Creator economy, 18 startup europee da conoscere

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Creator economy, 18 startup europee per chi monetizza i contenuti sui canali digitali



Creator economy o “economia della monetizzazione individuale”: è il business mosso dai content creator, che creano e condividono soprattutto sui canali social i loro contenuti come Instagram o TikTok. Ecco 18 startup europee che offrono soluzioni per le loro attitivà

di Cecilia Federici

28 Apr 2022


Photo by Aaron Weiss on Unsplash

Si parla ormai di Creator economy, o “economia della monetizzazione individuale”, per definire il business mosso dai content creators, coloro che creano e condividono, soprattutto sui canali social come Instagram o TikTok, contenuti originali con la propria comunità con l’obiettivo di monetizzare. E a supporto delle loro attività stanno nascendo e crescendo molte startup.

Che cos’è la Creator economy

“I creators non sono più solo il prodotto, sono la nuova economia”, si legge in una condotta dalle compagnie di investimento Antler e Speedinvest, che ha selezionato le più interessanti e promettenti startup europee della Creator economy. Oltre alle frontiere già esplorate del Web2 (come Jellysmack, che rende l’editing video user friendly), le startup stanno lavorando sulle tecnologie proprie del Web3, in particolar modo NFTs (non-fungible tokens) e metaverso. Ma queste sono soprattutto negli USA: delle 144 nuove startup rilevate da Antler e Speedinvest solo 18 sono in Europa.

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Creator economy: gli unicorni statunitensi e la situazione europea

Nonostante le compagnie più note del settore siano state fondate da europei (Jellysmack, fondata da tre francesi negli Stati Uniti) o in Europa (Domestika, fondata in Spagna, poi trasferitasi negli USA), in questo settore c’è un monopolio economico statunitense. È stato stimato che tra le 15 compagnie unicorno nessuna ha come base l’Europa, che sta perdendo la possibilità di presidiareun mercato ad oggi valutato più di 100 miliardi di dollari.

“A volte percepiamo il mindset statunitense come “Let’s do it!” in opposizione agli europei che non sempre hanno questa stessa mentalità” dice Ollie Forsyth, global community manager ad Antler. “La maggior parte delle compagnie incluse nel nostro report sono nate negli Stati Uniti. Le aree in cui le startup vengono create sono le stesse in cui è più facile fare marketing”

Paragonando la miglior performance americana a quella europea i dati parlano da sé: Moonpay, la startup statunitense per i pagamenti con criptovalute, nel 2021 ha fatturato 555 milioni di dollari; mentre la startup inglese Admix, la compagnia ad aver guadagnato di più in Europa, si è fermata a 35 milioni in totale.

Creator economy: 18 startup europee da conoscere

Management

  • Gem.xyz (Gem.xyz): fondata nel 2021 con headquarters a Singapore, il founder vive a Bruxelles, Gem.xyz permette a chiunque di selezionare gli NFTs che si vogliono vendere (senza limiti di numero), scegliere il mercato dove si vogliono vendere e selezionare il prezzo e monitorare le attività e abbassare i prezzi velocemente o cancellarli.
  • Passionfroot (Passionfroot): fondata nel 2021 in Germania, Passionfroot è uno strumento basato sul browser no-code che aiuta i creators a tenere traccia dei propri progetti, lavorare in modo asincrono con il proprio team, ricevere notifiche automatiche per i pagamenti, creare e assegnare compiti, gestire clienti e flussi di cassa. La compagnia ha raccolto 3 milioni di euro in finanziamenti nella fase di pre-seed lo scorso dicembre, il massimo che una startup europea della creator economy a quel livello abbia mai raggiunto.

Marketplace per gli NFT

  • Kalao.io (Kalao.io): fondata nel 2021 in Estonia, Kalao.io è un marketplace per le NFTs che permette agli utenti di creare una galleria virtuale 3D per esporre le loro opere. Sta anche lanciando il proprio metaverso.

