È italiana la prima startup di crowdsourcing per l'arte | Economyup
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GARA TRA CREATIVI

È italiana la prima startup di crowdsourcing per l’arte

02 Mag 2014

Si chiama pptArt e propone opere su misura per il cliente, che può scegliere tra quelle realizzate ad hoc dagli artisti della piattaforma. A guidarla manager di esperienza ventennale nella finanza e nell’arte

Luca Desiata, dirigente Enel e co-founder di pptArt
Hai bisogno di un quadro per la nuova casa e non sai come sceglierlo? Puoi decidere le dimensioni, il soggetto e i colori e farti fare una proposta da decine di artisti, per poi scegliere quella giusta per te. Così a grandi linee funziona pptArt, prima piattaforma al mondo di crowdsourcing di arte secondo quanto emerge dal sito crowdsourcing.org, che recensisce appunto le iniziative mondiali il cui modello di business ruota intorno alla realizzazione collettiva di un progetto.

Nata circa 3 anni fa offline, e da inizio 2014 approdata su Internet, non è la solita startup messa in piedi da giovani agguerriti e speranzosi: il team è composto da professionisti quarantenni, amici da una vita, con esperienze aziendali ventennali nel settore della consulenza aziendale o nell’arte e nell’architettura.

In pratica pptArt permette di soddisfare le esigenze artistiche di quegli utenti che vorrebbero commissionare un’opera ma non conoscono esperti, consulenti o gallerie. Il team mette in contatto domanda e offerta tramite i meccanismi del crowdsourcing attraverso un processo molto semplice: è sufficiente compilare un modulo online, specificando budget e dettagli del progetto. Da quel momento un consulente d’arte seguirà il potenziale cliente lungo tutto il percorso. La richiesta verrà condivisa in esclusiva con la piattaforma di 350 artisti internazionali riuniti sotto l’ala di pptArt (a tutti è stato richiesto di firmare un manifesto di adesione) che, a loro volta, invieranno le proposte. Gli advisor ne selezioneranno una decina e presenteranno al cliente una short-list tra le quali potrà scegliere quella che più lo soddisfa.

Una piccola percentuale della transazione sull’importo fatturato al cliente andrà alla piattaforma, il resto all’artista. “È  un percentuale molto più modesta rispetto a quella solitamente richiesta da gallerie e consulenti di arte” dice il founder e presidente, Luca Desiata, dirigente dell’Enel e docente di Corporate Art al Master of Art della Luiss Business School di Roma.

Ma non è frustrante per gli artisti partecipare una sorta di gara con altri, lavorando a un’opera che poi non è sicuro che verrà acquistata?  “Non direi – replica – perché, quando abbiamo una richiesta, noi la giriamo non a tutti ma a un sottoinsieme di artisti che riteniamo interessati in modo specifico a quel tipo di proposta. Inoltre non è detto che l’utente compri una sola opera: può sceglierne anche altre tra quelle elencate nella lista proposta dai nostri advisor. In definitiva è un’opportunità di visibilità per un artista, specialmente per quelli non ancora affermati che in questo modo possono farsi ulteriormente conoscere”.  

Al momento gli aderenti alla piattaforma sono in maggior parte residenti in Usa e Uk, anche perché il sito è in lingua inglese, ma il team di pptArt ha stabilito contatti anche con Giovani Artisti Italiani, piattaforma che riunisce 13mila creatori d’arte del nostro Paese.

Il modello di business è sia B2C sia B2B, sempre in chiave rigorosamente crowdsourcing. Nel primo caso la piattaforma, tra le varie attività, propone opere d’arte a chi si sta per sposare attraverso una speciale offerta pubblicata sul sito matrimonio.com: i futuri sposini decidono di regalarsi un quadro ma sono gli invitati alle nozze a scegliere quale finanziare in base alla short list proposta da pptArt, per poi regalarlo alla coppia. Quanto al B2B, il team intende collaborare con grandi aziende: per esempio, se un’azienda decide di festeggiare il trentennale facendosi costruire un’opera d’arte, potranno essere i dipendenti a ‘votare’ la preferita.  

“Finora ci siamo auto-finanziati – prosegue Desiata – ma in realtà siamo partiti con pochi progetti che ci sono serviti per testare il modello di business. C’è stato interesse da parte di investors e fondi di investimento e attualmente abbiamo un investitore interessato ad acquisire una quota della società”.

Il prossimo passo è lanciare la piattaforma a livello internazionale. “Abbiamo base a Roma ma vogliamo proporla nel mondo: per il momento abbiamo ‘antenne’ in Belgio, Francia e Spagna. Tutto sommato è un’iniziativa italiana che punta a valorizzare la cultura italiana e internazionale”.

Oltre a Desiata, del team fanno parte  Chiara Compostella, storica dell’arte con ventennale esperienza internazionale di gestione di progetti nel campo dell’arte figurativa e un master in Arts Administration alla Columbia University di New York;  Mircea Flore, esperienza ventennale come investment banker ed esperta finanziaria; Milena Marucci, architetto presso uno dei principali studi di architettura al mondo; Stefania Barbier , fotografa professionista, già consulente di strategia per Bai; e Giuseppe Ariano, Project Manager press il Ministero dei Beni Culturali.

  • Renatanegri

    Vedi sito http://www.museoenergia.it
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    Fatemi sapere se potete dar una mano a studenti soprattutto di istituti tcnici

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