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VENTURE CAPITAL

Primomiglio e ASI, in arrivo il primo fondo (80 milioni) per la space economy

17 Lug 2018

A lanciare il fondo di venture capital (che sarà attivo dal 2019) sono Primomiglio SGR e l’Agenzia Spaziale Italiana. L’obiettivo è investire 80 milioni di euro in spin-off, startup e PMI nei settori upstream (infrastrutture
spaziali) e downstream (applicazione basate su infrastrutture spaziali)

Un fondo di venture capital specializzato in trasferimento tecnologico e investimenti seed/early stage, attivo nel campo della new space economy. È quello a cui sta lavorando Primomiglio SGR insieme all’Agenzia Spaziale Italiana (in qualità cornerstone investor). Il fondo avrà un obiettivo di raccolta di 80 milioni di euro e punta ad essere operativo con i primi investimenti già nel 2019.

Gianluca Dettori, presidente di Primomiglio

Come cresce il settore della space economy

Grazie alla nascita di nuove aziende private come ad esempio Space-X (Elon Musk), Blue Origin (Jeff Bezos) e Virgin Galactic (Richard Branson), il settore ha subito una crescita significativa. Le innovazioni tecnologiche, che stanno investendo tutta la filiera industriale – dalla drastica riduzione dei costi di lancio alla disponibilità di grandi quantità di dati prodotte da diverse costellazioni di satelliti – stanno aprendo il settore a nuove startup.

«Il settore commerciale sta sviluppandosi in modo molto rapido e con esso gli investimenti – ha dichiarato Gianluca Dettori, Presidente di Primomiglio SGR – Dei 6,3 miliardi investiti in startup spaziali negli ultimi vent’anni, l’80% sono avvenuti ultimi tre. Siamo molto felici della partnership con l’Agenzia Spaziale Italiana, che ci consentirà di avere un punto di accesso privilegiato rispetto a queste tecnologie».

Venture capital, ecco  quali sono i settori di investimento del fondo

I campi di investimento riguarderanno sia l’ambito ‘upstream’ ovvero tecnologie, servizi e startup che operano nello sviluppo delle infrastrutture spaziale, sia in ambito ‘downstream’ ovvero applicazioni terrestri abilitate da infrastrutture spaziali. In questo contesto le tecnologie di osservazione e rilevazione terrestre sono in fortissima crescita ed abilitano un numero crescente di nuovi servizi nei campi più differenti tra cui ad esempio logistica, agricoltura, trasporti, telecomunicazioni, nelle auto a guida autonoma e meteorologia.

L’ASI, tra i fondatori e terzo contributore dell’ESA (European Space Agency) è attiva in moltissimi ambiti: robotica spaziale (Cassini, Mars Express, Rosetta, Venus Express, Dawn, Juno), lanciatori (Vega e Ariane 5), osservazione della terra, osservazione dello spazio, navigazione, telecomunicazioni, volo umano, volo suborbitale anche in partnership con diversi operatori leader (NASA, Israele, India, Cina) e istituzioni accademiche, private e di ricerca. Il team di investimento sarà supportato nelle attività di scouting e advisory dalla Fondazione E.

Venture capital e trasferimento tecnologico, il ruolo degli attori

Amaldi, attiva nella new space economy e che ha lo scopo di promuovere e sostenere la ricerca scientifica finalizzata al trasferimento tecnologico, partendo dal settore spaziale, come strumento fondamentale per lo sviluppo economico del Paese e come fonte di innovazione per il miglioramento della competitività, della produttività e dell’occupazione.

«L’Agenzia Spaziale Italiana crede molto nel venture capital per sviluppare la space economy”, ha detto il Presidente dell’ASI, Roberto Battiston. “Al nostro sistema, che da sempre detiene eccellenze scientifiche, tecnologiche e industriali, mancava la quarta ed importante gamba dei nuovi strumenti finanziari, che insieme al modello delle partnership pubblico private, sono il futuro della new space economy».

Space economy, quali sono le tecnologie su cui investire

Nuove infrastrutture, satelliti e sensori spaziali rimandano sulla terra Terabyte di informazioni sull’osservazione terrestre, che possono oggi essere elaborate con tecnologie big data e di intelligenza artificiale per abilitare nuove soluzioni e tecnologie.

«Ogni giorno interagiamo 36 volte con dati di derivazione spaziale – ha dichiarato Matteo Cascinari, key man dell’iniziativa – e l’Italia in questo settore è da sempre un’eccellenza essendo il sesto al mondo nella produzione di ricerca scientifica in ambito spaziale, il terzo contributore in Europa al budget e alle missioni dell’European Space Agency e uno dei pochi paesi ad avere la filiera industriale completa. È un mercato la cui crescita nei prossimi anni sarà esplosiva offrendo agli investitori un opportunità di diversificazione ed al mondo delle start up Italiane ed Europee una fonte sviluppo del sistema».

L’Italia è stata la terza nazione al mondo nel lanciare in orbita un satellite, ed oggi il settore aerospaziale produce in Italia 1,6 miliardi di euro di fatturato, su 250 aziende operative in tutta la filiera. Fornisce un notevolissimo contributo di ricerca ed innovazione a livello internazionale, ma poca di questa innovazione viene trasferita sul mercato anche a causa della scarsità di investitori specializzati. L’iniziativa di Primomiglio SGR nasce da queste considerazioni e si pone l’obiettivo di valorizzare e potenziare questo patrimonio.

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