Sanificazione ambienti: così una startup passa dalle serre agricole alla lotta al coronavirus | Economyup

FASE 2

Sanificazione ambienti: così una startup passa dalle serre agricole alla lotta al coronavirus



Fondata un anno fa a Trapani per ricavare acqua dall’umidità, ha già applicato il suo sistema a una serra. Ma il processo richiede anche la sanificazione da batteri e virus. Così la realtà innovativa sta usando la tecnologia di un’azienda americana per proporre soluzioni utili in tempi di Covid-19

di Luciana Maci

14 Apr 2020


Sanificazione ambienti: ci sta lavorando Saba Technology (qui il team a Smau 2019)

È nata per risolvere i problemi legati alla siccità e sta provando ad affrontare quelli relativi alle misure di sanificazione dell’aria contro il coronavirus. Si chiama Saba Technology, è stata la prima startup innovativa fondata a Trapani, ha meno di un anno di vita e sta cercando di cogliere il “momentum” grazie a una partnership con un’azienda americana che propone macchinari per sanificare l’aria. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Come è nata e cosa fa Saba Technology

Saba Technology è stata costituita il 13 aprile 2019 da Salvatore Bascio e Claudia Volpe, una coppia di coniugi di Campobello di Mazara, con l’obiettivo di produrre acqua dall’umidità. La società è nata dopo tre anni di studi realizzati in collaborazione con ingegneri e ricercatori. Nel 2018 ha presentato il primo prototipo test, chiamato “Easy Drop”, in grado di produrre 35 litri d’acqua per 11 ore d’attività, ricavandola dall’umidità presente in atmosfera. Poi è arrivato il finanziamento di Invitalia, che ha concesso 1 milione di euro, e contestualmente la costituzione in startup innovativa.

Easy Drop 35 in realtà non è mai stato commercializzato, perché l’impresa siciliana ha preferito concentrarsi sul prodotto da 300 litri, in quanto può interessare aree più vaste afflitte dalla crisi idrica in Medio Oriente o in Asia. Non a caso la proposta ha già ricevuto manifestazioni di interesse in Egitto e in Kuwait. Inoltre Saba Technology è stata chiamata dal Cnr a partecipare all’Expo 2020 a Dubai: l’organismo presenterà un orto botanico irrigato con le macchine della startup.

Dopo la nascita, hanno collaborato con la realtà innovativa alcuni ricercatori internazionali legati al mondo dell’acqua, tra cui Maurizio Carrera. La prima applicazione è stata nel contesto agricolo: in Sicilia è già nata una serra alimentata con Easy Drop 300.

La serra intelligente che auto-produce l’acqua

Si chiama IntelGreenHouse, è in grado di condensare dall’atmosfera acqua a sufficienza per irrigare una serra di 600 metri quadrati grazie al sistema Easy Drop, e si autoalimenta da fonti rinnovabili solare ed eolico. 

Lampade a led debatterizzanti sono in grado di riprodurre la luce naturale del giorno velocizzando i processi di fotosintesi delle colture. Inoltre, attraverso l’ausilio di sensori innovativi e software di ultima generazione, è possibile gestire la serra da remoto. “Ci sono sensori che vanno ad analizzare il fabbisogno di sostanze del terreno – chiarisce il project manager Salvatore Bascio parlando con EconomyUp – dopodiché l’acqua viene fertilizzata dal sistema attraverso l’IoT. Il Bluetooth dà il segnale alla centralina che gestisce l’impianto di irrigazione”.

Il volume interno della serra è sanificato e debatterizzato grazie a tecnologia trivalente indoor, in modo da proteggere le colture e garantire la corretta qualità dell’aria. L’acqua infatti deve necessariamente subire una sanificazione prima di poter essere utilizzata per l’irrigazione di ortaggi e legumi.

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Ed è facendo leva su questo concetto che la startup italiana intende evolversi.

Sanificazione degli ambienti: il nuovo percorso di Saba Technology

“L’acqua ricavata dall’umidità – spiega Bascio – necessita prima di sanificazione da virus e batteri, per poi passare alla fase di potabilizzazione e di mineralizzazione. Noi stiamo implementando, e siamo quasi pronti, a presentare un brevetto di utilizzo che ‘comprime’ l’aria, in modo che quella messa in circolo venga continuamente sanificata”. In particolare Saba Technology ha presentato un brevetto per sanificazione degli ambienti in treni e mezzi pubblici. In pratica consiste in un sistema che accelera il processo di ossidazione e decomposizione di virus e materiali organici presenti all’interno dei convogli.

La tecnologia utilizzata dalla startup è quella di un’azienda americana, Aerus, con la quale la realtà italiana ha stretto una collaborazione.

Gli americani hanno realizzato un involucro che comprime l’aria in modo da garantire la sanificazione al 94/95% di quella che passa dal condotto. “La tecnologia non ha certificazione CE – dice il project manager di Saba Technology – perciò noi abbiamo studiato il sistema, l’abbiamo fatto evolvere e migliorato. Grazie a questi interventi, ora l’aria compressa esce dalle condotte di aerazione sanificata al 100%”.

Oltre che per i mezzi di trasporto, Bascio assicura che è utilizzabile anche per gli impianti di condizionamento di ospedali e edifici.

“Fino a pochi mesi fa – commenta – in Europa c’era solo un mercato privato, adesso l’interesse è maggiore. In Italia stiamo contribuendo ad aprire un discorso. Non esiste al momento una normativa sulla sanificazione dell’aria. Purtroppo evidenze scientifiche ci dicono che, nelle sale operatorie, il 30% per cento della mortalità è dovuto a batteri e virus. Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, siamo convinti che molte vite si sarebbero salvate se avessimo attuato procedure di sanificazione degli ambienti sanitari”.

Per il momento alla startup è stato chiesto di avviare la sanificazione del presidio Covid a Trapani. “Stiamo collaborando con l’Università di Palermo per implementare la nostra strategia. Vogliamo salvaguardare medici e infermieri, oltre naturalmente ai malati e a tutti gli altri cittadini”.

Luciana Maci

Scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp.…