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Ecosistema

«L’Inps dovrebbe essere il più grande investitore in startup»

08 Feb 2016

A lanciare la provocazione è stato Gianluca Dettori in occasione di Startup Europe Week, l’evento tenuto al Polihub di Milano. «L’istituto di previdenza californiano ha finanziato la nascita di Facebook. In Italia ci sono 800 investitori istituzionali che potrebbero investire e non lo fanno», spiega il presidente di Dpixel

“L’INPS dovrebbe essere il più grande investitore in startup d’Italia”. Gianluca Dettori ha rilanciato la sua idea in occasione dell’evento Startup Europe Week, che a Milano ha fatto tappa al Polihub, l’incubatore del Politecnico di Milano. “L’Inps Californiano ha finanziato la nascita di Facebook. In Finlandia una legge obbliga i manager a mettere il 3% dei loro asset in Venture. Da noi ci sono 800 investitori istituzionali che potrebbero investire ma non lo fanno”, ha spiegato il fondatore di DPixel entrando con vigore nelle fragilità dell’ecosistema italiano, in occasione di un incontro il cui senso era: internazionalizzimoci, usciamo dai nostri limiti geografici, culturali e finanziari.

“Le startup aperte verso mercati esteri hanno il 30% in più di possibilità di successo”, ha ricordato Vincenzo Capizzi, professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, Università del Piemonte Orientale e Docente Senior SDA Bocconi, Milano, Membro del Consiglio Direttivo IBAN (Italian Business Angels Network). “Gli investimenti nel settore sono in crescita di 130 milioni di euro ma in Italia manca l’appoggio di un sistema di sponsor come avviene in Europa o di investitori istituzionali come succede in Usa”, insiste Capizzi. 

La giornata al Polihub è stata organizzata dalla Commissione europea in collaborazione con Impact Hub Milano, Dpixel, consorzio Mestieri Lombardia, Concordia Srl, PoliHub, Axess Public Relations e Angels for Innovation e StartupItalia!. Dopo l’apertura del CEO di PoliHub Stefano Mainetti, che ha illustrato il modello dell’incubatore universitario recentemente eletto quinto al mondo, c’è stato modo di apprendere il funzionamento del programma Startup Europe dal suo responsabile Isidro Laso in collegamento Skype. Poi spazio alle analisi e alle testimonianze di esponenti di spicco del panorama Startup Italiano tra cui Italia Startup, Digital Magics, Dpixel, Talent Garden. 

È Gianluca Dettori, Presidente e Fondatore di Dpixel, a scattare la fotografia più accurata del panorama  nostrano. “L’ Italia è ancora composta da piccole isolette dell’innovazione, purtroppo sconnesse fra loro”. “Serve un polo di eccellenza per essere rappresentativi nel mondo, e nel contempo bisogna rendersi conto che, fuori da Milano e poche altre città, il settore del risparmio italiano ignora cosa sia una startup”, aggiunge Layla Pavone, Amministratore Delegato Industry Innovation Digital Magics. 

Tra i settori su cui puntare il design e in genere le industrie creative sono da tenere in considerazione. “Rappresentano il 6% del PIL europeo e un ambito nel quale possiamo farci valere, senza contare che il design può fornire un metodo, dare un approccio progettuale all’innovazione”, ha continuato Arianna Vignati, Project Manager Creative Industries Lab, Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. 

Dalla tavola rotonda si passa poi al racconto di chi si è messo in gioco ed è riuscito a crescere  anche fuori dall’Italia come le startup Greenrail, Leaf space, Citybility, Bidtotrip e Everyride.

Marco Bicocchi Pichi, presidente Italia Startup, ha fatto il bilancio del 2015: “Un anno caratterizzato dalla vittoria di alcuni round di finanziamenti con investitori esteri, ma mancano ancora consistenti investimenti di patrimoni esteri. Per il Venture è presto per cantare vittoria, ma siamo sulla buona strada”.

Dopo un focus sul “caso Milano” come contesto favorevole per lo sviluppo di nuova imprenditorialità, è stato Stefano Firpo, Direttore Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le Pmi del Ministero dello Sviluppo Economico in collegamento Skype da Roma, a chiudere l’evento. “Le startup sono un acceleratore dello sviluppo economico italiano – ha detto – ma è necessario sprovincializzare il sistema, e guardare allo scacchiere globale”. 

 

 

di Alexis Paparo

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