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IL REPORT

Auto elettrica, nel 2030 le vendite supereranno quelle dei veicoli a combustione



Auto elettrica sempre più diffusa: secondo i dati del Boston Consulting Group, i modelli elettrici e plug-in rappresenteranno un terzo del valore di mercato nel 2025 e addirittura il 51% nel 2030, sorpassando nelle vendite i veicoli con motore a combustione interna. I numeri e le mosse delle case automobilistiche

05 Feb 2020


Le auto elettriche e le ibride plug-in rappresenteranno un terzo del valore di mercato nel 2025 e addirittura il 51% nel 2030, sorpassando le vendite di veicoli con motore a combustione interna: la previsione sull’evoluzione del settore è del Boston Consulting Group, che nel report Who Will Drive Electric Cars to the Tipping Point? (qui puoi leggere la versione completa) rileva come le nuove stime siano molto migliori delle precedenti, che nel 2017 prevedevano la conquista di un quarto del market share nel 2025 e una quota inferiore al 50% nel 2030.

Auto elettrica, i fattori di crescita

Ad accelerare la corsa dell’elettrico, secondo il rapporto BCG, sono diversi fattori: da una parte gli incentivi governativi, che riducono il costo d’acquisto, e dall’altro la stretta sulle emissioni che spinge i costruttori a trovare alternative ai motori a combustione interna. Terzo fattore è poi il calo dei costi delle batterie con il parallelo aumento di prestazioni e autonomia, che contribuisce ad aumentare la soddisfazione degli automobilisti.

300 miliardi di dollari dalle case automobilistiche

Ecco dunque che, secondo lo studio, le 29 maggiori case automobilistiche del mondo stanno andando sul sicuro puntando sull’auto elettrica, e hanno già pianificato di investire oltre 300 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni in questo segmento, con la presentazione di 400 nuovi modelli prevista entro il 2025. Ma solo a partire dal 2023 il mercato avrà la spinta necessaria per trainare autonomamente i veicoli elettrici: fino ad allora, secondo il report, continueranno a essere necessari impulsi sia pubblici sia privati. Anche perché l’impatto del ride sharing (per il quale la situazione è comunque particolarmente favorevole) avrà un impatto inferiore al previsto: negli Usa le vendite di veicoli elettrici destinati al ride sharing raggiungerà solo il 10% del totale nel 2030, la metà di quanto previsto due anni fa.

Per quanto riguarda i motori a combustione interna, invece, il report prevede il crollo del diesel, che nei prossimi 10 anni cadrà sotto i colpi di legislazioni ostili e, in alcune città, di bandi totali: la quota di mercato a livello globale crollerà dal 19% del 2019 al 4% nel 2030. E parallelamente le motorizzazioni a benzina vedranno quasi dimezzate le vendite, passando dal 78% del 2019 al 44% del 2030.

L’auto elettrica e il fattore emissioni

E sebbene molti studi siano concordi nel sostenere che la produzione di auto elettriche generi quasi il 60% in più di emissioni rispetto ad analoghi modelli con motore a combustione interna, secondo il rapporto di BCG la somma di questo dato con le emissioni di CO2 necessarie per fornire energia ai veicoli elettrici sarà favorevole a questi ultimi: se per un’auto a benzina le emissioni di CO2 totali medie (costruzione più esercizio) durante tutto il ciclo di vita sono di 166 g/km, per un’auto elettrica sono mediamente di 160. Con picchi di 182 i Cina e di 176 in Giappone (dove le fonti rinnovabili sono meno utilizzate), a 121 in Europa (dove invece la produzione green è in ascesa) e addirittura 73 (cioè unicamente il valore di emissioni necessario per la costruzione) in Norvegia, dove l’energia per i veicoli è fornita al 100% da rinnovabili.

Che cosa inciderà sulla diffusione

Per quanto riguarda la diffusione dei veicoli elettrici, il rapporto sottolinea che la curva di adozione varierà molto in base ai mercati regionali, ma Cina ed Europa saranno il traino globale del settore. Anche se a incidere saranno anche fattori locali come il costo di carburante ed elettricità, il prezzo dei veicoli, il chilometraggio medio sul quale ammortizzare i costi: dall’analisi di questi parametri, la Cina risulta il mercato più favorevole, seguita dagli Stati Uniti, mentre l’Italia (con un rapporto tra costo del carburante e costo dell’energia elettrica di 25 a 1 e una percorrenza media di 9.500 chilometri l’anno) si piazza all’ottavo posto battendo però il Giappone.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network