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ECOSISTEMA

Imprenditorialità, identikit dello startupper italiano: 40 anni, laureato e con imprese nane



È il profilo che emerge da un’indagine condotta da Italia Startup con GRS su oltre trecento aziende innovative, che hanno prevalentemente un modello B2B. Rispetto alla prima edizione sale l’età media dei founder, ma la dimensione media dei progetti è ancora bassa: l’86% sono in fase seed. Ecco tutti i numeri

28 Set 2017


Giovani, ma non troppo, competenti e altamente qualificati. Sono queste le caratteristiche principali degli startupper italiani, che con un’età media di 40 anni mostrano voglia di fare e passione per l’innovazione. Di piccole dimensioni, con un modello prevalentemente B2B e con la voglia di emergere: così invece si presentano le startup italiane oggi. O almeno è così che le descrive “La voce delle startup” una ricerca, alla sua seconda edizione, condotta da Italia Startup, l’associazione dell’ecosistema startup italiano, in collaborazione, con GRS – Ricerca e Strategia.

In seguito all’analisi condotta su un campione di oltre 300 startup, emergono le qualità prevalenti nelle figure dei founder di imprese, il cui obiettivo è innovare nel proprio settore di appartenenza professionale. L’eta media degli imprenditori va dai 25 ai 45 anni, ma si evidenzia una crescita del 18%, rispetto al 2015, degli startupper italiani appartenenti alla fascia di età che va dai 30 ai 39 anni. Per quanto riguarda la formazione più del 56% dei founder italiani dichiarano di aver conseguito una laurea di secondo livello, un post laurea o un master, in aggiunta al titolo di laurea triennale.

Per quanto riguarda i punti di forza della propria startup, metà degli intervistati individua il focus totale sul progetto e la voglia di intraprendere e di rischiare, che sottostà alla propria attività aziendale. L’identikit delle giovani realtà innovative si sviluppa in questo modo: per l’86% si tratta di startup seed, cioè attività imprenditoriali di recente formazione, spesso sostenute dai cosiddetti finanziamenti all’idea, i primi fondi finanziari utilizzati per lanciare un’attività imprenditoriale innovativa, mentre solo l’8,6% del campione preso in esame è costituito da startup consolidate, con un fatturato superiore a 1 milione di Euro.

«I dati che emergono dalla ricerca riflettono la struttura dell’ecosistema startup italiano, a luci e ombre – commenta Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup – tra gli aspetti positivi si evidenzia un profilo prevalente dei founder italiani connotato da istruzione elevata, età media intorno ai 40 anni. Dall’altro lato si conferma una dimensione media piccola e una scarsa propensione allo sviluppo internazionale, parzialmente compensate da una voglia di intraprendere, di rischiare e di crescere (più che di vendere, di exit) che sono coerenti con lo spirito imprenditoriale tipico di una parte importante del nostro sistema industriale».