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NUOVA IMPRENDITORIALITÀ

Da Elon Musk a David Bowie 5 consigli per startupper e aspiranti imprenditori

02 Gen 2018

Per creare un’impresa è necessario saper vedere cose che gli altri non vedono, ma può aiutare anche essere un principiante assoluto, perché consente di sbagliare. E a volte l’importante è avere una sola idea. Sono suggerimenti che arrivano dai grandi dell’imprenditoria (e non solo) raccolti in un libro. Vediamoli

Nella vita tutti prima o poi hanno bisogno di un maestro, anche gli imprenditori o gli aspiranti tali. Ma cosa succederebbe se qualcuno che sta creando la sua startup o sta portando avanti una giovane azienda potesse parlare a quattr’occhi con un maestro ispiratore, magari un big dell’imprenditoria internazionale o anche, perché no, un personaggio storico o un artista? Probabilmente ne ricaverebbe consigli preziosi per la sua attività presente e futura. Dato che questo non è (quasi) mai possibile, ci si può aiutare consultando “Inventati il Lavoro – Sopravvivere alla fine del posto fisso e svegliarsi ogni mattina con il sorriso” (Feltrinelli).

Scritto da Jacopo Perfetti, classe 1981, docente di imprenditoria e  coordinatore della concentration in imprenditoria presso gli Mba della Sda Bocconi School of Management, il volume propone un percorso pratico e originale per creare la propria professione attraverso centinaia di strumenti e consigli.

Tra questi consigli, ci sono anche quelli di alcuni grandi del mondo delle aziende, ma anche di altri settori apparentemente lontani dall’imprenditoria. Abbiamo scelto 5 tra i numerosi personaggi menzionati e riportiamo brani del libro dove è spiegato cosa possono insegnare questi  grandi alle giovani (e non più giovani) generazioni di startupper, aspiranti imprenditori e top manager.

IMPARARE DA ELON MUSK: AVERE UNA GRANDE SFIDA

Nato a Pretoria (Sudafrica) e naturalizzato statunitense, Elon Musk ha creato e guidato la Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX), azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne, Usa, di cui è amministratore delegato e Cto (Chief Technology Officer). Ha inoltre fondato Tesla Motors, società statunitense dell’automotive e dell’energia che disegna, produce e vende veicoli elettrici, di cui è presidente e Ceo. L’obiettivo è portare i veicoli elettrici sul mercato di massa. Inoltre è presidente di SolarCity, compagnia specializzata in prodotti e servizi legati al fotovoltaico, e ha cofondato PayPal, il principale sistema di pagamento via internet del mondo. In Tesla Motors, Musk ha fatto costruire la prima vettura sportiva elettrica dell’era moderna, la Tesla Roadster. Con SpaceX si è proposto di rivoluzionare le tecnologie spaziali in modo da consentire alle persone di vivere in altri pianeti.

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Scrive Jacopo Perfetti: “Elon Musk ha sfidato i giganti di Internet e ha vinto. ha sfidato i giganti del mercato finanziario online e ha vinto. E ora sta sfidando i giganti del mercato militare e industriale americano, i giganti dell’energia e quelli dell’industria automobilistica e, per ora, sta vincendo. Tutti i grandi imprenditori hanno sempre avuto grandi piani in mente e hanno cercato di raggiungere obiettivi sempre piu alti, anche se erano perfettamente consapevoli che fosse impossibile raggiungerli del tutto. Mentre sta lanciando il suo Tesla Model 3, Elon Musk sta lavorando a treni velocissimi, automobili sottomarine e a tunnel sotterranei per auto. Anche se non la raggiungerai appieno, avere una grande sfida ti motiva, ti dà la forza per andare avanti e ti permette di capire quale sia il tuo vero valore”.

IMPARARE DA RICHARD BRANSON: SAPER SFRUTTARE IL FALLIMENTO

Nell’inverno del 1977 l’imprenditore britannico si trovava in Giamaica e, dopo qualche giorno di vacanza, si recò in aeroporto per prendere un volo con destinazione Puerto Rico ma, senza alcun preavviso, il volo venne cancellato. A differenza di tutti gli altri passeggeri, Branson non si rassegnò, si recò presso l’ufficio della compagnia aerea e, con aplomb britannico, chiese quanto costasse noleggiare un aereo: 2.000 dollari. Branson prenotò il noleggio dell’aereo, prese una lavagna e scrisse: Virgin Airways, 39 $, volo di sola andata per Puerto Rico. I biglietti furono venduti in un attimo e Branson riuscì a ricavare un utile di 80 dollari per pagare il suo biglietto e quello della sua compagna. Nacque così l’idea alla base della prima compagnia aerea di Branson: Virgin Atlantic. In quello che tutti i passeggeri del volo cancellato vedevano come un imprevisto, qualcosa di negativo, Richard Branson aveva visto un bisogno di mercato da soddisfare e un’opportunità per creare un nuovo servizio che, in trent’anni ha trasformato in Virgin Airways in un’azienda che serve oltre trecento destinazioni nel mondo.

“Prendilo per quel che è: tutti falliscono, ma non tutti continuano a fallire e quindi non tutti hanno successo. Tutte le carriere imprenditoriali più celebri sono cominciate con un qualche piccolo o grande fallimento. Henry Heinz fallì, Steve Jobs fallì, Jack Ma fallì, Bill Gates fallì, James Dyson fallì, Warren Buffet fallì, e anche tu,  probabilmente, fallirai. E prima fallisci meglio è. Alcune delle più grandi imprese al mondo sono cresciute grazie ai loro fallimenti. Perché sono state in grado di imparare dai loro insuccessi”.

