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INNOVAZIONE DAL SUD

Ecco il gioiello dell’aeronautica Made in Italy che piace a Renzi

20 Ago 2014

Da Ponticelli (Napoli) il premier ha twittato: “C’è una startup all’avanguardia mondiale su ingegneria e elicotteri”. È K4A, al lavoro su mini-velivoli rivoluzionari. “Li useremo come oggi usiamo la moto in città” dice il presidente Scalella. E già c’è un mega-accordo con la Cina

Matteo Renzi l’ha definita startup, anche se tecnicamente non lo sarebbe, ma è certamente un simbolo dell’innovazione Made in Italy e, per di più, è nata e cresciuta al Sud: si chiama K4A Knowledge for aviation ed è una giovane azienda con sede a Ponticelli (Napoli).

Ha una storia alle spalle che affonda le radici nella tradizione aeronautica della Campania ed è impegnata nella realizzazione di un modello innovativo di elicottero, bi-posto e bi-motore, destinato in un non lontano futuro a farci attraversare i cieli come facciamo adesso percorrendo le strade con biciclette o moto.

Il presidente del Consiglio ha scoperto K4A il 14 agosto quando si è recato in visita a Ponticelli. È da sempre sensibile ai temi dell’innovazione, come ha dimostrato quando, nella sua prima uscita ufficiale da capo del governo, ha visitato H-Farm di Riccardo Donadon.

[Qui il resoconto della visita all’incubatore di startup e villaggio tecnologico immerso nella campagna trevigiana]

Stavolta l’entusiasmo di conoscere un’altra realtà innovativa italiana – e meridionale – l’ha spinto a twittare un commento.

Ma chi è questa realtà napoletana all’avanguardia mondiale? K4A è una società con sedi in Campania, ma anche nel Lazio, partecipata dal fondo di investimento POR FESR I.3 gestito dalla FILAS, la finanziaria della Regione Lazio. L’idea nasce anni fa da Valentino Alaia, 49 anni, già ricercatore universitario in aeronautica con cinque anni di esperienza al Marshall Space Flight Center, in Alabama, e Luigi Napolitano, ingegnere e scienziato partenopeo con docenze alla University of California di Berkeley e alla Sorbona di Parigi.

Due eccellenze italiane che, invece di restare all’estero, sono rientrate in patria, anche per motivi familiari, ma alla fine hanno deciso che la loro America era a Ponticelli. Dopo aver incontrato Dario Scalella, manager d’azienda ed ex presidente di Confapi, la confederazione delle piccole e medie imprese, insieme ad altri tre soci hanno fondato nel 2006 K4A Knowledge for aviation.

Una società per azioni con 28 addetti, il 68% dei quali laureato in ingegneria e con età media inferiore ai 40 anni. Tutti con un progetto ambizioso: realizzare un’innovativa famiglia di elicotteri leggeri.

L’idea era stata instillata nel gruppo da Vladimiro Lidak, ingegnere romano di origini lituane (oggi deceduto) che già dai primi anni Ottanta intendeva produrre in Italia una linea di elicotteri leggeri – un visionario per l’epoca – ma che non era riuscito a realizzare il suo sogno.

È nato così il progetto del primo elicottero biposto al mondo a due motori, con un innovativo rotore di coda a pompa idraulica e una serie di elementi di sicurezza che ne faranno anche il primo “leggero” a poter volare sui centri abitati. 

“Abbiamo iniziato nel 2006 – spiega Dario Scalella, oggi presidente di K4A – e dopo 8 anni di investimento siamo nelle condizioni di avviare l’internazionalizzazione. Il nostro elicottero biposto e bimotore consentirà di muoversi nelle strade dei cieli: lo useremo come oggi usiamo biciclette o moto per spostarci sulle strade”. In pratica, secondo i vertici di K4A, tra qualche anno spostarsi in elicottero da Roma a Napoli potrebbe essere davvero una pratica comune, da realizzare con appena 50 euro di carburante grazie a motori che funzionano con benzina comune. Uno scenario da film di fantascienza eppure, sembra, già a portata di mano. 

Ma non è solo la tecnologia innovativa a rendere speciale questa azienda. Quello che Scalella tiene a sottolineare è la capacità di un progetto tutto italiano di affermarsi nel mondo. “È un progetto che solo a Napoli si potrà realizzare – ha detto Scalella all’inviato dell’Espresso che ha realizzato un approfondito reportage sul’azienda “piaciuta a Renzi – e non perché sia la nostra terra ma perché questo territorio è una miniera: ci sono università d’eccellenza, centri di ricerca e un polo industriale aeronautico avanzato”.

Parlando a Rai1 Scalella ha poi sottolineato: “Mantenendo la produzione e il brand in Italia, abbiamo avviato produzioni con partner stranieri in varie parti del globo. È una sfida italiana: nostro è il design, il progetto, il motore. Poi dell’industrializzazione in loco si occupa il nostro partner. Abbiamo creato i presupposti per rimanere in Italia”.

Una scelta lungimirante, perché la “conoscenza”, ovvero la capacità di sviluppare un prodotto, resta nelle mani, e soprattutto nei cervelli, degli italiani, mentre avvitare bulloni si può fare in qualsiasi altra parte del mondo. 

Il progetto è piaciuto alla Cina. Ad aprile scorso K4A ha siglato una joint venture con la cinese Changxing Aviation Equipment Corporation, azienda meccanica che realizza manufatti per le più importanti aziende aerospaziali del Paese asiatico.

La joint venture, da 32 milioni di dollari, porta alla nascita della Jiangxi Deli Helicopter Industrial co. Ltd, con sede a Jing de Zhen (nella Provincia dello Jiangxi), importante polo elicotteristico cinese. Gli investimenti in denaro, come previsto dall’accordo, saranno esclusivamente in capo al partner cinese.

L’italiana K4A metterà sul piatto il proprio progetto innovativo, mentre la produzione dell’elicottero e la sua commercializzazione in Cina e nella regione Asia Pacific (Apac) spetterà in esclusiva alla Jiangxi Deli Helicopter Industrial co. Ltd. La nuova società avrà un capitale sociale di 29 milioni di dollari e K4A deterrà il 48% delle quote. Ormai il  “sogno americano” è sempre più soppiantato dal “sogno cinese” e gli aeronautici di Ponticelli lo stanno realizzando.

A regime, fra tre anni, saranno realizzati 150 elicotteri l’anno destinati all’Asia e al Pacifico. A dicembre di quest’anno, intanto, dovrebbe ultimato il prototipo per le prove a terra. Tra un anno è previsto il primo volo e il via alle operazioni di certificazione. E quindi, se tutto procederà come previsto, tra qualche anno, potremmo salire su un elicottero come se prendessimo l’autobus, grazie a questo gruppo di ingegneri di Ponticelli. 

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