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Esposizione universale

Una startup ci dice dove mangiare in Expo

01 Lug 2015

Qual è il ristorante più costoso? E quello più economico? Quali sono i locali per l’aperitivo? E quelli per la colazione? Zomato, piattaforma per la ricerca di ristoranti online, ha realizzato un viaggio tra i padiglioni e ha realizzato un’infografica con 219 locali, il prezzo medio e tutte le curiosità

Dove andare  a mangiare quando si visita Expo? Il caso dello scontrino da 115 euro, la cui foto ha fatto il giro del web, con commenti e polemiche sul costo dei ristoranti interni ai Padiglioni, ha fatto riflettere sull’opportunità di informarsi dove mangiare quando si visita Expo. Qual è il ristorante più costoso? E quello più economico?Quali sono i locali per l’aperitivo? E quelli per la colazione?

Zomato, piattaforma per la ricerca di ristoranti online, ha realizzato un viaggio tra i padiglioni e ha realizzato un’infografica con 219 locali, il prezzo medio, il ristorante più economico e quello più costoso.

Uno strumento che accompagna i foodie di tutto il mondo alla scoperta di tutti i padiglioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra ristoranti, aree di servizio e food truck, sono 219 i locali mappati dalla redazione di Zomato. Di questi 158 dedicati al momento del pranzo, 74 alla cena, 35 alla colazione. Non mancano, inoltre, le aree di ristoro (14) e i chioschi (7). L’arte culinaria italiana viene proposta da 30 ristoranti, mentre la cucina olandese da 10, seguita da quella americana (5). Se volete sedervi per gustare le specialità dei vari Paesi dovete prepararvi a spendere una media di 33.50 Euro a coppia: più caro insomma di un pasto a Milano città, dove la media è di 28 Euro in due.

In occasione di EXPO “Zomato ha creato anche un minisito completamente dedicato ai ristoranti di EXPO – spiega Guk Kim, Country Manager di Zomato Italia – La scelta di realizzare anche un’infografica è nata dall’esigenza di offrire sempre qualcosa di più ai nostri utenti e potenziali tali. E per mostrare nel modo più immediato e semplice possibile tutti i dati che noi di Zomato abbiamo raccolto personalmente visitando ogni singolo angolo di Expo, abbiamo pensato di scegliere un’infografica dettagliata che guida i foodie nella loro scoperta delle cucine di EXPO.”

Il viaggio continua e, dopo aver dedicato uno sguardo alla tipologia di cucina proposta, Zomato si è soffermata anche su altre caratteristiche dell’evento e sul contesto che si può trovare all’interno dei vari locali. Il bello di Expo è anche la possibilità di vivere diversi tipi di esperienza all’interno dello stesso contesto: così oltre all’opportunità di mangiare all’aria aperta (82 i locali con posti all’aperto), ci si può anche rilassare scegliendo uno dei 15 locali in cui fare un happy hour oppure mangiare qualcosa senza aprire il portafoglio (3 i locali in cui si mangia gratis) e gustare cibi senza glutine (9). Naturalmente non possono mancare i locali per i vegani: 24 in totale i posti vegfriendly.

Infine, un’ultima curiosità: Giappone e Turchia accolgono rispettivamente il ristorante più costoso e quello più economico.

E cosa dicono i “Foodie di Zomato”? Curiosando tra le recensioni scritte dai foodie di Zomato, i veri esploratori e “viaggiatori” di Expo, scopriamo il ristorante migliore è quello di Davide Oldani Zafferano e Riso alla Milanese , mentre il peggiore è il Bar de Tapas. La reinterpretazione del risotto allo zafferano di Davide Oldani ha convinto tutti i foodie che l’hanno provato sia per la sua bella presentazione che per il gusto. Al contrario, per il Bar de Tapas si parla di prezzi esagerati, cibo di scarsa qualità e porzioni scarse.

Il locale con più recensioni, invece, è l’Israeli Pic Nic di cui molti foodie hanno apprezzato il gelato e l’hummus. Il ristorante del Qatar conquista invece il primato per il menu più consultato.

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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