IMPARARE DA DAVID BOWIE: ESSERE UN ABSOLUTE BEGINNER

Absolute Beginner è una canzone dell’artista britannico scomparso il 10 gennaio 2016. Bowie ha molto da insegnare a molti, non solo agli artisti come lui, ma anche agli imprenditori e agli investitori. Non a caso, l’autore di “Starman”, “Let’s Dance” e “China Girl” è stato anche un innovatore nel mondo della finanza: nel 1997 ha creato un nuovo veicolo di investimento dando vita ai “Bowie Bonds”, che consentivano alle persone di investire nei suoi guadagni ricavati dal catalogo musicale.

Perché le aziende dovrebbero riascoltare David Bowie

Traendo ispirazione dal brano citato sopra, l’autore di “Inventati un lavoro” scrive: “Gli Absolute Beginner sono snelli, devono essere snelli, perché il più delle volte non hanno molte risorse, quindi la loro attività è necessariamente snella. Hanno tempo per pensare, perché all’inizio il loro lavoro non corre troppo in fretta. Sono liberi di commettere errori. Se fai un errore come principiante non e un grosso problema, se invece fai un errore come grande azienda potrebbe costarti molti soldi, risorse e tempo. E questo e il motivo per cui gli Absolute Beginner iniziano. Non vengono paralizzati da un eccesso di analisi e pensieri. Hanno un’idea, la fanno partire e poi la aggiustano strada facendo”.

IMPARARE DA ENRICO MATTEI: VEDERE IL VALORE CHE NESSUNO RIESCE A VEDERE

Il 28 aprile 1945 con la nomina a commissario generale, Enrico Mattei ricevé dallo Stato italiano l’incarico di liquidare l’Agip. A quei tempi la compagnia petrolifera era vista da molti come un vecchio carrozzone di epoca fascista, privo di valore economico. Tuttavia Mattei la pensava diversamente. Convinto che un Paese non potesse avere l’indipendenza politica senza l’indipendenza economica, l’imprenditore italiano decise di non liquidare la società, ma di riorganizzarla seguendo un piano tanto ambizioso quanto strategico: garantire l’autonomia energetica dell’Italia e renderla indipendente dalle “Sette Sorelle”, ovvero dalle principali compagnie petrolifere mondiali. Fu l’inizio di una rivoluzione economica e sociale. Nel marzo del 1946 vennero scoperti giacimenti di metano nella Pianura Padana, il gas arrivò nelle case di tutti gli italiani e in borsa le azioni della Agip schizzarono alle stelle. Nel 1953 Mattei fondò l’ENI, l’Ente Nazionale Idrocarburi, azienda leader in Italia e nel mondo, che in breve tempo lo portò a essere l’italiano più potente al mondo. Purtroppo la vita di Enrico Mattei si è conclusa in modo tragico: era probabilmente stato troppo visionario e audace per i tempi. Ma la sua eredità resta.

“Un bravo manager gestisce un valore che nessun altro riesce a gestire. Un buon imprenditore vede un valore che nessun altro riesce a vedere”.

IMPARARE DA ALBERT EINSTEIN: SCEGLIERE UN’IDEA (TRA TANTE)

Una volta il poeta Paul Valery chiese ad Albert Einstein se tenesse un taccuino per appuntarsi tutte le sue idee. Lui lo guardò un po’ sorpreso e disse: “Oh, non è necessario, è già tanto se ho una sola idea”. Sappiamo che non è vero. Il fisico e filosofo tedesco, autore della teoria della relatività, ha avuto migliaia di idee e scritto circa trecento pubblicazioni scientifiche. Molte delle sue pubblicazioni hanno avuto un impatto minimo, ma proprio questa enorme quantità di idee gli ha consentito di produrre la sua teoria della relatività, che ha trasformato la fisica e cambiato il mondo. Teoria confermata dalla scoperta delle onde gravitazionali, per il quale i ricercatori hanno vinto il Nobel per la Fisica e alla quale ha contribuito anche un team di italiani.

Onde gravitazionali: è Nobel. Perché la scoperta è fondamentale (anche) per le imprese

“Secondo Fred Luskin della Standford University abbiamo all’incirca 60.000 pensieri al giorno. Questo vuol dire un enorme quantitativo di idee e lavoro cerebrale. Sebbene qualcuno potrebbe pensare che generare le idee sia solo una questione di fortuna o di illuminazione, avere l’idea giusta per il tuo lavoro e invece una questione di impegno e di costanza. Una questione di qualita che deriva dalla quantitao, per dirla con le parole dello psicologo Keith  Simonton, “una qualita che e funzione positiva della quantita”. In quest’ottica, servono tante idee mediocri per generare una grande idea. Oltre ad Albert Einstein, la storia e piena di persone che per avere l’idea giusta sono passate da tante idee sbagliate. Come sostengono diverse ricerche, l’assenza di un bisogno di mercato e la principale causa di decesso delle startup. Falliscono perché il loro prodotto o servizio non soddisfa un bisogno di mercato reale. Fanno qualcosa di cui le persone non hanno bisogno e quindi non comprano. E quando le persone non comprano il tuo prodotto o servizio, tendenzialmente fallisci. Prima di cominciare a sviluppare la tua idea, quindi, chiediti quale problema tu stia risolvendo, se questo problema e reale e se la tua idea crea valore per qualcuno. E cerca di rispondere nella maniera piu oggettiva possibile”. (L.M.)

 

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