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Crowdfunding

Horus taglia il traguardo della raccolta fondi di Telecom

25 Feb 2015

La startup che sviluppa un dispositivo per ipovedenti ha superato il goal di raccolta di 20mila euro, diventando la prima ad aver concluso il fund raising sulla piattaforma di TIM #WCAP, acceleratore di TI. Ilaria Potito, responsabile TIM#WCAP Operations: “Soddisfatti perché è un progetto a impatto sociale”

Il team di Horus: da sinistra a destra Bendetta Magri, Business Developer, il Cto Luca Nardelli e il Ceo Saverio Murgiaoper Benedetta Magri
È festa per la piattaforma di crowdfunding reward-based di TIM #WCAP, l’acceleratore di startup di Telecom Italia: una delle società in cerca di fondi, Horus, ha tagliato il traguardo, raggiungendo e poi superando il target prefissato di 20mila euro. È dunque la prima startup ad aver concluso con successo la sua missione sulla piattaforma targata TI lanciata lo scorso novembre, che prevede la raccolta fondi reward-based, ovvero consente a persone e società di ottenere finanziamenti in cambio di piccoli omaggi. Ad anticipare la notizia a EconomyUp è Ilaria Potito, responsabile delle TIM#WCAP Operations, che aggiunge: “Siamo soddisfatti, tanto più che ad aver raggiunto il goal è un progetto con un significativo impatto sociale e un esempio di tecnologia solidale”.

Horus sta infatti sviluppando un prototipo di dispositivo applicabile su qualsiasi tipo di occhiali per permettere a ciechi e ipovedenti di ottenere informazioni vocali e consentire così a queste persone di vivere la quotidianità in modo migliore. Puntava a raccogliere 20mila euro e, a sei giorni dalla scadenza prefissata, ne ha già ottenuti quasi 29mila grazie a 307 sostenitori.

Montato su un qualsiasi paio di occhiali – spiegano nel sito di TIM #WCAP il Ceo Saverio Murgia, il Cto Luca Nardelli e la Business Developer Benedetta MagriHorus osserva la realtà, la comprende e la descrive alla persona, fornendo informazioni utili (attraversamenti pedonali, lettura di testi, riconoscimento di volti e di oggetti) in maniera discreta e al momento opportuno. Sfruttando la conduzione ossea, l’udito della persona non ne risulta penalizzato (cosa che avverrebbe con l’uso di un auricolare) ed è possibile sentire il dispositivo anche in contesti rumorosi.

“Sono ragazzi molto in gamba che hanno partecipato alla classe 2014 di TIM #WCAP e si sono dati da fare” sottolinea Ilaria Potito, riferendosi ai periodi di incubazione che ogni anno Telecom Italia offre a un gruppo di startup selezionate, alle quali garantisce un primo finanziamento seed, tutoring e mentoring.

Certamente 20mila euro non fanno la differenza per una startup in fase di crescita, ma Potito ricorda che in Italia la media di finanziamenti raccolti attraverso il crowdfunding rewaed-based è comunque molto inferiore, intorno agli 8000 euro, e che il gruppo di Horus è impegnato in ulteriori iniziative di fund raising. Grazie alla somma raccolta sulla piattaforma, gli startupper potranno procedere con lo sviluppo del prototipo.

Niente da fare, invece, per le altre tre startup che cercavano finanziamenti sulla piattaforma: Bulbo, che produce lampade a led per la coltivazione di piante grasse in casa,  Orange Fiber, che ha avuto  l’idea di ricavare tessuti dagli scarti degli agrumi, e LastMinuteSottoCasa, che propone una nuova formula di live-marketing di prossimità per consentire ai negozi con prodotti alimentari in eccedenza o in scadenza  di informare i cittadini a due passi dal negozio. Nessuna delle tre raggiungerà in tempo l’obiettivo prefissato.

“Siamo partiti da poco e possiamo dire che siamo ancora in fase di rodaggio, stiamo imparando tutti insieme” commenta Potito. Nel frattempo TIM #WCAP sta valutando altre proposte e a breve appariranno sulla piattaforma nuovi progetti.

di Luciana Maci

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