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STAR E SILICON VALLEY

Il Doc di Grey’s Anatomy punta su una startup di “crowdsourcing della salute”

03 Giu 2014

L’attore Patrick Dempsey, alias dottor Derek Shepherd, è angel investor di Crowdmed, nata nel 2013 a San Francisco per diagnosticare malattie misteriose attraverso i contributi degli utenti

L'attore Patrick Dempsey
Un medico investe in una startup attiva in ambito sanitario: fin qui niente di nuovo, se non per il fatto che il medico in questione, il dottor Derek Shepherd, è in realtà un attore, Patrick Dempsey, protagonista della serie tv Grey’s Anatomy.

Dempsey, classe ’66, statunitense di origini irlandesi, attore di lungo corso ma diventato famoso nel mondo per la trasmissione televisiva ambientata in un’ospedale americano, ha deciso di investire una cifra finora ignota in CrowdMed, startup che aiuta i pazienti con malattie non diagnosticate ad ottenere la diagnosi giusta in modo più rapido e meno costoso grazie al contributo della collettività.

L’attore, che ha preso parte anche a film come Virus e Scream3, ed è stato scelto dalla maison Versace come volto della campagna uomo per tre stagioni consecutive, ha raccontato di essere stato indotto a investire in una startup medica anche a causa della la malattia della madre, a cui era stato diagnosticato un cancro alle ovaie. “So quanto può essere difficile cercare di prendere le migliori decisioni mediche per se stessi o una persona cara” ha detto. Inoltre è già fondatore insieme ai fratelli del Patrick Dempsey Cancer Center for Hope & Healing, che offre assistenza gratuita alle persone che stanno vivendo la propria sfida contro il cancro.

“Dopo l’incontro con diverse startup di ambito sanitario della Silicon Valley – ha raccontato Dempsey, che è anche pilota automobilistico – sono stato immediatamente attratto dalla mission di CrowdMed, che vuole aiutare chi è a corto di alternative”. CrowdMed è stata fondata a San Francisco da Jared Heyman, la cui sorella, gravemente ammalata, per tre anni aveva consultato una ventina di dottori, fatto una quantità innumerevoli di esami e speso oltre 100mila dollari senza che nessuno capisse cosa aveva. Coltivata nell’incubatore di Y Combinator e lanciata ufficialmente l’anno scorso, ha raccolto 2,4 milioni di dollari di finanziamento: una parte da Dempsey ma anche da Nea, Andreessen Horowitz, Greylock Partner, Y Combinator, Khosla Ventures e SV Angel.

Oggi Crowdmed contribuisce a risolvere anche i casi più difficili grazie a quella che il suo founder definisce “la saggezza popolare”, una sorta di crowdsourcing della salute. Chiunque può proporre il proprio caso medico insoluto sulla piattaforma in forma gratuita (è previsto un deposito di 50 dollari che può essere restituito) o facendo un’offerta per attrarre maggiore attenzione sulla propria richiesta di aiuto. Gli utenti possono intervenire come una sorta di detective per cercare di diagnosticare la misteriosa malattia. Gli startupper dicono che “usano incentivi” per incrementare la partecipazione e la qualità generale delle diagnosi suggerite. Lo stesso Jared ha proposto sulla piattaforma il caso di sua sorella in forma anonima: oltre 300 persone sono intervenute con indicazioni e consigli e in soli tre giorni gli utenti hanno dato la risposta giusta: insufficienza ovarica primaria. Così la donna si è potuta curare ed è guarita. Crowdmed sostiene di aver già contribuito a risolvere centinaia di casi in tutto il mondo e i numeri sono in continua crescita.

Al di là dell’impegno finanziario del dottor Shepherd alias Dempsey, per la startup la sua presenza comporta una grande pubblicità internazionale.  Lui stesso ha dichiarato di voler consapevolmente sfruttare il fatto che la gente lo percepisca come un vero medico per richiamare l’attenzione su Crowdmed. E ha aggiunto che proporrà agli sceneggiatori, per l’undicesima stagione della serie, di prendere in considerazione una trama legata all’uso della tecnologia in medicina.

Ma il suo impegno sembra non volersi limitare a questo. Dempsey prevede infatti di investire in altre startup di salute e benessere in futuro. Peraltro non è l’unica star del mondo dello spettacolo a decidere di diventare venture capitalist: c’è Ashton Kutcher, che da tempo investe in startup tecnologiche, ma anche, tra gli altri, Leonardo Di Caprio, Lady Gaga, Justin Timberlake e Jessica Alba.

 

 

di Maria Castiglione

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