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Sviluppo economico, tutti gli uomini (e le donne) della ministra Guidi

10 Mar 2014

La struttura organizzativa è cambiata pochi giorni prima dell’insediamento del ministro, che ha nominato Capo di Gabinetto Vito Cozzoli. Ha confermato Stefano Firpo alla segreteria tecnica. E ha chiamato come consulente il 76enne Piero Gnudi, a titolo gratuito.

Al Ministero dello Sviluppo Economico new entries e conferme sotto il governo Renzi.

All’indomani della sua nomina il neo ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, figlia di Guidalberto Guidi, già vicepresidente di Confindustria e membro di numerosi consigli di amministrazione tra cui Fiat e Ferrari, ha designato, quale Capo di Gabinetto, Vito Cozzoli, laureato nel 1988 in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma e dal 2006 capo dell’Avvocatura della Camera dei Deputati.

Cozzoli non è la sola new entry al ministero di Via Veneto. Con il ministro Guidi collaborerà, ma con una consulenza a titolo gratuito, Piero Gnudi, già ministro del Turismo e degli Affari regionali nel governo Monti, nonché presidente dell’Enel dal maggio 2002 all’aprile 2011.

Tra i moltissimi incarichi ricoperti da Gnudi, bolognese, classe 1938, quello di consigliere di amministrazione dell’Iri, di cui è stato presidente ed amministratore delegato nel 1999 e presidente del comitato dei liquidatori nel 2002.

È invece rimasto al suo posto Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo economico sotto i due governo precedenti. Laureato in Scienze politiche all’Università di Torino, specializzato post lauream in Economia internazionale alla London School of Economics, il quarantenne Firpo, che ha lavorato anche alla Banca centrale europea e per il gruppo Intesa Sanpaolo, ha diffuso di recente il bilancio degli ultimi due anni di attività del Mise. La sua conferma è stata accolta con favore da Italia Startup: il dirigente ripone grande fiducia in questi Stati Generali dell’ecosistema e la sua riconferma al Mise sarà garanzia di una forte presenza istituzionale.

In ogni caso, già pochi giorni prima dell’insediamento del nuovo ministro il 22 febbraio scorso, era cambiata la struttura organizzativa del Ministero dello Sviluppo Economico, come previsto dal Dpcm 5 dicembre 2013 (Regolamento di organizzazione, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 24 gennaio). Il riassetto del ministero rispondeva alle esigenze della spending review che predisponevano la riduzione del 20% dei dirigenti e del 10% del restante personale, con importanti risparmi sulla spesa corrente, riorganizzazione frutto del lavoro dell’ex ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e del suo staff. Risultati: è diminuito il personale, sono diminuiti i dirigenti e si è insediato il Segretario Generale, Antonio Lirosi.

Dirigente generale al Mise dal 1997, negli anni scorsi Lirosi è stato anche Mister Prezzi (Garante dei prezzi incaricato di attività di monitoraggio per arginare eventuali fenomeni speculativi) e di recente figurava tra i candidati a commissario Agcom (Agenzia per le garanzie nelle comunicazioni) dopo l’uscita di scena di Maurizio Dècina (poi sostituito da Antonio Nicita).

Al Segretario Generale, figura professionale scaturita ad hoc dal riassetto, è stato affidato il compito di assicurare l’unitarietà dell’azione amministrativa e l’integrazione delle strutture. In sostanza coordinerà il lavoro di 15 direzioni generali.

Per quanto riguarda appunto le Direzioni generali, quella per la Politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese è diretta da Maria Ludovica Agrò. Classe 1954, sposata, tre figli è, tra l’altro, anche delegato italiano al Comitato Industria dell’Ocse e Membro del Comitato Nazionale Anti contraffazione per il Made in Italy.

Alla Direzione generale per gli Incentivi alle imprese c’è invece Carlo Sappino. Tra le sue funzioni, definite proprio dal Dpcm 2013, c’è la gestione del Fondo per la crescita sostenibile;  la gestione di programmi e interventi per la ricerca e sviluppo e  l’innovazione tecnologica e la gestione delle agevolazioni nella forma del credito d’imposta per la ricerca, l’innovazione e l’assunzione di lavoratori. Reintrato al Mise nel 2012, Sappino era già stato capo del Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione fino all’agosto del 2008, quando fu sostituito da Aldo Mancurti. In precedenza aveva anche ricoperto il ruolo di  Direttore generale della Direzione per il coordinamento degli incentivi alle imprese (1997-2002).

Alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese c’è Rosario Aglieri Rinella.

Nell’ambito del riassetto del ministero è saltato l’incarico di capo Dipartimento alle Comunicazioni, che ha finora gestito il piano nazionale banda larga, ricoperto fino al 31 dicembre 2013 da Roberto Sambuco. Sambuco era stato riconfermato dal Cdm del 26 luglio scorso con un contratto a termine, deciso appunto in vista della riorganizzazione. Adesso Sambuco coordinerà da senior advisor l’attività della sede romana della Vitale & Associati, la merchant bank milanese di Guido Roberto Vitale appena sbarcata nella Città Eterna.

di Luciana Maci

  • Pier Luigi Caffese

    Sono spariti i Comitati di pilotaggio,ma non è sparita la SEN e non vedo idee innovative per creare jobs come il passaggio allo sviluppo duraturo e decarbonizzazione.L’energia che ha conosciuto Gnudi è finita per gas e shale gas bloccano il paese.Testa insiste a dire che il gas deve bilanciare le rinnovabili.Io dico sbagliato,è l’acqua che bilancia il tutto.Ne consegue che lo shale gas di Recchi Eni è sbagliato e non bastano 1000 libri verdi a dimostrare che lo shale in Italia è competitivo:è solo caro!

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