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Il report

Fare start up non è un mestiere che si improvvisa

11 Nov 2013

Com’è possibile individuare opportunità di investimento davvero uniche? E come si riconosce un team di serie A capace di pilotare un’idea verso il successo? Il fenomeno start up in Italia rischia di dare vita a una bolla pronta a scoppiare se gli investimenti non si risolveranno in qualche exit di successo. Ecco il fenomeno analizzato da Mind The Bridge

Come individuare opportunità di investimento davvero uniche? E come si fa a identificare un team di serie A capace di pilotare un’idea verso il successo? E quali le tecniche e le modalità più appropriate per investire in una startup?

Il fenomeno delle startup in Italia rischia di dare vita a una bolla che potrebbe scoppiare se gli investimenti fatti finora non riusciranno a monetizzare in qualche modo con delle exit.  Questo perlomeno il comune sentire emerso durante l’Angel Investing Global Forum, organizzato dalla fondazione Mind the Bridge in seno al proprio annuale appuntamento con il Venture Camp.

Certamente il lato positivo è che dopo decenni si è finalmente tornati a fare impresa, sebbene le aziende che nascono non siano tutte “start up” e “fare start up” non sia un mestiere che si improvvisa.  

“Le strade possibili ora sono tre – commentano Marco Marinucci e Alberto Onetti, rispettivamente Founder/CEO e Chairman di Mind the Bridge – Per prima cosa realizzare un ponte tra mondo dell’impresa tradizionale e mondo star tup (fertilizzazione). In secondo luogo allargare le finestre di exit mettendo in contatto le start up con imprese in grado di acquistarle (acquisizioni o  acqui-hiring) e infine cercare funding all’estero (globalizzazione)”.

Ma le startup italiane sono pronte a vincere queste sfide?

Da una cluster analysis condotta sui dati raccolti durante la Mind the Bridge Seed Quest 2012 su un campione composto da 108 start up e 254 imprenditori, suddivisi nei diversi founding team, ecco che emergono 3 profili ben precisi di startup: Prima generazione, Nate dalla crisi e Scalabili. Ognuno con un diverso dna e una capacità tutta propria di attrarre capitale. 

Ecco il report in versione integrale

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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