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Il debutto

Fondo di Garanzia, al via la prima alleanza con un incubatore

07 Ago 2014

Digital Magics ottiene dal Credito Valtellinese 2 milioni di euro: è uno dei primi casi in Italia in cui un “vivaio” di startup fa ricorso allo strumento del Mise che garantisce parte del prestito erogato

Nascono in Italia le prime alleanze tra incubatori certificati di startup innovative e Fondo di Garanzia del Mise: è partita una delle prime operazioni che utilizza la procedura semplificata di accesso alla garanzia stabilita dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore, appunto, degli incubatori certificati e delle startup innovative.

L’operazione riguarda il Gruppo Bancario Credito Valtellinese (Gruppo Creval) e Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato sul mercato Aim Italia di Borsa Italiana, che hanno appena firmato un accordo per il finanziamento a medio termine di 2 milioni di euro, assistito dal Fondo di Garanzia per le pmi. Tutto questo è stato possibile perché da giugno 2013 il Fondo – strumento istituito con la legge numero 662 del 1996 e operativo dal 2000  – è destinato anche alle startup innovative e agli incubatori certificati.

La garanzia del Fondo è una agevolazione del Mise che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari alle imprese con un massimo di 250 occupati, fatturato inferiore ai 50 milioni di euro e bilancio inferiore ai 43 milioni di euro. Il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e impresa. Tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc. ecc. sono lasciati alla contrattazione tra le parti. Ma sulla parte garantita dal Fondo non possono essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie.

L’accordo tra Gruppo Bancario Credito Valtellinese e Digital Magics ha come obiettivo quello di contribuire alla crescita economica digitale, investendo nell’innovazione dei territori dove operano le Banche del Gruppo Creval. Digital Magics metterà a disposizione di Creval il proprio know how digitale e i servizi di incubazione. Insieme al Gruppo Creval fornirà risorse finanziarie per supportare la nascita di nuove startup innovative sul territorio e svilupperà programmi di Open Innovation per affiancare le imprese locali.

Il Gruppo Creval entra inoltre nel Digital Magics Angel Network: parteciperà alla selezione e all’investimento delle startup innovative dell’incubatore insieme agli oltre 100 investitori fra privati, fondi istituzionali e imprese che hanno aderito alla piattaforma di Digital Magics. ”Il sostegno a questa iniziativa – ha dichiarato Mauro Selvetti, vice direttore generale del Gruppo Creval – rappresenta un obiettivo importante per chi, come noi, vuole essere una vera Banca della comunità vicina alle persone, alle associazioni e alle imprese innovative, caratterizzate perlopiù dalla presenza di imprenditori giovani ed entusiasti che nascono sul territorio dove il Gruppo opera perseguendo i valori che caratterizzano la nostra identita’ distintiva: un Gruppo a matrice popolare, di prossimità, di relazione e di valore condiviso. Considerato il contesto particolarmente incerto per le società che incontrano difficoltà di accesso al credito, questo accordo denota la volontà di rafforzare e migliorare sempre più le relazioni tra la banca e le imprese”.

”La partnership che abbiamo stretto con il Gruppo Creval – è il commento di Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics – da sempre attento alle nuove tecnologie, rappresenta un momento significativo per il nostro settore. Le eccellenze dei vari territori costituiscono un fattore chiave per creare un ecosistema dell’innovazione. I cittadini, i giovani talenti, le università, le istituzioni, le banche e le imprese del territorio possono produrre servizi innovativi e vantaggi interessanti dalla collaborazione con il nostro acceleratore. Digital Magics è un incubatore nazionale che sta lavorando costantemente per costruire in tutta Italia veri e propri distretti dell’innovazione, coinvolgendo in maniera attiva tutti gli attori della filiera”

Per accedere al Fondo di Garanzia l’impresa deve essere in grado di rimborsare il finanziamento garantito, perciò deve essere considerata economicamente e finanziariamente sana sulla base di appositi modelli di valutazione che utilizzano i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi. Le startup sono invece valutate sulla base di piani previsionali.

L’attuale consistenza del Fondo è di 1,078 miliardi di euro. In meno di un anno sono state presentate 128 domande da 111 startup innovative e le garanzie per 44 milioni hanno permesso l’erogazione di 55 milioni di credito. A maggio scorso, in occasione del Restitution Day, il Movimento 5 Stelle ha versato 1.901.827 euro al Fondo di Garanzia, frutto del taglio degli stipendi dei parlamentari, come atto di sostegno alla microimprenditoria. I soldi però sono tuttora congelati in attesa dello sblocco di alcuni passaggi legislativi.

di Luciana Maci

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