Insegnare con il metaverso: come lo fa una startup nelle scuole di Bari

CULTURA DIGITALE

Insegnare con il metaverso: come lo fa una startup nelle scuole di Bari 



Co-fondata a Bari nel 2019 da Nicola Bonerba e Katherina Ufnarovskaia, la startup Augmented.City nel 2021 ha avviato un progetto innovativo in alcune scuole della città: usare il metaverso per motivare gli studenti, bambini e ragazzi fino ai 14 anni. Ecco che cosa fa la startup e i risultati del progetto

di Cecilia Federici

05 Lug 2022


Augmented.City: il Metaverso portato nelle scuole

Si può insegnare ai bambini utilizzando il metaverso? E come? Una startup ci sta provando nelle scuole di Bari, dimostrando che la cultura digitale è qualcosa da formare sin da piccoli, visto che il progetto di Augmented.City (è il nome della startup) propone l’esplorazione della storia attraverso il metaverso nella primaria e secondaria, quindi dagli 8 ai 14 anni. 

“I ragazzi sono molto più tecnologici di noi e riuscire a proporre la fisica o la storia con sistemi innovativi li motiva di più”, dice Katherina Ufnarovskaia, cofounder di Augmented.City, che ha sviluppato un sistema di AR in cloud.

Che cosa fa Augmented.City

Augmented.City, startup fondata nel 2019 a Bari, ha sviluppato una piattaforma e un sistema tecnologico basato sul cloud a realtà aumentata (AR cloud) che permette di creare dei contenuti aggiuntivi per spazi interni e esterni di edifici, vie o ponti delle città, in modo da poter localizzare rapidamente un utente e fornirgli nuove informazioni su ciò che sta osservando. Le applicazioni per questo tipo di tecnologia sono innumerevoli.

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La startup ha creato un sistema aperto che permette a tutti (sviluppatori e non) di appoggiarsi al suo AR cloud per ampliare o usare i punti dati della piattaforma, costruire una propria nuvola di punti personalizzata in base alle necessità, oppure sfruttare il Software Development Kit (SDK) per costruire un nuovo prodotto o app.

Gli algoritmi sviluppati da Augmented.City permettono di riconoscere visivamente gli edifici inquadrati da qualunque smartphone e mostrare informazioni utili, tramite la realtà aumentata, in tempo reale. Facciamo un esempio per capire come funziona: siamo dei turisti in una nuova città e siamo interessati a conoscere il nome e la storia di un particolare edificio storico. Utilizzando una delle app di AC, sarà sufficiente inquadrarlo e sarà possibile ricevere immediatamente informazioni sul nome dell’edificio, ed eventualmente ottenere approfondimenti cliccando sul piccolo pop-up che appare sull’edificio stesso. Ma la tecnologia di AC si è molto evoluta, consentendo agli user la possibilità di osservare oggetti multimediali (come foto e video) o tridimensionali ed animati, come avatar, animali e personaggi che si muovono negli spazi delle città, anche interagendo con gli osservatori stessi.

L’evoluzione della realtà aumentata

Il team attuale della startup è formato da ingegneri e informatici altamente specializzati nell’ambito delle ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e in computer vision. La tecnologia alla base è la AR (realtà aumentata), sviluppata inizialmente per scopi industriali e militari in modo da ottimizzare e rendere più sicuro il lavoro di autisti, operai e piloti. Pensiamo ad esempio ad un autista che vuole controllare quanti chilometri gli mancano per arrivare a destinazione, oppure la velocità che sta percorrendo: normalmente sposterebbe lo sguardo verso il contachilometri, perdendo per forza di cose la concentrazione sulla strada. Con la realtà aumentata è possibile proiettare queste informazioni direttamente sul parabrezza, in modo tale da non far perdere la visione principale ed evitare possibili incidenti.

Ciò che inizialmente è stato confezionato per le industrie, ha ampliato il proprio raggio d’azione a settori più vicini ai consumatori, come turismo e formazione.

Circa 4 anni fa è avvenuta la grande rivoluzione degli smartphone: mentre prima l’unica funzionalità disponibile era la realtà virtuale, mondo chiuso a sé stante che non comunica in alcun modo con la realtà circostante, da qualche anno gli smartphone hanno attivato le funzionalità di realtà aumentata, che, rispetto alla VR ha un vantaggio: offre informazioni aggiuntive sulla realtà che circonda l’osservatore.

Come è nata Augmented.City

Ciò ha dato la possibilità a moltissime nuove idee di svilupparsi, tra cui quella di Nicola Bonerba (co-founder di Augmented.City) , ingegnere barese da generazioni che voleva mostrare ai figli l’eredità del nonno che aveva costruito alcuni palazzi nel quartiere di Bari. Da qui l’idea di rendere possibile il riconoscimento di un edificio associato ad una “scheda informativa”, con informazioni tra cui chi lo ha costruito, quando, eventi storici rilevanti e molto altro, tutto tramite un semplice smartphone.

