Esperienze

#MissioneCile: «Il programma è finito, ora ripartiamo a doppia velocità»

I ragazzi di Lectios terminano la loro avventura a Start-Up Chile con la consapevolezza di aver appreso un modo nuovo di pensare al fare impresa, più dinamico e più responsabile. L’invito agli startupper italiani è quello di fare domanda presso l’acceleratore di Santiago del Cile. «Torniamo in Italia pieni di entusiasmo: contattateci e vi racconteremo di più»

Pubblicato il 16 Set 2015

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Come dicono gli inglesi time flies. È proprio vero. Partiti il 20 febbraio ora stiamo preparando le valigie per il ritorno. Lectios termina ufficialmente il suo programma di accelerazione presso Start-Up Chile. È stata un’esperienza impagabile, affascinante e che senza esagerare ha cambiato il nostro modo di concepire il mondo startup. Sei mesi intensi e a volte stressanti ma che rivivremmo ad occhi chiusi cento volte.

Con questo post “chiudiamo il cerchio di Missione Cile”, almeno per ora… e lasciando uno spiraglio sul programma Scale di Start-Up Chile. L’esperienza cilena è stata un vero e proprio “inno al darsi da fare”. Quando decidi di fare startup hai in mente una cosa: sviluppare un concept, validare e far funzionare sul mercato qualcosa; qui a Santiago per sei mesi, ci siamo potuti concentrare completamente su Lectios, tanto da poter “svoltare” in modo tutto sommato agevole.

Molti programmi equity free mettono a disposizione dei soldi per la startup, un piccolo stipendio, un network a cui far riferimento e colleghi startupper con cui confrontarsi: è un treno che passa e che bisogna prendere. Qui a Start-Up Chile (come ovunque) non c’è nessuno che può dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma sai di avere a disposizione feedback e possibilità di confronto importanti… il fallimento viene incoraggiato come metodo per trovare la soluzione migliore.

Oracoli non ce ne sono, ma stimoli e risposte… quanti ne volete. Sappiamo che in Italia non sarà facile ritrovare un ambiente così frizzante, ma siamo determinatissimi a portare il nostro entusiasmo e non fermarci. In più, dopo sei mesi a questa velocità abbiamo una scorta di entusiasmo da non sottovalutare.

E il consiglio che diamo a tutti gli startupper, a chi ha un’idea e vuole provarci è: fate domanda a Start-Up Chile, applicate ai programmi equity free che ci sono – in Italia e fuori – perché sarà un’esperienza sicuramente utile. Sei mesi lontano da casa possono essere impegnativi per mille ragioni, ma il bilancio costi/benefici è assolutamente positivo.

Fare network, all’estero così come in Italia è fondamentale. Circondatevi di persone che stanno affrontando il vostro percorso, confrontatevi e collaborate. Il mondo startup vive di collaborazione e mutua assistenza almeno quanto gli altri settori e ambiti lavorativi e forse anche di più.

In questi giorni stiamo freneticamente correndo dietro alle ultime riunioni, al follow up dei nostri contatti in sud America e alle ultime formalità da espletare con lo staff di Start-Up Chile, come la rendicontazione finanziaria del grant assegnatoci. Ancora una volta siamo di corsa… lo siamo stati per i 6 mesi precedenti e ci siamo trovati bene, perché fermarci allora?

E poi… tra qualche giorno inizieremo una piccola vacanza alla scoperta del Cile: perché se è vero che Santiago è la capitale e il riferimento per il Cile, questo Paese è anche geograficamente interessantissimo, ricco di biodiversità e non possiamo permetterci di non visitarlo.

Ringraziamo gli amici di EconomyUp partendo da chi ha ospitato i nostri post. E grazie ai lettori di questa rubrica, ai quali speriamo di aver passato qualche informazione, qualche spunto e degli stimoli nuovi.

Se possiamo esservi utili in qualche modo non esistate a contattarci. Essere di supporto sarà un enorme piacere per noi. Alla generazione 13 di Start-Up Chile sta attualmente partecipando la startup italiana Local Job, mentre per la 14esima tornata non ci sono startup italiane selezionate, e questo è un vero peccato: le application per generazione 15 sono aperte fino al 29 settembre. PROVATECI!!

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