Dopo la exit biotech Stefano Buono lancia newcleo, startup che appena nata ottiene 118 milioni - Economyup

ENERGIA NUCLEARE

Dopo la exit biotech Stefano Buono lancia newcleo, startup che appena nata ottiene 118 milioni



Fondata pochi mesi fa da un team di scienziati italiani a Londra, newcleo svilupperà una tecnologia per l’energia nucleare pulita. Il CEO è Stefano Buono, che nel 2018 ha venduto AAA a Novartis. Appena nata, con la “benedizione” del Nobel Carlo Rubbia, la società ha chiuso un round di 118 milioni di dollari

31 Ago 2021


Stefano Buono, CEO di newcleo

Che storia la storia di newcleo! Una startup fondata pochi mesi fa da un team di scienziati italiani a Londra ma con una base a Torino dove lavoreranno 100 innovatori dell’energia, con un CEO che ha già fatto una exit miliardaria negli Stati Uniti e un finanziamento iniziale di 118 milioni di dollari. E poi c’è la “benedizione” di un Nobel italiano, il fisico Carlo Rubbia.

Sì, perché newcleo nasce per sviluppare una nuova tecnologia di energia nucleare pulita e sicura. Ecco il team: Stefano Buono, Amministratore Delegato di newcleo, già fondatore di Advanced Accelerator Applications (AAA); Luciano Cinotti come Chief Scientific Officer ed Elisabeth Rizzotti come Chief Operating Officer e AD delle operazioni di ricerca in Italia.

Al primo, importante, round di finanziamento hanno partecipato “diverse personalità visionarie” di cui la startup non comunica i nomi e alcuni  investitori istituzionali come Exor Seeds di New York, LIFTT e il Club degli Investitori di Torino.

Advanced Accelerator Applications (AAA) è uno dei più significativi successi del biotech italiano: società fondata nel 2002 da Stefano Buono come spin-off del CERN di Ginevra, l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, realizza prodotti diagnostici e terapeutici di Medicina Molecalore Nucleare in diversi ambiti, dall’oncologia alla neurologida, dalla cardiologia. Nel 2015 è stata quotata al Nasdaq, con una valutazione di 1 miliardo di dollari. Nel 2018 è stata venduta a Novartis per circa 4 miliardi.

“Dopo aver creato Advanced Accelerator Applications come azienda rivoluzionaria nel settore della medicina nucleare teragnostica, ho fondato newcleo con la stessa visione: portare le più innovative tecnologie nucleari attualmente esistenti nel mercato per il beneficio di tutto il pianeta”, racconta Stefano Buono. “Nel 1994 ho iniziato a lavorare con Carlo Rubbia al CERN sulla possibilità di produrre energia pulita, rinnovabile e sicura. Ho capito allora che sarebbe stato possibile rompere gli schemi del settore energetico con un’applicazione industriale scalabile delle nostre scoperte scientifiche.”

‘Futurable Energy’ è l’obiettivo di newcleo. “Sviluppare un nuovo modo di controllare il processo di estrazione di energia dai nuclei, sostenibile e completamente sicuro”, aggiunge Buono. “Permetterà al pianeta di raggiungere emissioni zero, riducendo drasticamente al contempo la produzione di scorie radioattive e ridurre concretamente il surriscaldamento globale”.

Newcleo, che nasce acquisendo la società americana Hydromine Nuclear Energy, si basa sull’applicazione innovativa di tecnologie preesistenti e già sviluppate, tra cui i Lead Fast Reactors (LFRs) che utilizzano il piombo come refrigerante al posto dell’acqua o del sodio, gli Accelerator Driven Systems (ADSs), che si basano sulla combinazione di un reattore subcritico con un acceleratore di particelle, e l’utilizzo del torio come carburante naturale.

“Sono grato a Carlo Rubbia per avermi introdotto all’idea di utilizzare il piombo come refrigerante per i reattori”, dice Luciano Cisotti. “Realizza il sogno di continuare a lavorare sui Fast Breeder Reactors, che consentono un utilizzo del carburante 100 volte migliore e l’eliminazione di depositi geologici per gli elementi transuranici. Inoltre, il Lead Fast Reactor non ha i rischi associati all’uso del sodio, che reagisce altamente a contatto con l’aria e l’acqua, il che consente un approccio più immediato ed economico ad una vera sicurezza passiva”

L’applicazione di queste tecnologie può, potenzialmente:

  • Ridurre drasticamente il volume di rifiuti radioattivi prodotti, eliminando al contempo la necessità di depositi geologici per gli elementi transuranici;
  • Un utilizzo molto più efficace dell’uranio utilizzato attualmente e successivamente utilizzo del torio;
  • Evitare gli incidenti nucleari grazie al mantenimento del reattore costantemente in stato sottocritico, con la possibilità di interrompere istantaneamente la cascata nucleare spegnendo semplicemente l’acceleratore.

Con headquarter a Londra, base ideale per operazioni globali che richiedono connessioni internazionali, il team di ricerca di newcleo sarà inizialmente a Torino. In Italia un team di 100 “innovatori energetici” lavoreranno sotto la supervisione di un Comitato Scientifico composto da personalità con ampia esperienza nell’energia nucleare.

Il primo progetto chiave di newcleo sarà il progetto LFR ‘Re-Act’, un micro-reattore modulare raffreddato a piombo liquido con importanti applicazioni commerciali, ad esempio nei trasporti marini. Il prototipo sarà la realizzazione di un concept già conosciuto presso l’International Atomic Energy Agency (IAEA) come “LFR-TL-X project”. Entro i prossimi cinque anni, newcleo è intenzionata a finalizzare la progettazione e realizzare un prototipo industriale non-nucleare in scala 1:1 in collaborazione con l’ENEA (Agenzi nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che condivide uno dei brevetti di newcleo.