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Startup che possono accelerare la transizione energetica: ecco 7 realtà della sostenibilità



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Dai nano-rivestimenti alla manutenzione predittiva, dal fotovoltaico intelligente alla bioenergia: la Call4Innovation 2025 “Boosting the Energy Transition” della Fondazione NEST ha premiato 7 realtà. Ecco quali

Pubblicato il 13 mar 2026



Startup della sostenibilità e della transizione energetica
Startup della sostenibilità e della transizione energetica


In sintesi

  • Nel 2025 gli investimenti globali nell’energia hanno raggiunto 3.300 miliardi di dollari, di cui circa 2.200 miliardi per tecnologie pulite; in Italia il cleantech ha raccolto 243,3 milioni di euro (54 deal).
  • La sfida è trasformare ricerca in casi d’uso industriali: la Call4Innovation 2025 di Fondazione NEST ha scelto sette progetti per proof of concept finanziati fino a 50.000 euro ciascuno con partner industriali.
  • Le sette realtà selezionate — Biotitan Nanotechnology, eMomentum, PowerEmp, Seares, Becquerel Institute Italia, DOMOPTI, BioGold Energy — coprono nano‑coating, manutenzione predittiva, power quality, blue economy, fotovoltaico, AI per gestione energetica e bioenergia da rifiuti.
Riassunto generato con AI

Le startup possono dare un contributo importante alla transizione energetica.

Nel 2025 gli investimenti globali nell’energia hanno raggiunto 3.300 miliardi di dollari, con 2.200 miliardi concentrati su tecnologie pulite, reti, accumulo, elettrificazione ed efficienza. In Italia il cleantech ha toccato un nuovo record nel venture capital, con 243,3 milioni di euro raccolti in 54 deal. In questo scenario, la sfida non è più soltanto far nascere startup, ma portarle dentro casi d’uso industriali reali. È il terreno su cui si muove Fondazione NEST, che ha selezionato sette realtà innovative per sviluppare proof of concept sulla transizione energetica.

Dalla ricerca al mercato: dove si gioca la partita

La transizione energetica ha bisogno di grandi impianti, reti più robuste e politiche industriali coerenti. Ma ha bisogno anche di startup. Per una ragione semplice: sono spesso loro a occupare gli spazi che le grandi aziende faticano a presidiare con rapidità, soprattutto quando si tratta di digitalizzare infrastrutture, migliorare l’efficienza, valorizzare dati energetici o rendere scalabili tecnologie nate nei laboratori.

I numeri aiutano a capire il contesto. Secondo l’International Energy Agency, nel 2025 gli investimenti globali nell’energia hanno toccato quota 3.300 miliardi di dollari; di questi, circa 2.200 miliardi sono andati a rinnovabili, nucleare, reti, accumulo, combustibili a basse emissioni, efficienza ed elettrificazione. È il doppio rispetto a quanto destinato ai combustibili fossili.

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo con maggiore decisione. Il Cleantech for Italy 2025 Annual Briefing parla di 243,3 milioni di euro investiti nel cleantech nel 2025, distribuiti su 54 operazioni: un massimo storico, che vale il 16,4% di tutto il venture capital italiano. In pratica, una quota crescente dell’innovazione finanziata nel Paese passa da energia, clima, materiali e decarbonizzazione.

Il punto, però, è un altro: trasformare queste tecnologie in sperimentazioni concrete. È esattamente qui che si colloca la Call4Innovation 2025 “Boosting the Energy Transition” di Fondazione NEST, che ha raccolto oltre 200 candidature e, con il supporto dell’Innovation Board composto da Veolia, Gruppo FS, Snam, Duferco ed Eurac Research, ha selezionato sette realtà da accompagnare in progetti pilota finanziati fino a 50 mila euro ciascuno. La premiazione si è svolta a Roma nell’ambito dell’evento nazionale NEST del 19 e 20 febbraio 2026. Ecco quali sono e cosa fanno le startup.

Sette startup per la transizione energetica

Biotitan Nanotechnology

Biotitan è una realtà italiana che lavora sulle nanotecnologie applicate alle superfici. Sviluppa trattamenti e coating per metalli, vetri, tessuti, pavimenti e altri materiali, con soluzioni che puntano a migliorare protezione, pulizia, resistenza e durata. Tra i prodotti messi in evidenza sul sito ci sono rivestimenti anti-corrosione, trattamenti idrorepellenti e soluzioni certificate con proprietà antibatteriche e antivirali. In chiave transizione energetica, il valore sta nel ridurre uso di acqua, detergenti e manutenzione, allungando il ciclo di vita dei materiali e contenendo i consumi indiretti.

La struttura industriale fa capo a True Energy Advisory ed è molto orientata all’applicazione pratica, più che alla sola ricerca di laboratorio. La startup italiana è impegnata nello sviluppo di nano-coating sostenibili per edilizia, industria e ambienti ad alta intensità d’uso.

eMomentum

eMomentum è una startup con sede legale a Milano e sede operativa a Caserta che si concentra sulla manutenzione predittiva intelligente per impianti industriali e infrastrutture. La sua proposta combina sensori IoT non invasivi, modelli di AI e supporto di esperti per monitorare gli asset motorizzati, anticipare i guasti e ridurre sia i fermi macchina sia gli sprechi energetici. Sul sito l’azienda insiste molto su un concetto: macchine degradate o gestite male consumano più energia, aumentano i costi e producono emissioni evitabili.

