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EUROSCENARIO

Startup, perché l’incubatore più grande del mondo nascerà a Lisbona



Nella capitale portoghese nascerà Hub Criativo do Beato: 100mila metri dedicati a innovazione e imprenditoria, più grande di Station F. I primi spazi saranno aperti entro il 2018. Merito di un Paese che con 400 milioni di investimenti, sgravi fiscali e una rete di incubatori, potrebbe diventare la Silicon Valley europea

di Concetta Desando

14 Ago 2017


Dimenticate Station F. L’incubatore più grande mondo non sarà quello di Parigi. Nonostante le buone intenzioni di Macron, che ha annunciato un piano di investimento pubblico in startup e innovazione da 10 miliardi di euro, l’incubatore più grande al mondo sorgerà a Lisbona. Si chiama Hub Criativo do Beato: 100mila metri quadrati contro i 34 dell’incubatore francese, dedicati all’innovazione e all’imprenditoria. I primi spazi di 35mila metri dovrebbero già essere aperti nel 2018.

Perché Lisbona è una città così attraente per le startup

I lavori del nuovo Hub che sorgerà nel quartiere Do Beato, famoso per le attività industriali, è firmato dall’architetto Julian Breinersdorfer e, dietro il progetto, ci sono partnership con Mercedes e Factory Berlin, campus di startup di Berlino. Presto potrebbero arrivare altre collaborazioni con imprese del settore fintech, machine learning, entertainment e fashion.

Station F a Parigi, che cosa c’è dentro il più grande incubatore del mondo

L’immenso spazio sarà diviso in quattro macroaree dedicate a imprenditoria; industrie creative; innovazione e conoscenza; startup, scaleup e global company.

Con un progetto simile Lisbona potrebbe soffiare alle altre città europee il titolo di nuova capitale dell’innovazione e delle startup. Già nel 2016, Andrea Di Camillo, managing partner di P101, dopo il web summit (il più importante evento tecnologico al mondo) che si era tenuto proprio nella città lusitana, aveva spiegato a EconomyUp perché il Portogallo è un esempio da seguire anche per l’Italia: “Un Paese che fino a pochi anni fa era confinato al di fuori del radar dell’innovazione e della new economy europea, è riuscito a reinventarsi e a diventare il fulcro della futura rete delle startup continentali”.

Dopo Londra quale sarà la nuova capitale europea delle startup?

Il Portogallo, infatti, si sta rapidamente facendo strada nella geografia europea del mondo startup grazie ad una comunità di imprenditori molto vivace, ma non solo: a candidare il Portogallo come la Silicon Valley europea c’è una campagna annunciata tempo fa dal Segretario di stato all’industria João Vasconcelos, ovvero lo stanziamento di 400 milioni di euro di investimenti con Business Angel e venture capital, sgravi fiscali per gli investitori, una rete di oltre 80 incubatori certificati e un piano di sviluppo per portare la banda larga in tutta la nazione, comprese le scuole.

In particolare a Lisbona,  l’ecosistema delle startup è in forte espansione. La capitale portoghese, del resto, aveva già ricevuto nel 2015 il titolo di “European entrepreneurial region” dal Comitato delle regioni europeo, mentre la Startup Europe Partnership ha confermato che il mercato portoghese, pur essendo ancora molto giovane, sta crescendo molto velocemente. Anche grazie agli interventi governativi: il programma “Empresa na Hora” consente ad esempio di costituire un’azienda compilando un unico modulo, e per tre anni si ottiene l’esenzione dalle tasse.

Inoltre, la vita è decisamente molto meno cara rispetto a Londra e Parigi: un motivo in più per i giovani imprenditori che vogliono fondare qui la loro startup. Che, fra poco, potrà usufruire anche del nuovo Hub Criativo do Beato.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network