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Lusso, possibile e digitale: le storie di #EconomyUpTv

20 Feb 2015

Esperienza e non possesso. Così viene vissuto il lusso al tempo del digitale. Se ne parla nella puntata del nostro magazine registrata a Palazzo Parigi per la Luxury Week di Reteconomy andata in onda il 24 febbraio alle 22. Tra gli ospiti: Stefania Lazzaroni (Fondazione Altagamma), Licia Mattioli (Confindustria) e i founder delle startup Drexcode e Lanieri

Giovanni Iozzia con le co-founder di Drexcode, Valeria Cambrea e Federica Storace
Un vestito di alta moda, preso a noleggio da una fashion blogger per una sera, utilizzando un servizio offerto da una startup nata da meno di un anno. Questo è il lusso al tempo del digitale, vissuto come esperienza e non come possesso. Così si apre la puntata di EconomyUp per la Luxury Week di Reteconomy, condotta da Giovanni Iozzia negli spazi di Palazzo Parigi, unico albergo a cinque stelle di Milano non di proprietà di una multinazionale, in onda martedì 24 febbraio alle 22 su Reteconomy SKY 816 e in streaming su reteconomy.it e dal giorno dopo on demand.

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Ma il lusso, per essere tale, deve conservare la sua aura di esclusività: è quello che ricorda Stefania Lazzaroni, direttore generale della Fondazione Altagamma, protagonista del primo set di questa puntata, insieme con Licia Mattioli, amministratore delegato di Mattioli Gioielli e vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione.

I temi dell’intervista: in che modo le aziende italiane che fanno prodotti di alta gamma possono usare il digitale e l’innovazione per valorizzare ed esportare come fa Mattioli (quota di export del 95%) e cosa cercheranno gli 80 milioni di nuovi consumatori di beni di lusso che arriveranno sui mercati globali entro il 2021.

Si prosegue con il confronto tra Ercole Botto Poala, amministratore del Lanificio Reda (150 anni di storia) e Simone Maggi, founder della giovane startup da loro adottata, Lanieri, che con il suo sarto online, permette di crearsi un abito su misura senza dover uscire di casa. Una storia che dimostra che anche aziende storiche non possono sfuggire alle esigenze dell’innovazione.

Nella seconda parte della puntata entrano in studio le fondatrici di Drexcode, Valeria Cambrea e Federica Storace. Dopo una carriera in multinazionali, hanno deciso di fondare una web luxury boutique che permette di noleggiare per poche centinaia di euro abiti che ne costano diverse migliaia. Per le consumatrici (il sito per ora si rivolge a sole donne) è un modo per testare nuovi brand di lusso, per le aziende è uno strumento di marketing esperienziale per entrare in contatto con nuovi potenziali clienti. Ad aprire la puntata, con la prova di un abito pregiato a noleggio, è la fashion blogger Simona Melani, ideatrice di The Wardrobe.

Chiude la puntata l’intervento di David Pambianco, vicepresidente della società di consulenza per aziende della moda Pambianco, che racconta quanto possa essere complessa la definizione di made in Italy, così importante per il mondo del lusso, con il rischio di un «made in Italy senza Italy», fatto da aziende non più italiane.

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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