Ecco così che Bonerba nel 2019 contatta Katherina Ufnarovskaia, economista che negli ultimi 17 anni si è dedicata a progetti di ricerca e sviluppo su tematiche ICT, per un parere tecnologico. La risposta è affermativa, da competenze multisettoriali nell’edilizia, nell’ingegneria e nella computer vision nasce una startup che permette di giocare con l’AR per il riconoscimento di luoghi esistenti, integrandoli con informazioni storiche e grafica 3D.

Tecnologie immersive XR e formazione

Tra le città già mappate troviamo: Bari, Mosca, San Francisco , Amsterdam, Barcellona, Helsinki, New York, Seattle. E l’elenco è destinato a crescere.

In particolare a Bari, città dove è nata la startup, è stato svolto un progetto innovativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, che ha coinvolto bambini dagli 8 ai 14 anni nell’esplorazione della storia tramite il Metaverso.

Augmented City: il Metaverso portato nelle scuole

Perché integrare il programma scolastico tradizionale con tecnologie immersive innovative? Katherina Ufnarovskaia commenta che la principale ragione per cui i ragazzi sono poco motivati allo studio di alcune materie è che “manca l’approccio giusto per i giovani, che sono molto più tecnologici rispetto a noi”.

Materie che spesso risultano più ostiche, come lo studio anatomico del corpo umano o la fisica, sono invece molto più comprensibili se spiegate tramite l’uso di modelli tridimensionali di alta qualità che sfruttano la realtà aumentata: così lo studio della cellula o il comportamento degli atomi è più chiaro, l’esperienza immersiva sensoriale tramite visualizzazione rende l’apprendimento più facile e divertente. A volte è difficile arrivare ai contenuti tramite i libri di testo, ma con le tecnologie immersive si può entrare nel contenuto stesso, rendendolo molto più comprensibile. Test svolti a fine progetto dimostrano che effettivamente i bambini hanno appreso i contenuti storico-artistici approfonditi durante il progetto, ed hanno imparato a padroneggiare le tecnologie immersive utilizzate.

Il progetto nelle scuole di Bari

Il progetto pilota, avviato nel 2021, condotto da  Augmented.City e dall’Istituto Preziosissimo Sangue, con il patrocinio dell’Accademia Cittadella Nicolaiana e della Basilica Pontificia di Bari, consiste in un’animazione in realtà aumentata di San Nicola per rendere il Museo Nicolaiano più attrattivo per studenti, fedeli e turisti. L’animazione raffigura un modello realistico tridimensionale di San Nicola, nel rispetto dall’iconografia Nicolaiana Barese, ed è uno degli elementi che animano virtualmente la zona della Basilica.

Oltre all’animazione ci sono altri oggetti virtuali in 3D, come il pesce che ricorda la venuta del santo dal mare, tutti visualizzabili tramite uno smartphone oppure un tablet grazie all’app ‘AC Viewer’. Questi elementi fanno parte degli strumenti per attrarre studenti, turisti e fedeli con i quali il Museo Nicolaiano inaugura la sua svolta tecnologica. Alcuni oggetti virtuali sono stati elaborati dagli alunni delle tre classi della scuola media e delle classi terze della scuola elementare dell’Istituto Preziosissimo Sangue. Gli studenti, inoltre, hanno ideato un logo che racchiude proprio i principali simboli della vita del santo e che verrà utilizzato per altri percorsi scolastici.

I risultati sono in un incremento di interesse e motivazione degli studenti.

La presentazione dei risultati del progetto al comune di Bari ha avuto molto successo, ecco perché Paola Romano, assessore alle Politiche educative e giovanili del Comune di Bari, ha deciso di offrire il proprio supporto per la partecipazione a progetti come questo per altre scuole. Così nel 2022 150 alunni hanno ripetuto la stessa esperienza. Stavolta però oltre ai ragazzi di 13/14 anni, sono stati coinvolti anche i bambini di terza e quarta elementare, che hanno studiato la storia tramite queste tecnologie innovative. Partendo da un corso teorico in cui venivano analizzate le tecnologie e i loro casi d’uso, ogni scuola coinvolta ha sviluppato il tema a modo suo: 

– la “Tommaso Fiore” è partita dal proprio edificio scolastico, analizzando la figura dello storico e politico che ha dato il nome all’istituto per poi passare al quartiere, approfondendo i personaggi storici ai quali sono intitolate (Gandhi e Martin Luther King). 

– la “Duse”, si è concentrata su teatri e palazzi del centro storico di Bari: teatro Petruzzelli, Margherita e le chiese Vallisa e del Gesù, integrando questi edifici storici con video e inserimenti tridimensionali che non sarebbero stati possibili senza deturpare, almeno temporaneamente, il monumento stesso. Ecco qui che entra in gioco un altro tema fondamentale, la sostenibilità.

– il “Preziosissimo Sangue” ha studiato le tracce di antiche civiltà nelle opere artistiche e negli edifici di Bari Vecchia.

Dopo il successo dei due progetti di Bari, Augmented.City è pronta a portare l’innovazione ad altre scuole della Regione e anche fuori: materie scientifiche, chimica, fisica e biologia saranno al centro del nuovo progetto.

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Cecilia Federici

Studia Storia dell'Arte ma è appassionata di innovazione e tecnologia.