Intelligenza artificiale, IoT, automazione cognitiva, materiali riciclati e fabbriche interconnesse sono al centro dei sei progetti di innovazione industriale premiati nella tappa di Ancona dei Future Industry Awards, il contest promosso da Nextwork360 insieme al MADE Competence Center Industria 4.0.
Un’iniziativa che non si limita a premiare progetti innovativi, ma punta a mettere ordine in un ecosistema spesso frammentato, raccontando cosa significa davvero fare innovazione industriale oggi.
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I progetti premiati ad Ancona
Ad Ancona, nella seconda semifinale dei MADE Future Industry Awards dedicata alle imprese del Centro Italia svoltasi il 15 aprile scorso, a emergere sono stati soprattutto i progetti capaci di trasformare tecnologie avanzate in risultati industriali misurabili.
Il primo posto assoluto è andato a De’Longhi, premiata per un sistema di controllo qualità micrometrico basato su AI. Il progetto si colloca nella categoria Top Tech e rappresenta bene una delle direzioni più promettenti dell’industria: portare l’intelligenza artificiale dentro i processi di verifica e precisione, dove l’affidabilità del dato e la capacità di intercettare difetti minimi possono incidere direttamente su qualità, scarti e produttività.
Al secondo posto si è classificata Volteco S.p.A., con una piattaforma di Cognitive Automation applicata al controllo intelligente del prodotto. In questo caso l’innovazione non riguarda soltanto l’automazione in senso classico, ma la possibilità di rendere il sistema capace di interpretare informazioni, supportare decisioni operative e migliorare la capacità di controllo lungo il processo produttivo.
Terza classificata Kubo Pallet, che ha portato sul palco un progetto legato all’economia circolare: pallet realizzati attraverso il recupero di rifiuti plastici, con una durata superiore del 1500%. È uno dei casi più interessanti perché unisce sostenibilità e performance industriale, mostrando come l’innovazione sui materiali possa tradursi non solo in minore impatto ambientale, ma anche in maggiore robustezza e vita utile del prodotto.
Il quarto posto è andato a Inim Smart Manufacturing, premiata per la trasformazione di un intero sito produttivo in una fabbrica totalmente interconnessa. Qui il valore del progetto sta nella visione sistemica: non un singolo intervento tecnologico, ma la costruzione di un ambiente industriale in cui macchine, dati e processi dialogano in tempo reale, creando le basi per una produzione più efficiente, tracciabile e reattiva.
Quinta Biolibrary srls, con una soluzione che integra AI e Computer Vision per il settore ortopedico. È un progetto che conferma quanto le tecnologie digitali stiano uscendo dai perimetri tradizionali della fabbrica per entrare in ambiti ad alta specializzazione, dove la qualità dell’analisi visiva e la capacità predittiva degli algoritmi possono avere un impatto rilevante sui processi e sul prodotto finale.
Sesto posto per Benelli Armi S.p.A., premiata per l’integrazione di dati IoT e modelli predittivi nella meccanica di alta precisione. Il caso mostra bene come anche in comparti manifatturieri storici e ad alto contenuto tecnico l’innovazione passi oggi dalla capacità di raccogliere dati dal campo, interpretarli e usarli per affinare processi, manutenzione e prestazioni.
Di cosa si è parlato ai Future Industry Ancona
L’Industrial AI rappresenta una grande opportunità per le PMI italiane, ma richiede un cambio di passo su dati, competenze e strategia. Secondo Emanuele Frontoni e Marco Bentivogli, intervenuti al convegno del 15 aprile, il vero nodo è la qualità e la gestione dei dati industriali, ancora troppo frammentati. Persistono barriere culturali e organizzative, oltre alla difficoltà di tradurre il potenziale dell’AI in casi d’uso concreti. Tuttavia, le imprese che iniziano ora possono ottenere vantaggi competitivi significativi in efficienza e produttività. L’opportunità è ampia, ma serve un approccio più strutturato e consapevole all’adozione.
Altro tema trattato nelle tavole rotonde: l’era delle policrisi – tra instabilità geopolitica, transizione energetica e disruption tecnologiche – dove l’innovazione emerge come principale leva per creare valore e garantire la sopravvivenza delle imprese. Non si tratta più di un’opzione strategica, ma di una necessità per adattarsi a contesti sempre più complessi e incerti. Le aziende che investono in tecnologie, competenze e nuovi modelli organizzativi riescono a essere più resilienti e competitive. Al contrario, chi rimane fermo rischia di essere rapidamente marginalizzato o espulso dal mercato. La capacità di innovare, oggi, coincide sempre più con la capacità di restare rilevanti.
Prossima tappa: Napoli, 20 maggio
Il percorso dei MADE Future Industry Awards prosegue ora verso Sud, con la prossima tappa in programma a Napoli: l’appuntamento è fissato per il 20 maggio 2026 alle ore 14:00, mentre le aziende interessate potranno candidarsi entro il 6 maggio.
Un passaggio cruciale in vista della fase conclusiva del percorso, che porterà alla finale nazionale di Roma, in calendario il 24 giugno 2026 alle ore 10:00, dove si confronteranno i migliori progetti emersi nelle diverse semifinali territoriali.





















