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Operazioni

Exit, Principia cede la quota di Docebo a Klass Capital

13 Nov 2015

L’operatore italiano di venture capital, entrato nella società con un investimento seed da 2,4 milioni di euro, ha ceduto il suo 28,74% del capitale della piattaforma di e-learning al fondo canadese che, a luglio, aveva già rilevato altre quote della startup fondata nel 2005 da Claudio Erba

Claudio Erba, fondatore e ceo di Docebo
Principia Sgr ha ceduto la sua quota del 28,74% del capitale di Docebo spa, piattaforma di e-lerning SaaS (Software as a Service) fondata nel 2005 da Claudio Erba, l’imprenditore che ha scommesso tutto sulla tecnologia coniugata con la formazione aziendale a distanza.

Docebo, l’e-learnig made in Italy che viaggia nel mondo: leggi la STORIA

La quota è stata rilevata da Klass Capital, fondo canadese già investitore di Docebo: a febbraio, infatti, secondo quanto si legge su un articolo pubblicato su BeBeez, aveva investito nella società 3 milioni di dollari. E non è la prima volta che Klass Capital rileva quote societarie di Docebo: a luglio aveva rilevato le quote in portafoglio a Seeweb, angel investor che aveva supportato la startup di Claudio Erba fin dagli esordi.

Principia Sgr, invece, era entrata in Docebo nel 2012 con un investimento seed da 2,4 milioni di euro. Investimento che ha contribuito allo sviluppo imprenditoriale della società facendo crescere il fatturato di cinque volte.

Presente in più di 70 Paesi del mondo, Docebo consente ad organizzazioni di ogni genere (soprattutto grandi aziende ma anche pmi) di erogare e tracciare processi di formazione a distanza in tempo reale.

La vendita della partecipazione ha permesso a Principia di realizzare un Irr (internal rate of return) del 25% in meno di tre anni. Non certo un risultato in linea con il tasso di crescita della società, che negli ultimi anni ha avuto una veloce espansione internazionale, portandola ad avere circa l’80% dei ricavi all’estero. E questo, probabilmente, è stato uno dei motivi che hanno spinto Principia a uscire dal momento che il mandato del fondo era “locale”, avendo raccolto soldi pubblici, senza attendere una migliore valorizzazione della quota.
L’investimento si è quasi raddoppiato in meno di tre anni: un ottimo risultato per l’imprenditore, un pò meno per chi deve gestire il portafoglio di un fondo di venture capital, dove la percentuale di mortalità è alta e si dovrebbe puntare a moltiplicatori più alti, soprattutto quando l’investimento è in societa con un potenziale di crescita internazionale.

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

  • Claudio Erba

    Giusto per chiarire, l’IRR corrisponde al ritorno ANNUALE, ergo in 3 anni e mezzo il fondo ha praticamente raddoppiato il capitale. Di exit su valori grandi con questi IRR in Italia non so quante ce ne siano, ovviamente l’IRR sulle startuppine da 100mila euro di exit sono più elevati in termini percentuali ma lontanissimi in termini assoluti.

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