Interazioni fan

  • Talkbase (Talkbase): fondata nel 2021 in Repubblica Ceca, Talkbase è una piattaforma per la gestione della comunità creata per incentivare la cooperazione. Gli users possono programmare eventi e incontri per la loro comunità, gestire portavoce, sostenere programmi e rintracciare informazioni di membri della comunità in tempo reale.

Low/no-code

  • Beyond (Beyond): fondata nel 2021 in Germania, Beyond fornisce strumenti Web3 senza dover scrivere alcun codice. Ideale per persone senza competenze tecnologiche avanzate che non vogliono perdere i vantaggi che il Web3 (NFTs e tokens) può dare al proprio business per raggiungere la propria comunità.

Pagamenti

  • Earnr (Earnr): fondata nel 2020, Earnr è un’applicazione inglese di finanza e tasse per creators, piccole aziende e side income che permette di tenere traccia di entrate e uscite, automatizzare la dichiarazione dei redditi e ottenere validi insight economici.

Design

  • Bildr (Bildr): piattaforma inglese per creators nel mondo dello sviluppo visuale: permette di creare app, lanciare prodotti SaaS, creare estensioni browser e software accattivanti con o senza la scrittura del codice.
  • Customuse (Customuse): fondata nel 2021, questa compagnia inglese aiuta i creators a creare e vendere indumenti virtuali nel metaverso. Piattaforme social media come Snap e giochi come Roblox sono solo alcuni dei marketplace in cui vendere i propri template disegnati da professionisti ed estremamente personalizzabili.

Community Tokens

  • CrowdPad (CrowdPad): la startup londinese CrowdPad permette ai creator di coniare le proprie “monete” virtuali e venderle. A seconda del numero di monete che si possiedono, si riceveranno determinati benefici. Chiunque compri nella community, contribuirà ad accrescerla.

Play-to-earn

  • Admix (Admix): l’inglese Admix aiuta i brand a fare pubblicità nei videogiochi senza peggiorare l’esperienza del giocatore per la sua scarsa intrusività. Ha raccolto 25 milioni di dollari ad ottobre da Elefund (un fondo statunitense che ha investito in Robinhood e Calm), Notion Capital, Force over Mass, Speedinvest e altri.
  • Goals (Goals): videogioco calcistico svedese play-to-earn dove i giocatori possono essere premiati con NFTs. Il founder Andreas Thorstensson dice che la compagnia ha raccolto 19 milioni di dollari ma non ha detto da chi.
  • Realm (Realm): startup inglese che permette a chiunque di creare il proprio metaverso, o meglio microverso play-to-earn, un “regno” personalizzato che, se esplorato, permetterà di guadagnare NFTs.

Metaverso

  • Miiji (Miiji): fondata nel 2021 nel Regno Unito, questa compagnia costruisce avatar virtuali per il metaverso caratterizzati da controllo intuitivo, facili da usare su PC o telefono e spiccato realismo.
  • Ready Player Me (Ready Player Me): Ready Player Me è una startup estone che permette alle persone di creare degli avatar full-body per il metaverso. Crea un’identità consistente per il metaverso, permette di possedere il proprio look e venderlo scindendolo in token che possono essere venduti su diversi marketplaces. Ha raccolto 13 milioni di dollari a gennaio, guidata da Taavet+Sten, la società di investimento gestita dal cofounder di Wise e il cofounder di Teleport.

Musica

  • Dropstar (Dropstar): questa compagnia tedesca, fondata nel 2021, permette ad artisti e musicisti di trasformare le proprie opere d’arte in NFTs che poi possono essere scambiate.
  • Pianity (Pianity): fondata nel 2021, Pianity è una piattaforma musicale francese di NFT che permette di collezionare brani in edizione limitata.
  • Sonomo (Sonomo): piattaforma olandese basata al Amsterdam che permette ai piccoli investitori di investire in diritti d’autore dal mondo dello streaming digitale per poi ricavare profitti dal successo delle canzoni stesse.
  • Stage 11 (Stage11): la francese Stage11 crea esperienze musicali per il metaverso che invitano i fan a esplorare, giocare e creare un senso di comunità.

 

Cecilia Federici

Studia Storia dell'Arte ma è appassionata di innovazione e tecnologia.