L’INIZIATIVA

Vi racconto perché ho lanciato Enter Academy, scuola per nuovi imprenditori



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Giancarlo Rocchietti, già imprenditore e presidente del Club degli Investitori, spiega la nuova fondazione nata per aprire le porte dell’imprenditoria a migliaia di giovani provenienti dalle università. “Con innovazione, finanza e imprenditorialità, possiamo migliorare il mondo”

Pubblicato il 19 gen 2026

Giancarlo Rocchietti

presidente Club degli Investitori



Giancarlo Rocchietti ha fondato Enter Academy
Giancarlo Rocchietti ha fondato Enter Academy

Per riuscire a trasmettere le ragioni che hanno portato alla nascita di Enter Academy devo fare un passo indietro nel passato 

Vivo in una piccola strada ai piedi della collina torinese, dove ci sono altre tre case di imprenditori baby boomer come me. Ricordo che, un tempo, la sera dopo cena ci incontravamo: condividevamo le nostre avventure, ci scambiavamo consigli. Erano momenti molto belli. Poi tutto questo è finito.

Sapete perché? Perché tutti noi abbiamo venduto le nostre aziende.

E quelle realtà che avremmo potuto lasciare ai nostri figli o sono scomparse, oppure sono diventate business unit di grandi gruppi internazionali. E non siamo gli unici. Negli ultimi dieci anni, almeno 2.500 imprenditori noti hanno passato la mano.

Perché ho lanciato Enter Academy

In quei momenti abbiamo capito una cosa: un Paese che non genera nuovi imprenditori di successo non ha futuro.

Per questo 15 anni fa abbiamo fondato il Club degli Investitori. Abbiamo incontrato migliaia di founder e ne abbiamo finanziati e supportati  80, che hanno generato oltre 8.000 posti di lavoro.

Spesso siamo nelle università e nei centri di ricerca alla ricerca di talenti.

Lì incontriamo tanti ragazzi ricchi di ingegno, creatività e voglia di fare.

Ma spesso credono di non avere i mezzi e pensano di trovarsi nel contesto sbagliato per fondare un’azienda. Ed è per questo che serviva fare un altro passo: abbiamo creato Enter Academy: una fondazione con l’obiettivo di aprire le porte dell’imprenditoria a migliaia di giovani provenienti da ogni università italiana.

A questo punto della mia vita inizio un percorso che anni fa non avrei mai immaginato e cioè lanciare una fondazione non profit. Alla fine è una startup a tutti gli effetti: abbiamo un team, un prodotto, abbiamo i clienti, gli studenti anche se non paganti, abbiamo tanti partner nel mondo dell’innovazione e dell’industria , le università e i primi sostenitori.

La nostra missione è: ispirare, educare e connettere la prossima generazione di imprenditrici e imprenditori.

Enter Academy, che cosa fa

Come lo facciamo? In due modi.

Enter Camp

Workshop intensivi di 4 giorni, già alla terza edizione, in cui lavoriamo con 200 studenti di discipline diverse.

Non condividiamo solo lezioni teoriche, ma casi reali.

Il contatto diretto e fisico con gli imprenditori è il modo migliore per ispirarsi e imparare.

Enter Club

Una community di oltre 100 mentor che accompagnano i ragazzi nei primi passi nel mondo del lavoro, dell’innovazione e delle prime scelte imprenditoriali.

Imprenditori non si nasce, ma si diventa.

Raccontiamo la storia di Gordon Moore, cofondatore di Intel, che si definiva un “accidental entrepreneur”. E spesso condivido anche la mia: un ragazzo che voleva diventare egittologo, poi è diventato ingegnere e a 25 anni ha fondato una tech company, Euphon.

Ma quando si può fondare una startup?16 anni, come fece Richard Branson, da cui nacque l’impero Virgin. Oppure durante il liceo, come Marco Sbardella e Daniele Grassucci, che poi lanciarono Skuola.net dopo l’università. O ancora da ricercatrice universitaria, come Paola Allamano, che ha fondato WaterView, trasformando una telecamera in una stazione meteorologica grazie all’AI.

E non è mai troppo tardi: Franco Osta, manager ultra cinquantenne, ha lasciato Sorin Biomedica per fondare Aortic Lab nel settore della cardiologia.

Gli imprenditori hanno molti tratti in comune, ma l’execution cambia da settore a settore. Nel digital, Mauro Musarra con Algor trovò i primi clienti online in poche ore. Nel deep tech, Francesco Sciortino di Proxima Fusion probabilmente emetterà la prima fattura tra 10 o 15 anni.

Tutti però condividono un’idea semplice e facile da raccontare.

Come quella di Brian Chesky di Airbnb: “Book rooms with locals rather than hotels.”

Spieghiamo anche come è cambiato il modo di finanziare un’azienda.

Non c’è più solo la banca: nel mondo ci sono oltre 30.000 investitori attivi Il capitale è diventato una commodity.

Lo ha capito bene Alberto Dalmasso con Satispay, che ha raccolto centinaia di milioni.

Ma ogni storia è diversa:

Nick Woodman (GoPro) è partito con 20.000 dollari per arrivare a fatturare 1.4 bn in circa 10 anni senza ulteriore capitale

Lara e Luisa (Lalù) hanno invece costruito un’azienda vinicola innovativa nelle Langhe con l’aiuto delle banche e delle loro nonne.

La vera forza dell’imprenditore non è solo la passione, ma l’antifragilità.

Il mondo cambia così velocemente che il business plan dura sei mesi.

Lo dimostrano WeTaxi e D-Orbit, che hanno cambiato modello più volte.

E poi c’è il bene comune.

Per la mia generazione, l’impatto sociale era creare posti di lavoro.

Oggi, unendo innovazione, finanza e imprenditorialità, possiamo migliorare il mondo. Lo raccontano Riccardo Bertolino (Rigeneration) che rigenera gli elettrodomestici, Valentina Vecchia (Idrawater) che sviluppa il primo filtro per l’acqua al mondo completamente riciclabile  Pierluigi Paracchi che sviluppa con Luigi Naldini ( Genenta)  un farmaco per il glioblastima un tumore e super aggressivo e oggi inguaribile. Questa è la parte più entusiasmante, spesso controversa. Si entra nell’area dell’etica, che è una sfera molto personale, e si discute molto. Ecco, vorrei tornare a farlo come tanti anni fa con i miei amici imprenditori, la sera passeggiando dopo cena.

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