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Finanziamenti

Startup e soldi pubblici: Ponrec svela tutto, Invitalia invoca la privacy

di Luciana Maci

12 Mar 2014

Miur e Mise spiegano in un sito l’impiego dei fondi europei 2007/2013 con la lista di tutti i progetti, beneficiari e contributi erogati. Invece l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti non rivela i nomi dei 144 selezionati per Smart&Start: “Chiederemo all’ufficio legale”

Trasparenza e pubblica amministrazione: in certi casi vanno a braccetto, in altri meno. Capita così che alcune PA scelgano di mettere oline ogni tipo di informazione su tutti i progetti in corso di finanziamento, mentre altre preferiscano non farlo, trincerandosi dietro misteriose ragioni di privacy. Ma se i soldi pubblici che finiscono nelle casse di una startup sono appunto pubblici, cioè prelevati dalle tasche del cittadino, sembrerebbe legittimo far conoscere a questo cittadino quali realtà imprenditoriali ha contribuito a finanziare con le proprie tasse.

Hanno deciso di percorrere la strada della trasparenza Miur e Mise quando hanno scelto di raccontare online tutto quello che si sta facendo con i fondi europei per la ricerca erogati per il periodo 2007/2013. Nel sito inaugurato da poco, ponrec.it, è illustrato il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 (detto appunto PON “R&C”), In pratica i due dicasteri ci spiegano come hanno gestito i Fondi strutturali europei: un totale di oltre 6 miliardi di euro destinati principalmente al sostegno delle attività di ricerca e innovazione nelle 4 Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Puglia, Calabria, Sicilia, Campania). La sezione più interessante del sito si chiama, non a caso, Open Data, e si apre con un’ esplicita dichiarazione di intenti: “In una logica di Open Governement le amministrazioni mettono al centro la comunicazione ed il dialogo con il cittadino, aprendo al confronto diretto e partecipato. Il PON REC sceglie il modello “OPEN” e il ricorso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione rendendo disponibili ed utilizzabili dati e informazioni a garanzia di trasparenza e condivisione”.

Risultato: sotto il capitolo “Progetti finanziati” si può leggere la lista dettagliata di tutte le iniziative a cui hanno contribuito i ministeri, con nome della società destinataria del finanziamento, linea di intervento a cui fa riferimento il finanziamento, beneficiari, costo totale del progetto e contributo PON R&C. Tutto rigorosamente “open” per chi abbia necessità, voglia e tempo di sfogliare il lungo elenco, con dati aggiornati al 31 dicembre 2013. Cliccando ulteriormente sul nome del beneficiario è visibile un grafico che delinea la quota di intervento pubblico e segnala se ci sono stati contributi di altra provenienza.

In tutto sono 2.914 i progetti finanziati (per un totale di 4.977 beneficiari). Il costo complessivo supera i 7,3 miliardi di euro.

Un po’ meno “open” sono invece i dati diffusi da Invitalia. Chi non ricorda il programma Smart&Start? Facile, perché il debutto, a settembre scorso, fu una vera e propria defaillance. Il progetto per nuovi incentivi alle startup innovative del Mezzogiorno partì a settembre: per concorrere all’assegnazione di una quota dei 190 milioni di euro a disposizione i partecipanti potevano iscriversi esclusivamente online. E le proposte venivano esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo. Così il primo giorno il portale venne letteralmente preso d’assalto, la piattaforma andò in tilt, ne derivarono proteste e polemiche e persino un’interrogazione di Francesco Russo, senatore del Pd. Tanto rumore per nulla, perché i soldi ci sono ancora e la possibilità di iscriversi anche. Questo perché, fa sapere l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia) –  incaricata dal Ministero per lo Sviluppo Economico di gestire il programma con decreto Mise 6 marzo 2013 – “ad oggi è impegnato circa il 10% dei 203 milioni messi a disposizione dal Mise”. Si parla di 203 milioni perché nel frattempo alla quota iniziale si sono aggiunti 13 milioni stanziati di recente per i Comuni del Cratere Sismico Aquilano, quindi per gli imprenditori attivi nelle aree colpite dal sisma, che dal 3 febbraio scorso sono inclusi nelle aree agevolate”

Intanto Invitalia non ha perso tempo e ha già finanziato 144 iniziative. Benissimo: nonostante la partenza iniziale, il progetto sta dando i suoi frutti. Ma chi sono questi 144? Non è dato saperlo. O meglio Invitalia sceglie di citarne solo due: Drone Design, società di Ginosa (Taranto), che ha ottenuto agevolazioni per 142.088 euro per la realizzazione di droni per il settore agricolo; e Vera Salus Ricerca di Viagrande (Catania), che ha ricevuto 137.438 euro per attività di ricerca finalizzata allo sviluppo di prodotti diagnostici in campo oncologico (marcatori tumorali). E le altre 142 iniziative selezionate e finanziate su circa 800 domande presentate?

A Invitalia sostengono di avere un accordo con gli imprenditori per cui i loro nomi possono essere diffusi, ma occorre rispettare una procedura che tutela la privacy e il trattamento dei dati. Per diffondere i nominativi, proseguono, è necessario attivare l’ufficio legale: i tempi della procedura restano incerti. Ma chi chiede soldi pubblici perché non dovrebbe essere disponibile a rivelare pubblicamente chi è, qual è il suo progetto e quanto ha ricevuto dallo Stato? Per Ponrec.it è stato facile. Per Invitalia sembrerebbe di no.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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