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Startupper solidali

Terremoto, anche la startup Gnammo si attiva con una raccolta fondi

26 Ago 2016

Il principale portale italiano di social eating lancerà a settembre la rassegna #AMA-TRICIANA: la fee dovuta a chi organizza eventi food in casa propria sarà ridotta al 3% e tutto il resto verrà direttamente versato alla Croce Rossa Italiana

Gian Luca Ranno, co-founder di Gnammo
Anche le startup si danno da fare per le vittime del terremoto che ha scosso il Centro Italia nella notte del 24 agosto. Gnammo, il principale portale di social eating italiano, ha deciso di mobilitarsi per raccogliere fondi per aiutare le popolazioni di Amatrice, Arquata, Accumuli e degli altri territori colpiti dal terremoto che finora ha causato oltre 250 morti.

Startup fondata da Gian Luca Ranno, Cristiano Rigon e Walter Dabbicco e incubata presso l‘I3P del Politecnico di Torino, Gnammo è un portale  dedicato alla ristorazione alternativa e agli eventi conviviali casalinghi. Sostanzialmente permette a chiunque, semplice appassionato o più esperto, di organizzare eventi food in casa propria condividendo i posti a tavola con gli altri membri della community.

Adesso, dopo il sisma che ha sconvolto l’Italia, tutta la community, composta da oltre 200.000 utenti, potrà dare il proprio contributo anche a distanza “per dimostrare – si legge in un comunicato – l’amore per la terra ed i frutti che produce attraverso la tavola, il luogo per eccellenza per risolvere problemi e unire le persone”.

Cuochi, ristoratori, amici, appassionati di cucina potranno pubblicare sul portale di Gnammo un classico evento di social eating, che permette alle persone di incontrarsi e conoscersi a tavola, scegliendo di partecipare durante il mese di settembre alla rassegna #AMA-TRICIANA: la Fee sarà ridotta al 3%, inferiore ai normali costi di gestione, e tutto il resto sarà direttamente versato alla raccolta fondi della Croce Rossa Italiana.

L’iniziativa è rivolta non solo ai migliori cook di Gnammo, ma anche a tutti coloro che, pur non potendo aiutare direttamente sui luoghi del disastro, sentono l’esigenza di partecipare e di dimostrare la propria vicinanza alle persone che hanno dovuto abbandonare la propria casa.

“Il momento di gioia e condivisione come quello della tavola può servire per riflettere e per dedicare un pensiero a chi si trova ora in difficoltà”, spiega Cristiano Rigon, co-founder di Gnammo. “#AMA-TRICIANA significa amare gli altri prima di noi stessi, significa che quel piatto spettacolare che tutti abbiamo sempre mangiato, e che arriva proprio dai luoghi più colpiti, oggi può essere la sua stessa bandiera, alta nella solidarietà e nella voglia di essere Paese Italia”.

A poche ore dal terremoto la Rete si è mobilitata attraverso gesti di solidarietà, per esempio ricorrendo al crowdfunding, la raccolta fondi online.

Per esempio una delle piattaforme di crowdfunding più attive in Italia, Eppela,  si è attivata, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Lucca, per raccogliere fondi destinati ad aiutare le popolazioni colpite dal sisma che ha interessato l’area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, con epicentro nei pressi di Accumoli e Amatrice. Facebook ha attivato il servizio Safety Check che permettere agli utenti di far sapere ai propri cari d’essere incolumi. E su Twitter si susseguono gli hashtag, con numeri che dimostrano quanto il paese sia unito in caso di bisogno.

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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