Quando lo Stato garantisce per le startup: come funziona il Fondo di Garanzia | Economyup
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Accesso al credito

Quando lo Stato garantisce per le startup: come funziona il Fondo di Garanzia

21 Ago 2015

È un’agevolazione del Mise per Pmi e nuove imprese innovative. Lo Stato si fa garante di una quota – fino all’80% – del prestito erogato dalle banche alle attività imprenditoriali. Ecco una mini-guida

Usufruire di una garanzia statale in grado di aumentare la possibilità di ottenere dalle banche il credito necessario per la propria impresa: è lo scopo del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi, strumento istituito con la legge numero 662 del 1996, operativo dal 2000 e da giugno 2013 destinato anche alle startup innovative e agli incubatori certificati.

La garanzia del Fondo è una agevolazione del Ministero dello Sviluppo economico, finanziata anche con le risorse europee dei Programmi operativi nazionale e interregionale 2007-2013, che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari alle imprese sopra elencate. Il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e impresa. Tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc. ecc. sono lasciati alla contrattazione tra le parti. Ma sulla parte garantita dal Fondo non possono essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie.

Strumento di sostegno basato sulla combinazione pubblico-privato, il Fondo di garanzia si è rivelato particolarmente importante per le startup che, essendo realtà imprenditoriali appena avviate, incontrano solitamente notevoli difficoltà a ricevere prestiti dalle banche. Ma come si utilizza questo strumento forse ancora poco conosciuto? Ecco una breve guida per orientarsi.

A cosa serve il Fondo di Garanzia?

A favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese, delle startup innovative e degli incubatori certificati,  mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali  portate dalle imprese. Rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia l’impresa non ha un contributo in denaro, ma la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.

Quando è il caso di ricorrervi?

Quando ci sono in previsione progetti d’investimento e/o quando si ha bisogno di uno strumento che agevoli l’accesso al credito.

A chi è destinato?

Alle imprese che rispettano questi tre requisiti preliminari: massimo 250 occupati, fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, bilancio inferiore ai 43 milioni di euro. L’impresa deve essere in grado di rimborsare il finanziamento garantito, perciò deve essere considerata economicamente e finanziariamente sana sulla base di appositi modelli di valutazione che utilizzano i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi. Le startup sono invece valutate sulla base di piani previsionali.

Quali operazioni garantisce e in quale misura?

L’intervento è concesso, fino ad un massimo dell’80% del finanziamento, su tutti i tipi di operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, tanto per liquidità che per investimenti. Il Fondo garantisce a ciascuna impresa un importo massimo di 2,5 milioni di euro, da utilizzare anche attraverso più operazioni. Considerando che una startup è tale quando non supera i 5 milioni di fatturato annuo, appare evidente che l’importo di garanzia è elevato, ma in ogni caso non potrà coprire più dell’80% dell’ammontare del finanziamento o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia nel caso di controgaranzia. Il restante 20% tocca al creditore, cioè la banca, che tuttavia resta incentivata a sostenere la startup, tenendo conto che non rischia più l’intera cifra ma soltanto un quinto.

A chi bisogna presentare la domanda?

L’impresa non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo. Deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda. In alternativa, l’impresa si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo. Tutte le banche sono abilitate a presentare le domande mentre occorre rivolgersi ad un Confidi accreditato.

Perché il Fondo è particolarmente importante per le startup?

In parte è già stato spiegato sopra. Inoltre sia le startup sia gli incubatori regolamente registrati, che quindi corrispondono ai requisiti di legge, non solo possono attingere a questo fondo, ma per loro è anche più semplice. Le pratiche sono lette secondo piani previsionali, la garanzia è concessa a titolo gratuito ed è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni.

Quali sono i tempi di risposta?

Il Mise sostiene che le procedure sono snelle e veloci: in tempi rapidi (che però non vengono quantificati) sono verificati i requisiti di accesso ed è adottata la delibera. L’impresa viene informata vie email sia della presentazione della domanda sia dell’adozione della delibera.

Dove posso trovare ulteriori informazioni?

Nel sito web del Mise, alla pagina dedicata al Fondo di Garanzia. Ulteriori dettagli si trovano in questa guida pubblicata dal Mise a febbraio 2014.

(L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

  • Anonimo

    Le banche inoltrano la richiesta al Fondo di Garanzia gestito dalla MCC presumendo arbitrariamente che i soci della start-up diano proprie fideiussioni a garanzia della richiesta e poi quando a seguito della delibera dal MCC arriva richiedono ai soci della start-up la garanzia con la firma delle fideiussione dell’intero importo deliberato dalla MCC.
    Questo è “PER PRASSI”. Ciò è senza consultare il richiedente e quindi prevaricando il richiedente così ove poi la fideiussione non venga ad essere perfezionata la pratica decade per colpa del richiedente stesso … ciò ovviamente crea pregiudizio ove fosse inoltrata da altro istituto. Comunque nessuna banca procede all’erogazione ove non ci sia la doppia garanzia che la legge non richiede ma gli istituti la pretendono come condicio sine qua non per l’erogazione. questa è una regola non scritta ma applicata in nome di quale organo ?? di quale legge ?? scusate se in oggetto ho scritto “mafia” ma loro dettano ed applicano le leggi non scritte … Grazie stato grazie mise grazie a tutti per essere come sempre stato preso in giro.
    A suffragio ho tutta la documentazione
    Saluti e quando scrivete date anche notizia che le banche non erogano se non hanno una fideiussione dei soci che copra l’intero importo del finanziamento anche se garantito all’80% dalla MCC. Non basta garantire la differenza bisogna garantire al 100% tutta l’operazione.
    Cordialità Massimo Mairo
    Mi assumo tutta la responsabilità di quanto sopra senza alcuna riserva f.to Massimo Mairo

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