È un approccio interessante perché sposta la manutenzione da voce di costo a leva di sostenibilità. eMomentum parla di riduzione dei downtime imprevisti, taglio dei costi di manutenzione e diminuzione dei consumi energetici grazie a una logica predittiva e prescrittiva.

PowerEmp

PowerEmp nasce a Firenze nel 2021 come spin-off riconosciuto dell’Università degli Studi di Firenze. Lavora su monitoraggio energetico e power quality. L’azienda sviluppa hardware, software e servizi per raccogliere dati di consumo, analizzare la qualità dell’energia elettrica, individuare anomalie e supportare strategie di efficienza.

Sul sito ufficiale compaiono Pedro Colomina come CEO, Libero Paolucci come co-founder e head of R&D e Francesco Grasso come consulente scientifico. La timeline aziendale segnala origini accademiche nel 2018, un primo brevetto Smart Plug nel 2019, la nascita ufficiale di PowerEmp nel 2021 e lo sviluppo del sistema Aladin per la diagnostica di power quality nel 2022. In questo caso, la transizione energetica passa da una parola chiave spesso trascurata: qualità dell’energia. Perché una rete più elettrificata, distribuita e intermittente ha bisogno anche di misura, controllo e diagnostica più sofisticati.

Seares

Seares è una startup toscana attiva nella blue economy. È stata fondata nel 2018 e ha sede a Pisa. Sviluppa soluzioni di ormeggio evolute, sistemi di monitoraggio in tempo reale e tecnologie per strutture galleggianti, con applicazioni che vanno dai porti e dalle marine fino all’acquacoltura e alle infrastrutture offshore. Questa realtà è impegnata a rendere l’ormeggio più sicuro, durevole e sostenibile, con un’attenzione specifica anche all’energy saving e all’integrazione con le energie rinnovabili.

Nel gennaio 2025 ha annunciato un round complessivo da 2,2 milioni di euro per accelerare l’innovazione nella blue economy.

Becquerel Institute Italia

Becquerel Institute Italia non è una startup classica, ma la branch italiana di una società internazionale di consulenza e ricerca specializzata nel fotovoltaico. Il Becquerel Institute è stato fondato a Bruxelles nel 2014 e nel marzo 2025 ha annunciato l’apertura di una sede a Trento per rafforzare la sua presenza sul mercato italiano. La guida della branch italiana è affidata a David Moser, managing partner con una lunga esperienza nel settore della qualità, affidabilità e ottimizzazione dei sistemi fotovoltaici.

Il focus è migliorare performance, gestione, operations and maintenance degli impianti solari, anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale. È una direzione molto coerente con la fase attuale del fotovoltaico: non basta installare, bisogna anche far funzionare meglio, più a lungo e con costi operativi più bassi. Ed è proprio in questa intersezione tra ricerca, mercato e industria che il Becquerel Institute costruisce il proprio posizionamento.

DOMOPTI

DOMOPTI è uno spin-off del Politecnico di Milano nato per portare l’intelligenza artificiale nella gestione energetica di case, uffici e imprese. La società ha sede a Uboldo, in provincia di Varese, e sviluppa soluzioni software capaci di coordinare consumi, accumulo, fotovoltaico, dispositivi smart e mobilità elettrica. L’obiettivo è trasformare sistemi oggi frammentati in un ecosistema integrato e governato da un “cervello energetico”.

Paolo Ceriani è CEO, Davide Zanatta CTO, mentre i founder sono Sonia Leva, Giampaolo Manzolini ed Emanuele Martelli. Il prodotto di punta è OPTIM-ON, descritto come software di ottimizzazione AI-driven per il residenziale, capace di apprendere abitudini, coordinare asset energetici e ridurre sprechi e costi. In un mercato che va verso case intelligenti, comunità energetiche e maggiore elettrificazione, DOMOPTI presidia uno dei nodi più promettenti: l’orchestrazione dei flussi energetici distribuiti.

BioGold Energy

BioGold Energy ha sede a Nairobi, in Kenya, e lavora sulla trasformazione di rifiuti agricoli e biomasse residuali in combustibili puliti, come briquettes e pellet, oltre a progettare e vendere macchinari per briquettazione e pelletizzazione. Il sito racconta una missione molto esplicita: trasformare gli scarti in energia pulita per l’Africa, riducendo la dipendenza da carbone e legna e costruendo filiere locali di bioenergia.

Nel team compaiono Anthony Ochieng, founder e CEO, e Kennedy Odhiambo, head of operations. Accanto alla produzione di combustibili e macchinari, BioGold offre anche training e capacity building, con un modello che unisce manifattura, formazione e impatto sociale. È una dimensione importante, perché ricorda che la transizione energetica non è solo una questione di decarbonizzazione, ma anche di accesso, affordability e sviluppo territoriale. .

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