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Startup innovative, solo una su tre ha un sito che funziona

27 Apr 2016

Soltanto 6 su 10 delle nuove imprese iscritte al Registro delle Camere di Commercio hanno dichiarato di avere un sito. Tre siti su 10 non funzionano e solo uno su due è ottimizzato per il mobile. Sono le sorprese che emergono da un’indagine di Instilla, società specializzata in marketing digitale.

Una startup innovativa su tre ha un sito che non funziona. È quanto emerge dal Report Startup SEO 2016 R1 elaborato da Instilla, giovane società, essa stessa startup innovativa, impegnata a ottimizzare i processi del marketing digitale.

Instilla ha preso in esame le 5143 imprese iscritte nel registro delle startup innovative tenuto dalle Camere di Commercio, basandosi sui dati aggiornati al 31 dicembre 2015. La fotografia, realizzata in collaborazione con il venture accelerator Nuvolab,  restituisce l’immagine di un ecosistema che, paradossalmente, sembra non avere troppa dimestichezza con i siti web. Solo sei startup su dieci hanno dichiarato di avere un sito, di questi siti tre sue dieci non funzionano e solo uno su due è ottimizzato per il mobile. Alla fine i siti che raggiungono le performance minime degli standard di Google sono il 15%, ovvero quelli di sole 458 startup. (Qui è possibile scaricare il report completo di Instilla)

Ma vediamo i dati nel dettaglio. Sul totale delle startup del Registro, 2998 (il 58,3%) hanno indicato di avere un sito web. Di queste, solo 2167 (il 72,3%) risulta avere un sito funzionante a marzo 2016. Di conseguenza il 27,7% ha siti web non funzionanti, che possono essere classificati in tre categorie: non accessibili (per un errore interno o un timeout del server); dominio scaduto o in vendita; sito web in costruzione.

Altro dato sorprendente è che la percentuale di siti web non funzionanti cresce con il passare degli anni: dal 14,3% del 2009 al 30,7% del 2015.

Va male anche con il Google Mobile Friendly Test,  che consente di scoprire se Google riconosce il sito web come responsive, ovvero ottimizzato per la visualizzazione da smartphone e tablet. Risulta che solo il 68,1% dei siti web funzionanti (ovvero il 49.2% del totale dei siti web dichiarati) supera il Google Mobile Friendly Test. In questo caso emerge tuttavia un trend positivo dei siti web responsive sul totale dei funzionanti, che passano dal 16,7% nel 2009 al 67,5% nel 2015.

Anche la velocità da mobile è una nota dolente. Instilla ha utilizzato il Google Mobile Page Speed Test, che analizza la velocità di caricamento delle pagine del sito web da smartphone e tablet. Un indice di Mobile Page Speed ottimale è uguale o superiore a 70/100 mentre un indice inferiore a 60/100 è considerato da Google come non sufficiente per una buona esperienza utente. Dei siti web dichiarati dalle startup che hanno passato il test di responsiveness solo il 31,2% ottiene un punteggio sufficiente di Mobile Page Speed, ovvero il 15,3% delle dichiarate.

Se la presenza mobile è indice di digitalizzazione, da questa analisi emergono certamente forti indizi che portano a pensare che le startup italiane iscritte nel Registro delle Startup Innovative non siano digitali” commenta Paolo Meola, Ceo di Instilla.

 

“Un’azienda, soprattutto se ritenuta innovativa e aderente alle indicazioni del decreto – scrive Emil Abirascid, direttore di StartupBusiness, nella prefazione al report – non può non avere un sito web che non è funzionante perché ciò indica una mentalità inefficiente, poca attenzione verso il proprio business, inconsistenza del progetto. Se i siti web delle startup del registro sono non funzionanti o non appropriati nella misura in cui rileva la ricerca di Instilla è ulteriore cartina tornasole della inconsistenza di tale registro, che evidentemente ospita nelle sue file tante aziende che di innovativo hanno ben poco, quando invece una politica seria a sostegno delle startup innovative dovrebbe lavorare per sostenere quelle, anche se poche, che mostrano potenzialità di crescita, impegno e volontà di emergere”. 

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