Tip Ventures, la raccolta fondi "double face" | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Startup

Tip Ventures, la raccolta fondi “double face”

09 Mag 2014

Debutta il primo crowdfunding italiano che è sia reward-based (soldi in cambio di omaggi) sia equity based (partecipazione nel capitale della società finanziata). Ed è riservato solo a chi intende sviluppare un’idea imprenditoriale: così chi supera la prova del reward avrà già le carte per tentare l’equity

Matteo Masserdotti, ceo di Tip Ventures
Debutta il primo crowdfunding italiano a due facce (è sia reward based, sia equity  based) che punta alla creazione d’impresa e scommette in particolare sulla nascita delle startup. Si chiama Tip Ventures, è stato fondato da Matteo Masserdotti e Carlo Saccone e viene presentato oggi all’Associazione degli Industriali di Brescia.

Le sue particolarità sono due. La prima è che è appunto double face. Oggi è online la piattaforma Tip Reward, all’indirizzo reward.tip.ventures, che segue il modello del reward based crowdfunding, ovvero la raccolta fondi sul web che non prevede un ritorno economico per i sostenitori bensì una ricompensa simbolica. Già nel pomeriggio saranno pubblicati i primi 5 progetti in cerca di sostegno.

In un prossimo futuro, “probabilmente tra qualche settimana o mese” dice il ceo Masserdotti,  partirà una  piattaforma di equity crowdfunding, che consente cioè ai finanziatori di acquisire quote di capitale nell’impresa finanziata. La pratica per la registrazione è in questi giorni all’attenzione della Consob.

La seconda novità, strettamente legata alla prima, è che Tip Ventures non si occupa di cercare soldi per il finanziamento di libri, video o iniziative personali, come fanno altre decine di portali di crowdfunding reward-based già attive in Italia, ma è riservato solo a progetti con caratteristiche imprenditoriali e quindi orientati alla creazione di impresa. In sostanza possono parteciparvi esclusivamente coloro che stanno ricercando fondi per finanziare i primi passi della propria impresa: per esempio un’app per cellulare, lo sviluppo di un software, la prototipazione di un prodotto.

Da qui lo stretto legame tra i due portali: se l’aspirante imprenditore riesce a raccogliere denaro sufficiente per sviluppare un prototipo attraverso il portale reward-based, può successivamente decidere di passare a quello equity-based. Ha infatti dimostrato di avere potenzialità, ha potuto consolidare la propria realtà imprenditoriale ed è quindi pronto ad incontrare chi intende scommettere una parte del proprio capitale sulla sua business idea.

Masserdotti, 29 anni, bresciano, spiega di aver avuto l’idea nel 2012 quando gestiva un’agenzia di marketing e comunicazione a Palma di Maiorca in Spagna. “Alcuni clienti mi hanno chiesto una ricerca di mercato sul crowdfunding in Italia e dal quel momento ne ho intravisto le potenzialità”. Con il romano Carlo Saccone, co-founder e programmatore, si sono messi al lavoro da novembre 2012.  La società è nata a gennaio 2013. “Abbiamo poi individuato – spiega il ceo – un gruppo di investitori bresciani, dei business angels, disposti ad entrare nella società e a ottobre c’è stato l’aumento di capitale”. In tutto del team attuale fanno parte 9 persone.

“Il crowdfunding – afferma il co-founder di Tip Ventures – è il motore di ripartenza di cui l’Italia ha tanto bisogno. Noi come giovani imprenditori ci offriamo di aiutare chiunque abbia una buona idea imprenditoriale a vederla realizzata. Crediamo fortemente che la ripartenza venga dal basso e per questo il crowdfunding è lo strumento per eccellenza”.

Masserdotti ritiene che l’attuale regolamento sull’equity crowdfunding sia “troppo stringente per un mercato ancora tutto da sviluppare” e sostiene che “dovrebbero essere modificati 2 o 3 punti fondamentali”, tra cui la questione della profilatura di rischio degli investitori sopra i 500 euro.

Nononostante questo, il team è pronto al debutto: “Partiamo con spirito imprenditoriale. Non si può pensare di aver paura del regolamento. Si parte, si prova e vedremo come andrà”.

L’iniziativa sembrerebbe analoga a quella di Working Capital, l’acceleratore di startup di Telecom Italia, che ha in programma una piattaforma di crowdfunding reward-based da far partire, sembra, entro questo mese, seguita probabilmente a settembre da una piattaforma di crowdfunding equity-based sempre targata WCap. Masserdotti dice di essere venuto a conoscenza dell’iniziativa solo di recente ma non sembra particolarmente preoccupato dell’eventuale competitor: “Il mercato del crowdfunding, ripeto, è ancora tutto da costruire. La concorrenza contribuisce ad alimentarlo e chi avrà più forza rimarrà sul mercato”.

 

Articoli correlati