Expo2015, l'Onu sceglie una startup italiana per far conoscere l'arte "emergente" | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

No-profit

Expo2015, l’Onu sceglie una startup italiana per far conoscere l’arte “emergente”

24 Apr 2015

Le Nazioni Unite hanno chiesto a pptArt, che gestisce una piattaforma di crowdsourcing con migliaia di artisti iscritti, di selezionare opere da Paesi in via di sviluppo sul tema “Sfida fame zero”. Saranno esposte in una mostra digitale durante l’Esposizione a Milano

L'opera dell'artista Romy da Ravindran (India) scelta da pptArt per l'Onu all'Expo
Le Nazioni Unite hanno scelto una startup italiana di crowdsourcing di arte, pptArt, per consentire a una sessantina di artisti provenienti da Paesi in via di sviluppo di lanciare il loro messaggio contro la fame del mondo in occasione di Expo 2015.

pptArt è una società innovativa che propone opere su misura per il cliente, il quale può scegliere tra quelle realizzate ad hoc dagli artisti aderenti alla piattaforma. Fondata e presieduta da Luca Desiata, dirigente dell’Enel e docente di Corporate Art al Master of Art della Luiss Business School di Roma, in pratica la startup mette a disposizione dei clienti oltre 2.000 artisti provenienti da 75 paesi.

Le Nazioni Unite, in vista della loro partecipazione all’Esposizione Universale a Milano, hanno deciso di lanciare una selezione internazionale di opere d’arte in linea con il tema scelto dall’Onu per Expo “Sfida Fame Zero-Uniti per un mondo sostenibile“. Le riproduzioni delle opere d’arte selezionate saranno proiettate sui maxi-schermi all’interno dei padiglioni occupati dall’Onu. Una mostra digitale il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza e la produzione alimentare sostenibile, promuovendo contemporaneamente gli artisti provenienti dei Paesi in via di sviluppo. 

Per selezionarli l’Onu si è appunto rivolto a pptArt, anzi per la precisione all’organizzazione no-profit di pptArt, Art for a better future. L’organizzazione ha incontrato i rappresentanti delle Nazioni Unite, che hanno comunicato i 5 temi da trattare nel contesto del progetto intitolato Sfida Fame Zero: zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni; 100 % accesso a cibo adeguato, sempre; tutti i sistemi alimentari sono sostenibili; 100% aumento della produttività e del reddito dei piccoli agricoltori; zero perdite o sprechi di cibo. Più un focus speciale sull’empowerment delle donne e sulla parità di genere. Art for a better future ha inviato i 5 temi agli artisti presenti sulla sua piattaforma, loro hanno risposto inviando i bozzetti. Duecentoventi artisti provenienti da 66 paesi hanno presentato un totale di quasi 1.000 opere d’arte. Alla fine sono stati scelti in 60.

“Il risultato si vedrà all’Expo – dice Luca Desiata – ma certamente  è stata una sfida appassionante: l’Onu ci ha chiesto solo artisti provenienti dalle economie più arretrate o emergenti, ed è stato un processo molto difficile, perché alcuni di quei Paesi sono fuori dai collegamenti Internet. Eppure siamo riusciti a portare all’Expo artisti dal Sudan e dall’Afghanistan. E ne siamo orgogliosi”.

Tra coloro che saliranno sulla ribalta dell’Esposizione Universale ci sono l’afgano Hamdullah Arbab che ha cominciato a dipingere nel 1996 come profugo in Pakistan; Samuel Prophask Asamoah, cittadino del Ghana che ha esposto i suoi quadri nel Regno Unito, Stati Uniti e nella maggior parte dei paesi africani; la dominicana Angie Del Riego; Edmon Khalil Mohammed, nato a Nyala (Sud Darfur, Sudan), che si è laureato presso la Sudan University of science and technology e vive e lavora in Svezia;  Najlaa Shawket Fitouri nata in Libia nel 1968; Tarak Mahadi nato in Bangladesh nel 1984; Dumisani dallo Zimbabwe; Firouz Farman-Farmaian da Teheran, che dopo la rivoluzione islamica iraniana si è trasferito a Parigi; Sinisha Noveski, uno dei più affermati scultori della Macedonia; Chidi A. Okoye dalla Nigeria.

L’iniziativa è stata sostenuta da diverse ambasciate di Roma (in particolare Giordania, Pakistan, Lettonia, Ghana), che hanno coinvolto le Accademie di Arte dei loro paesi e da numerose associazioni locali, come Ethiopia Graffiti Artists, Arab Women Artists, Ghana Pencil Drawing Association, Kabul Art Project, Palestinian Artists.

PptArt ha svolto il suo compito pro bono, puntando soprattutto sulla visibilità che le darà l’iniziativa. Agli artisti verrà riconosciuto un piccolo compenso.

Intanto la startup è in trattative con un grande museo di arte contemporanea di Roma per organizzare la stessa mostra “fisica”, facendo arrivare alcune delle opere selezionate in Italia. Sempre sotto l’egida dell’Onu e dell’Expo 2015. 

di Luciana Maci

Articoli correlati