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Infrastrutture per le smart city: come si evolvono grazie a un ecosistema di tecnologie



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Le infrastrutture per le smart city stanno evolvendo da asset passivi a nodi intelligenti condivisi. Andrea Mondo, Technology & Operations Director di INWIT, analizza il ruolo di torri, IoT, digital twin ed edge computing nella trasformazione urbana. Il caso Roma

Pubblicato il 8 gen 2026



Andrea-Mondo, Technology & Operations Director di INWIT
Andrea Mondo, Technology & Operations Director di INWIT, parla di infrastrutture per la smart city

Negli ultimi anni il concetto di smart city ha smesso di essere legato esclusivamente alle applicazioni e ai servizi digitali visibili al cittadino. Al centro del dibattito sono tornate le infrastrutture per le smart city, intese come insieme di asset fisici e digitali in grado di abilitare connettività, raccolta dati, automazione e resilienza urbana. In questo scenario, le infrastrutture passive tradizionali stanno evolvendo verso modelli condivisi e intelligenti, assumendo un ruolo strategico nella trasformazione delle città.

Questa evoluzione è stata descritta con chiarezza durante l’edizione 3 Dicembre 2025 del summit Telco per l’Italia da Andrea Mondo, Technology & Operations Director di INWIT, operatore infrastrutturale per le telecomunicazioni wireless in Italia. Mondo ha ricondotto il tema delle smart city a una questione infrastrutturale prima ancora che tecnologica, evidenziando il ruolo delle tower company come abilitatori della digitalizzazione urbana.

Infrastrutture per le smart city: dal supporto fisico al nodo digitale

Secondo Mondo, il primo cambio di prospettiva riguarda la natura stessa delle infrastrutture. Le torri di telecomunicazione non sono più elementi passivi dedicati a un singolo operatore, ma nodi condivisi al servizio di un ecosistema più ampio. “Quello che ieri era una torre per operatore è diventato un concetto diverso”, osserva, richiamando l’evoluzione verso modelli di neutral host.

INWIT gestisce circa 25.000 torri sul territorio nazionale e oltre 700 coperture indoor, che includono spazi pubblici, musei, centri commerciali ed edifici della Pubblica Amministrazione. In questo contesto, la condivisione infrastrutturale consente di evitare duplicazioni e di creare una base comune su cui innestare servizi digitali urbani.

Torri intelligenti e integrazione con l’IoT

L’evoluzione verso infrastrutture per le smart city passa anche dall’integrazione con l’Internet of Things. Le torri diventano “intelligenti” grazie alla presenza di sensori, sistemi di monitoraggio e piattaforme IoT che ne permettono una gestione avanzata.

Mondo sottolinea come ogni torre sia oggi “alimentata, fibrata, protetta da un punto di vista di security e condizionata”, trasformandosi in un abilitatore per operatori, utility e aziende. Questo insieme di caratteristiche rende le infrastrutture adatte a supportare use case urbani complessi, che vanno oltre la semplice trasmissione del segnale.

Manutenzione predittiva e digital twin delle infrastrutture

Un ambito in cui l’intelligenza artificiale trova un’applicazione concreta è la gestione operativa delle infrastrutture. La manutenzione predittiva, già presente da tempo nel settore, compie un salto di qualità con l’introduzione di modelli di AI più evoluti, inclusi approcci agentici.

INWIT ha sviluppato un digital twin delle proprie torri, ovvero una rappresentazione digitale che consente di analizzare spazio disponibile, condizioni strutturali e possibilità di ospitalità per nuovi impianti. Grazie a questi dati, l’AI può supportare le decisioni di progettazione e accelerare l’implementazione di nuove infrastrutture urbane, riducendo tempi e inefficienze.

Infrastrutture per le smart city e casi d’uso ambientali

Le infrastrutture intelligenti trovano applicazione anche nella gestione del territorio e dell’ambiente. Mondo cita progetti sviluppati in collaborazione con organizzazioni come WWF e Legambiente, in cui le torri ospitano videocamere e sensori intelligenti in grado di monitorare la qualità dell’aria e prevenire incendi boschivi.

In questi casi, la smart city non è solo urbana in senso stretto, ma riguarda anche aree naturali e parchi, dimostrando come le infrastrutture per le smart city possano estendersi a una dimensione più ampia di gestione sostenibile del territorio.

Smart city e infrastrutture urbane: il caso di Roma

Un esempio concreto di applicazione urbana riguarda la città di Roma. Secondo quanto riportato da Mondo, sono stati realizzati interventi di copertura 4G e 5G nelle linee della metropolitana e installazioni di Wi-Fi pubblico in numerose piazze della capitale. A questi si affiancano sistemi di videosorveglianza intelligente e sensoristica urbana.

“Stiamo montando videocamere intelligenti, sensoristica”, spiega Mondo, descrivendo un modello in cui le infrastrutture diventano la base per servizi di sicurezza, mobilità e gestione degli spazi pubblici. In questo quadro, la connettività non è un fine, ma un prerequisito per l’iper-digitalizzazione delle città.

Latenza ed edge computing come fattori urbani

Un altro tema centrale per le infrastrutture per le smart city è la latenza. L’aumento dei flussi di dati generati in ambito urbano rende sempre più importante la prossimità delle risorse computazionali. Mondo richiama l’attenzione sulla necessità di sviluppare soluzioni di edge computing locale, in grado di supportare servizi che richiedono tempi di risposta immediati.

La crescita del traffico mobile e l’evoluzione verso applicazioni AI rafforzano l’esigenza di mini data center distribuiti a livello regionale o cittadino, integrati con le infrastrutture esistenti. In questo senso, le torri e le coperture indoor possono diventare punti di accesso privilegiati per l’edge urbano.

Condivisione infrastrutturale e valore per il sistema Paese

Il modello di infrastrutture condivise ha anche un impatto economico rilevante. Mondo ricorda che, grazie alla riduzione delle duplicazioni di rete, il sistema Paese ha beneficiato di risparmi significativi negli ultimi anni. La condivisione non viene quindi presentata solo come scelta tecnica, ma come leva di efficienza e sostenibilità.

Nel piano industriale, INWIT prevede investimenti per circa 1,5 miliardi di euro entro il 2030, destinati all’ampliamento delle coperture indoor e macro, allo sviluppo delle small cell e all’integrazione con le utility. Un impegno che rafforza il ruolo delle infrastrutture come base della trasformazione urbana.

Infrastrutture per le smart city come piattaforma abilitante

Nel quadro delineato dagli interventi, le infrastrutture per le smart city emergono come piattaforme abilitanti di servizi, dati e automazione. Non si tratta di singole tecnologie, ma di un ecosistema in cui connettività, IoT, AI ed edge computing convergono.

La trasformazione delle città passa quindi da infrastrutture condivise, intelligenti e distribuite, capaci di supportare non solo la crescita dei servizi digitali, ma anche obiettivi di sostenibilità ambientale, resilienza urbana e qualità della vita. In questo scenario, il ruolo delle infrastrutture diventa strutturale e strategico, ponendosi come fondamento della smart city contemporanea.

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