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Terremoto, la startup che rende gli edifici antisismici con gli ammortizzatori

25 Ago 2016

Creata nel 2011 da un docente e uno studente dell’Università di Toronto, Kinetica ha trovato modo di piazzare all’interno dei palazzi in cemento armato un polimero che assorbe gli effetti delle scosse. Nel team un ingegnere nepalese la cui famiglia si è salvata dal sisma del 2015

Il Ceo di Kinetica, Michael Montgomery
È una startup canadese nata in ambito universitario da uno studente e dal suo professore, ha sviluppato una modalità innovativa per rendere gli edifici molto elevati più resistenti ai terremoti (ma anche al forte vento) e tra i suoi tecnici c’è un ingegnere nepalese che, per sua sfortuna, ha dimestichezza con questi tragici eventi: la startup si chiama Kinetica e può contribuire a prevenire le gravi conseguenze di sismi come quello avvenuto nella notte del 24 agosto nel Centro Italia.

Una decina di anni fa Michael Montgomery ha iniziato i propri studi alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Toronto presso il laboratorio del professore Constantin Christopoulos. Una delle tecnologie che i due hanno studiato riguardava gli ammortizzatori vicoelastici: ampi strati di un materiale simile alla gomma, noto come polimero vicoelastico, infilati come in un panino in mezzo ad altri strati di acciaio. Incorporati in edifici di altezza elevata, questi ammortizzatori sono in grado di assorbire l’energia vibrazionale e trasformarla in calore, riducendo le forze nei componenti adiacenti. Sostanzialmente dissipano e dirottano l’energia che si crea all’interno della struttura di un edificio durante un terremoto o anche quando ci sono forti ondate di vento.

“Gli ammortizzatori vicoelastici – ricorda Montgomery – sono stati il primo sistema di ammortamento usato in edifici molto elevati come il World Trade Center di New York, costruito nel 1969. In ciascuna delle due torri ne hanno usati circa 10mila”. Lo scopo primario era ridurre l’oscillazione di edifici di questo tipo. Le costruzioni più alte di 50 piani, infatti, possono arrivare ad oscillare, sia pure in maniera praticamente impercettibile agli esseri umani, a causa dei forti venti.

Negli ultimi anni, però, è stato ritenuto più conveniente ed efficiente costruire le abitazioni in cemento armato invece che in acciaio, ma in questo nuovo tipo di strutture è difficile incorporare gli ammortizzatori vicoelastici.

L’idea innovativa di Montgomery e Christopoulos, che ha dato poi luogo alla costituzione della loro startup nel 2011, è stata quella di individuare all’interno degli edifici in cemento la localizzazione adatta per sistemare questa tipologia di ammortizzatori. Senza scendere in dettagli tecnici, i due adesso sono in grado di garantire anche ai grattacieli in cemento armato una maggiore stabilità e resistenza ai forti venti e ai terremoti.

“Al momento – spiega il Ceo Montgomery – gli edifici in Canada sono costruiti per rimanere in piedi nonostante un eventuale terremoto, in base a precise regole di edificazione. Ma anche se resta in piedi, il palazzo può subire vari danni a livello architettonico. La nostra tecnologia contribuisce a ridurre questi danni e a rafforzare la risposta a un evento sismico”.

È stata questa tecnologia a convincere a entrare nel team Deepak Pant, ricercatore e ingegnere strutturale nepalese che purtroppo conosce da vicino il dramma del terremoto. L’anno scorso la sua famiglia è sopravvissuta all’evento sismico del 25 aprile in Nepal, di magnitudo locale 7,8, che ha causato più di 8 000 morti, tuttavia sua sorella è rimasta senza casa ed è stata costretta a sfollare. Pant ha poi vissuto di persona un altro sisma, quello del 2011 in Giappone, di magnitudo 9.0: si trovava nel Paese per studiare, ha visto con i suoi occhi la devastazione che ha provocato il sisma avvenuto in alto mare e causa di 15.703 morti accertati.

Alla creazione della startup Kinetica, cinque anni fa, ha ampiamente contribuito una rete di diverse organizzazioni che sono all’interno dell’Università di Toronto o ruotano intorno ad essa. L’Innovation and Partnerships Office ha aiuto Kinetica a mettere al sicuro i brevetti internazionali del progetto, l’Impact Centre dell’Università, che fa parte del Banting and Best Centre for Innovation and Entrepreneurship, ha fornito accesso a mentor che hanno messo in contatto il team con alcuni grandi player nel settore dell’edilizia. Supporto finanziario è arrivato dalla Heffernan Commercialization Fellowship del reparto di Ingegneria dell’ateneo e da altre istituzioni ad esso collegate.

Kinetica ha anche collaborato con alcuni player mondiali nella fabbricazione di ammortizzatori, da Nippon Steel a 3M, e queste partnership l’hanno portata di recente a stringere un accordo con la Shanghai Lead Dynamics Engineering. La società cinese promuoverà la tecnologia di Kinetica presso ingegneri, sviluppatori, proprietari di beni immobili e architetti nel mercato cinese.

di Luciana Maci

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