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Il Report

Ricerca&Sviluppo, in Italia una società su 5 è una startup

28 Apr 2016

Le startup innovative sono 5.439. Crescono i dipendenti, anche se ci sono ancora poche donne. Nell’aggiornamento trimestrale di Infocamere c’è anche un altro dato interessante: le nuove imprese rappresentano il 22,9% di tutte le società di capitali impegnate in attività di R&S

Aumenta del 5,8% il numero delle startup innovative nei primi tre mesi del 2016 e crescono anche i posti di lavoro creati (+21,9% da settembre a dicembre 2015), ma la presenza femminile non è ancora adeguata, mentre spicca la presenza giovanile, più significativa rispetto alle altre realtà imprenditoriali “non startup”. Sono attive soprattutto nei servizi alle imprese (72%) e stanno assumendo un ruolo centrale nel mondo della ricerca: il 22,9% delle società di capitali che operano nelle attività di R&S sono startup innovative. La Lombardia resta la regina delle startup (ne ospita 1183), ma è il Trentino-Alto Adige la regione con la più elevata incidenza di startup in rapporto alle società di capitali. Sono i principali elementi che emergono dal report elaborato da Infocamere, relativo al primo trimestre 2016, sulle startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese. (Qui è scaricabile il report completo di InfoCamere sulle startup innovative in Italia). Vediamo gli elementi principali.

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Quante sono le startup italiane – In Italia ci sono quasi 5.500 startup, che rappresentano soltanto lo 0,35% di tutte le società di capitali del Paese. A fine marzo 2016 il numero delle startup innovative risulta pari a 5.439, in aumento di 296 unità rispetto alla fine di dicembre dello scorso anno (+5,8%). Le startup rappresentano lo 0,35% del milione e mezzo di società di capitali italiane. Il capitale sociale delle startup è pari complessivamente a poco più di 277 milioni di euro, che corrisponde in media a 51mila euro a impresa (il capitale medio è caratterizzato da un aumento rispetto al trimestre precedente pari al 7,3%).

In quali settori operano le startup – Soprattutto nei servizi. Sotto il profilo settoriale, circa il 72% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese. In particolare prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione software e consulenza informatica, 30%; attività di R&S, 15,1%; attività dei servizi d’informazione, 8,1%. Il 18,8% opera nei settori dell’industria in senso stretto: fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,8%; fabbricazione di macchinari, 3,3%; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 2,2%. Il 4,2% delle startup opera nel commercio. Il peso delle nuove imprese innovative sulle società di capitali del comparto è più elevato della media (pari allo 0,35%) nei servizi alle imprese (1,1%) e nell’industria in senso stretto (0,45%). In particolare il report di InfoCamere evidenzia che il 22,9% delle società di capitali che operano nelle attività di R&S sono startup innovative. Rilevante è anche la quota di startup innovative fra le società dei servizi di produzione di software (6,6%).

Come sono composte le società– Le startup con una compagine societaria a prevalenza femminile sono 730, il 13,4% del totale delle startup innovative, contro un rapporto del 16,7% se si prendono in esame le società di capitali femminili sul totale delle società di capitali. Le società in cui almeno una donna è presente nella compagine societaria sono 2.416 (44,4% del totale startup, quota inferiore a quella delle società di capitali con presenza femminile, 49,9%). Le startup a prevalenza giovanile (under 35) sono 1.207, il 22,2% del totale, quasi il quadruplo rispetto alla quota delle società di capitali con prevalenza giovanile (6,4%). Le società in cui almeno un giovane è presente nella compagine societaria sono 2.108 (38,8% del totale startup, contro un rapporto del 13,1% se si considerano le società di capitali con presenza giovanile). Le startup con una compagine societaria a prevalenza straniera sono 130, il 2,4% del totale, una quota inferiore a quanto accade per le società di capitali estere (4,2%). Le società in cui almeno uno straniero è presente sono 670, il 12,3% del totale; tale quota è superiore a quella delle società di capitali con presenza straniera (10,4%).

Qual è la distribuzione geografica delle startup – In valore assoluto la Lombardia è la regione che ospita il numero maggiore di startup innovative: 1.183, pari al 21,8% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 625 (11,5%), il Lazio 548 (10,1%), il Veneto 404 (7,4%) e il Piemonte 365 (6,7%). In coda alla classifica la Basilicata con 41, il Molise con 20 e la Valle d’Aosta con 13 startup. Il Trentino-Alto Adige è la regione con la più elevata incidenza di startup in rapporto alle società di capitali con 96 startup ogni 10mila società di capitali. Seguono le Marche con 68, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna con 57; tale quota è più contenuta in Lombardia (37). In valore assoluto Milano è la provincia che ospita il numero maggiore di startup innovative: 802, pari al 14,8% del totale. Seguono Roma con 475 (8,7%), Torino 273 (5%), Napoli 172 (3,2%) e Bologna 154 (2,8%). Superano le 100 startup anche le province di Firenze, Modena, Trento, Bari e Brescia. Se si considera il numero di startup in rapporto al numero di società di capitali presenti nella provincia, Trento figura al primo posto con 127 startup ogni 10mila società di capitali; seguono Trieste con 121, Ancona e Ascoli con 95. Milano e Roma non rientrano fra le prime dieci province.

A quante persone danno lavoro le startup – Sotto il profilo occupazionale, le 2.261 startup con dipendenti impiegano a fine dicembre 2015 6.524 persone (in aumento di 1.173 unità rispetto a fine settembre, +21,9%), in media 2,9 dipendenti per ogni impresa, mentre almeno la metà delle startup con dipendenti ne impiega al massimo due. A fine marzo 2016 sono 21.118 i soci nelle 5.304 startup innovative con almeno un socio (in aumento di 1.161 unità rispetto a fine dicembre, +5,8%). È ipotizzabile che i soci siano coinvolti direttamente nell’attività d’impresa. In media ogni startup presenta 4 soci, la metà ne presenta un massimo di 3; si tratta di valori superiori rispetto a quelli del complesso delle società di capitali.

Quanto producono le startup – Il valore della produzione media, calcolato sulle 2.821 startup innovative delle quali si dispone dei bilanci sull’esercizio 2014, è pari a 116mila euro; ma tra queste, metà ha prodotto nel 2014 fino a poco più di 22mila euro. L’attivo è pari in media a circa 220mila euro a impresa, ma per la metà delle startup innovative per cui è stato possibile rilevare tale valore, esso si posiziona a poco più di 63mila euro. Complessivamente le startup innovative hanno registrato una produzione pari a poco più di 328 milioni di euro nel 2014 (valore calcolato sulle 2.821 imprese per le quali si dispone dei bilanci sull’esercizio), mentre il reddito operativo complessivo è negativo per poco più di 61 milioni di euro. Elevato risulta il grado di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale: il rapporto è pari al 29,7% (quasi cinque volte maggiore rispetto al rapporto medio delle società di capitali, 6%). Nel 2014, prevale la quota percentuale di startup innovative che registra una perdita: 56,8% contro la restante quota (43,2%) che segnala un utile di esercizio. Gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi, ma se ci si riferisce soltanto alle imprese in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli delle altre società di capitali. La struttura finanziaria delle startup innovative è lievemente migliore di quella delle società di capitali. Situazione inversa per le startup in utile, che sono caratterizzate da una situazione finanziaria peggiore della media delle società di capitali. Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 15 centesimi di valore aggiunto, un dato più basso di quello delle società di capitali (21 centesimi). Limitatamente alle imprese in utile, le startup generano, invece, più valore aggiunto rispetto alle società di capitali (33 centesimi contro 21). (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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