riutilizzo delle celle dismesse dei pacchi batteria automotive in applicazioni di accumulo stazionario, con l’obiettivo di potenziare il riuso di queste componenti, ridurne conseguentemente lo smaltimento prematuro e tagliare complessivamente le emissioni legate a diverse industry, a cominciare da quella automobilistica.

Il progetto nasce in seno all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, dove i suoi fondatori muovono i primi passi, e si focalizza nell’ambito di TAAC (Training For Automotive Companies Creation), dove vengono definiti il team e la business idea. Nel 2019, anno della sua fondazione, si aggiudica il suo primo premio: una menzione speciale del Premio Mobilità 2019 promosso dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile.

Nel 2020 partecipa al Premio Gaetano Marzotto 2031, dove si aggiudica il premio speciale di Repower per l’Innovazione.

Remodule, come funziona il sistema per il recupero delle batterie

Il sistema di Remodule è una soluzione in tre step che testa e certifica batterie per auto elettrica usate per reimmetterle nel mercato manifatturiero in un’ottica di economia circolare.

Per prima cosa, la startup raccoglie da compagnie automotive pacchi di batterie dismesse. Ogni singola cella viene testata e verificata per assicurare siano utilizzabili per l’accumulo stazionario. Le celle sono quindi rivendute ai produttori, dove comincia la loro seconda vita.

La vittoria del premio Repower per l’Innovazione

Grazie al suo innovativo sistema che coniuga innovazione e sostenibilità, senza trascurare una logica di mercato che ne rafforza la fattibilità, la startup si è aggiudicata la vittoria del premio speciale dell’azienda del settore energetico Repower, nella sua terza edizione del 2020.

Il suo progetto si è distinto in quanto non si limita a occuparsi di un problema ambientale sempre più urgente, il riuso delle batterie usate, ma riesce in più ad assegnare un valore economico certificato ad ogni pezzo, creando una filiera che dalle case automobilistiche arriva, ad esempio, agli accumulatori domestici legati alla generazione da pannelli fotovoltaici.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento” ha commentato il CEO di Remodule Michele Franceschetti, “Un premio al grande lavoro svolto in questi anni che ci darà la possibilità, grazie al supporto di un gruppo importante come Repower, di raffinare ulteriormente il progetto ed entrare nel mercato con una consapevolezza e una sicurezza maggiori. Siamo un gruppo di ragazzi con lo sguardo rivolto verso le soluzioni di domani, lavorando sui concetti di sostenibilità, innovazione e sviluppo, proprio come Repower fa da anni.”

Grazie alla sua vittoria, la startup potrà ora usufruire di un percorso di mentorship del valore di 50.000 euro messo a disposizione da Repower.

Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp e InsuranceUp.